Popolo
di artisti e di abili commercianti, gli Armeni si spinsero sin
dai tempi remoti lontani dalla loro madrepatria, a volte
costretti dai conquistatori, altre attratti dal commercio… ma
in un caso o in un altro rimasero sempre uniti alla loro identità
nazionale, costruendo ove possibile realtà molto simili a
quelle lasciate nella madrepatria. Dove la presenza armena era
consistente venivano presto edificate chiese e circoli propri,
scuole, centri sportivi o unioni di donne armene.
A rigor di termini non sarebbe
del tutto esatto introdurre le vicende degli Armeni in Cina in
questa rubrica dedicata alla realtà diasporica armena, poichè
è opportuno specificare che non tutti gli studiosi concordano
nel definire come "diaspora" la migrazione del popolo
armeno avvenuta con la caduta dell'Armenia storica prima, e
della Cilicia poi.Molti
di loro definiscono "colonie" le comunità che si sono
costituite in Europa e in Asia dal XIV secolo, e
"diaspora" lo stato di dispersione proprio del popolo
armeno all'indomani della strage del 1915, quando la massima
parte del territorio armeno è stato spopolato della sua gente
ed i superstiti si sono sparsi negli angoli più diversi del
mondo.
Le prime migrazioni sono accomunate alle seconde nell'essere
entrambe conseguenza di un avvenimento esterno, ciò che le
differenzia è invece il numero di coloro che rimasero nella
terra natia, ancora elevato alla vigilia del 1915.
Le colonie armene non ebbero
una funzione dominante se non sul piano economico. Infatti,
anche quando gli Armeni raggiunsero i vertici della società
nelle quali erano inseriti, la loro posizione non cambiò il
fondamentale assetto politico, linguistico, culturale di dette
società.
Qualunque sia l'esatta
definizione delle comunità che nacquero a seguito delle prime
ondate migratorie, in questa rubrica interessa individuare: dove
queste sono state costituite e quali rapporti ebbero con i
governi ospitanti.
Fu il commercio a portare gli
Armeni a conoscere l'estremo oriente ed in particolare la
Cina, dove, sin dall'XI secolo, si recarono soprattutto i
mercanti di seta.
Le prime vere e proprie colonie
armene in Cina risalgono però ad un'epoca successiva, al XIV
secolo, quando l'Armenia è stata soggiogata e migliaia di
Armeni sono emigrati nel nord della Cina, per poi spostarsi
verso sud e verso est, prediligendo le città marittime. Nel
1307 fu costruita a Canton una chiesa armena e, accanto a
questa, diversi edifici atti ad ospitare le attività culturali
della comunità armena e diverse associazioni.
Le prime comunità non ebbero
una lunga esistenza, nonostante ciò nel XVII secolo a Canton si
contavano circa 30 famiglie armene e nel XVIII secolo a Shangai
si distinguevano per le loro capacità, diverse famiglie di
piccoli commercianti armeni. Nel XIX secolo arrivò in Cina una
nuova ondata di immigrati di origine armena, provenienti
dall'India e dagli Stati limitrofi. Le loro principali
destinazioni furono Mukden, Tairen, Kharpin, Chanchun e Shangai;
nel sud della Cina si erano invece trasferiti armeni provenienti
da Nuova Giulfa e ad est Armeni del principato di Karabagh e
Zankezur.
La città che ospitava allora il maggior
numero di Armeni era Kharpin, dove era stata edificata una
chiesa, e la comunità si era dotata di una costituzione. Nel
1930 vi s'istituì un'associazione di nome "Ardziv"
(Aquila), un circolo giovanile ed un'unione di donne armene che
organizzavano eventi culturali, lezioni di lingua e cultura
armena. Nel 1937 a Shangai gli Armeni erano 200 persone, che
sono poi arrivati a 600, si riunivano nel "Haioz dun"
(Casa Armena), avevano una propria banca ed un circolo
giovanile.