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“Ringrazio
il Pontificio Collegio Armeno per questa bellissima iniziativa.
E’ il miglior modo per commemorare il genocidio”,
con queste parole pronunciate dal Dr. Gaghik Baghdassarian,
Ambasciatore della Repubblica armena in Italia, è stata conclusa
la serata del 21 aprile u.s. dedicata agli autori e intellettuali
che hanno trattato nelle loro opere il problema del genocidio
armeno rendendolo pubblico anche in Italia.
La
serata organizzata su proposta del Pontificio Collegio Armeno in
collaborazione con il Consiglio per la Comunità di Roma in
occasione della ricorrenza dell’89° anniversario di
commemorazione del genocidio degli armeni del 1915 ha visto la
partecipazioni di illustri personaggi tra giornalisti, professori
universitari, scrittori, registi e editori. “Un
atto per dimostrare riconoscenza verso coloro che hanno operato
affinché la realtà e la verità di quella tragedia siano
conosciute e denunciate”.
La
serata è iniziata con il commosso discorso di P. Ghevont
Kendirdjian, Vice Rettore del Pontificio Collegio Armeno, rivolto
agli illustri ospiti che ha ricordato”
il 17 dicembre del 2000 quando in questo secolare Istituto ci
siamo radunati per rendere omaggio con un atto di ringraziamento
rivolto ai deputati Italiani che nel novembre dello stesso anno
avevano approvato all’unanimità una risoluzione che riconosceva
e condannava il genocidio degli armeni del 1915. Oggi, a distanza
di quattro anni, con
lo stesso entusiasmo e con la stessa gratitudine siamo riuniti di
nuovo per questo “atto di riconoscenza”
nei confronti di coloro che sono stati gli artefici affinché
questa triste realtà storica diventasse più tangibile e
raggiungesse l’opinione pubblica.
Dopo
una breve panoramica sui fatti legati alla triste pagina del
genocidio del 1915 P. Ghevont ha rivolto un caloroso
ringraziamento:“ E’ un
nostro sentimento nei confronti di ognuno di Voi. Un
sentimento al quale, siamo sicuri, si stanno unendo da qualche
parte dell’Universo donne, vecchi, uomini, bambini indifesi, un
milione e mezzo di vite innocenti mai conosciute che la storia
avrebbe voluto dimenticare, e qualcuno auspicherebbe si
cancellasse la loro memoria, quella memoria che ognuno di Voi a
modo suo custodisce e difende affinché resti viva come una
fiamma, quella fiamma perenne che arde nella fortezza del
Dzidzernagapert a Yerevan quella
fiamma che ogni armeno porta nel proprio cuore,
quella fiamma che Voi avete acceso in onore di un milione e
mezzo di armeni e che auguriamo
non si spenga mai”
La
D.ssa Anna Sirinian è stata incaricata di presentare tutti gli
ospiti tra i quali ricordiamo: Flavia
Amabile, Marco Tosatti, Marco Impagliazzo, Carlo Massa, Angelo
Guerini, Atonia Arslan, Misha Wegner, Stefania Garna, Marta
Petriccioli e Alberto Tonini e la giovane Manuela Avakian;
Sono state presentate le loro opere specificando il prezioso
contributo che hanno offerto a favore della causa armena.
La
D.ssa Antonia Arslan, in occasione del
120° anniversario della sua nascita, ha
ricordato brevemente la figura di Daniel Varujan, giovane poeta e
scrittore vittima del genocidio del 1915.
Dopo
un breve momento artistico con canti e musiche eseguiti da parte
dei giovani della comunità, Valentina Karakhanian e Diana
Gabrielian, si è proceduto con la cerimonia di premiazione.
I
riconoscimenti sono stati consegnati dal Rettore del Pontificio
Collegio Mons. Hovsep Bezezian insieme alla Madre Superiora della
Congregazione delle Suore Armene Madre Armineh Magarossian e
all’Ambasciatore Armeno Dr. Gaghik Baghdassarian.
Infine
Mons. Bezezian, prima di invitare tutti i presenti a recitare il
Padre nostro in armeno e concludere con la preghiera dell’eterno
riposo, ha rivolto parole di ringraziamento “…a tutti Voi
grazie, che il Signore Vi benedica e benedica le Vs. opere…,”.
Dopo
la cerimonia il pubblico ha avuto la possibilità di salutare gli
illustri ospiti i quali sono stati invitati ad una cena offerta
dal Pontificio Collegio Armeno in loro onore e durante la quale è
stato distribuito in esclusiva l’ottavo numero del
periodico “Akhtamar” dei giovani della Comunità Armena di
Roma.
Il
24 aprile giorno della memoria, non è per noi un giorno di pianto
per il passato, ma una visione per un futuro migliore, dove regnino
pace e giustizia dove atti disumani compiuti dall’uomo verso il
proprio simile non si ripetano, dove la mistificazione della
storia e la sua negazione non abbiano posto, dove i diritti dei
popoli vengano rispettati e la memoria dei morti non sia
calpestata in nome di “interessi” economici o politici che
siano.
Il
24 aprile per non dimenticare, per ricordare che da qualche parte
del mondo, in pieno deserto, esseri umani, con gli stessi diritti
di tutti gli altri esseri umani, vagano ancora ponendosi domande a
cui risponde il silenzio. Cercano un luogo, un letto, una carezza,
un’ abbraccio e magari un cenno di umanità per sentirsi
finalmente giunti a destinazione e magari, perché no, riposare in
pace in eterno.
24
aprile speriamo non sia un’utopia ma un sogno da realizzare.
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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