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Edificata
nel 1353 la Chiesa di Sant’Andrea degli Armeni sorge nel centro
storico di Taranto, città pugliese e antica colonia greca aperta
sull’omonimo golfo del mare Jonio.
Alcune
notizie risalenti al XIV sec.fanno presupporre che l’edificio
risalga addirittura ad epoca medievale ma purtroppo tali
testimonianze non sono sufficienti per poterne ipotizzare
l’assetto all’interno del quartiere o la struttura
architettonica.
Conserviamo
però uno dei verbali redatti dagli Arcivescovi Tarentini in
risposta ad un deliberato del Concilio di Trento che obbligava le
diocesi a fornire un dettagliato resoconto dello statoMateriale
dei beni della Chiesa.
Tale
documento risale alla Visita Pastorale effettuata il 9 gennaio
1609 dal Mons. Frangipane, qui se ne propone
una traduzione dal latino:
CHIESA DI S. ANDREA
degli Armeni
Il
giorno nove del mese di gennaio 1609 in Taranto, i su citati
visitatori, proseguendo la su citata visita, insieme ai suddetti
assistenti giunsero a visitare la Chiesa di S. Andrea degli Armeni,
sita nella città di Taranto, nella regione del Baglio, tra i
confini di quella regione e la regione di S. Pietro, nel
convicinio e contrada detta di S. Andrea, presso le case della
stessa chiesa poste tutte intorno.
Non
vi sono a Taranto ulteriori testimonianze riguardo una possibile
convivenza dei popoli armeno e pugliese ma altre costruzioni
sparse per la regione sembrano confermare quest’idea. I primi
Armeni giunsero a Bari alla fine del X sec.,durante la riconquista
bizantina e agli inizi del secolo successivo Mosè, un
ecclesiastico armeno, fece costruire la chiesa di San Giorgio;
allo stesso periodo risalgono alcuni reperti trovati a Ceglie del
Campo.
Ricordiamo
tra l’altro che Armeni e Pugliesi condivisero durante il XIV
sec. lo stesso nemico, ovvero il crescente potere turco, il
crescente potere della religione islamica ai danni del
cristianesimo.
Nel
1554, infatti, i corsari turchi presidiarono le isole di S. Pietro
e S. Paolo per ben sei mesi e i tarentini si videro costretti
da un lato a fortificare le mura lungo le coste
settentrionali e meridionali, dall’altro a costruire un muro a
scarpa terrapienato lungo il canale. E così mentre all’esterno
la città assumeva forme disegnate dalla guerra all’interno la
Chiesa continuava a fare da architetto e molto probabilmente fu
proprio l’unità religiosa il ponte d’unione fra le civiltà
greco-romana ed indoeuropea.
Un
ponte d’unione che ha fra i suoi ultimi testimoni la Chiesa
russa di San Nicola,costruita tra il 1913 ed il 1917 per volere
dello zar Nicola II, una chiesa che più che un luogo di culto ha
rappresentato un punto di riferimento per tutti gli uomini di fede
ortodossa giunti in Puglia agli inizi del secolo. Agli inizi di
quel secolo che ha innaffiato di sangue la terra armena
costringendo il suo popolo ad un esilio forzato, un esilio che ha
trovato, forse fra le sue ultime tappe, ma comunque ha trovato
l’ospitalità di una regione, come abbiamo visto, già da tempo
conosciuta.
L’ANIMI
(Associazione Nazionale degli Interessi del Mezzogiorno) offrì
infatti il proprio appoggio a tutti gli armeni che nel 1924
giunsero in Puglia dai campi profughi di Salonicco e di Atene
riconfermando in questo modo quell’antico legame che tiene
saldate due civiltà che seppur geograficamente distanti sono
unite da sentimenti religiosi
, o ancor meglio da un comune senso di “umanità”.
Joy Tripaldi
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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