|
“Nell’alternativa
fra la vita e la morte, è l’amore per la vita che vince”,
in questa frase è racchiusa “La vera Storia del Mussa Dagh”
il libro di Flavia Amabile e Marco Tosatti appena pubblicato dalla
Guerini e Associati.
E’
la storia degli
abitanti di un gruppo di villaggi montanari sulla costa siriana
che hanno deciso di "ribellarsi" alla morte sicura
provocata dal genocidio perpetrato dall' allora governo Turco nel
1915 a danno della popolazione armena in Anatolia.
Mentre
i loro connazionali subivano la deportazione verso i deserti,
verso la via del non ritorno, dove sarebbero trucidati,
massacrati, lasciati morire di fame e di sete, dove bambini che
avevano appena visto la luce, adolescenti nel pieno ardore della
vita, sono dovuti
tramontare, per sempre, con il calare del sole.
Mentre
più di un milione di persone venivano annientati per il semplice
motivo di chiamarsi Armeni, gli abitanti del Mussa Dagh avevano avuto l’opportunità di poter scegliere la vita.
La
loro montagna “Mussa Ler” (Montagna di Mose’) divenne la
loro roccaforte, e da lì, dall’alto, respinsero con coraggio e
abilità ogni tentativo di attacco dell’esercito turco, guidati
da quel sano istinto infallibile che “nella vita umana, nei
momenti più decisivi, guida
i passi disorientati”.
Per
quaranta giorni resistettero, combattendo
eroicamente la
loro battaglia per la vita, per l’onore e per la dignità,
fino all’arrivo delle navi francesi che li portarono in
salvo a Port Said.
Negli
anni trenta, lo scrittore Franz Werfel nel libro “I quaranta
giorni del Mussa Dagh” aveva già raccontato la storia, in forma
di romanzo, dell’eroismo di quell’epopea, ma in questo
volume Flavia Amabile e Marco Tosatti offrono per la prima volta
la traduzione
dall’armeno all’italiano di documenti inediti
dell’epoca.
Un
altro tassello che viene ad aggiungersi alla montagna di
storiografia provante l’agghiacciante veridicità degli atroci
fatti accaduti nel lontano 1915 in Anatolia, fatti definiti dalla
sottocommissione dell’Onu nel 1973 come “ Il primo genocidio
del XX secolo”. Un genocidio che spesso viene oscurato da
alcuni, sottaciuto da altri, negato dai diretti discendenti di chi
lo ha compiuto…
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
|