RICORDI
Mi
manca come il pallore della luna al mattino,
come
la brezza marina manca all’arido deserto.
Nella
stretta dei rami asciutti sbocciava un fiore,
fragile
frutto della linfa amorevole
aggrappato
al conforto della corteccia.
L’autunno
cambia tutto, l’abbraccio appassisce,
le
fronde secche e squamate non riscaldano.
I
petali si fanno ali e io volo.
PAURA
L’eco
lontana di un fulmine pugnala i sensi,
l’umido
peso dell’affanno serra la gola,
l’anima
traditrice libera debolezze;
Fugge
dal buio, strappa disperata le ciglia,
lacera
un varco tra le palpebre intrappolate,
come
tremula foglia batte i denti e si secca
finché
luce e acqua non ne sanano l’angoscia.
RICERCA
Speravo
di trovarti qui,
tra
inferno e paradiso,
nei
cieli blu costellati di dolore,
sui
campi verdi murati di cemento,
in
un sorriso senza speranza.
Credevo
fossi tra i fantasmi degli eroi,
a
piangere sulle ceneri di un albero
sparse
sull’ali di una brezza afosa.
Avrai
occupato il tuo posto sul trono
di
una sobria, confortevole gabbia?
O
sei ancora alla ricerca di vita
tra
radici sterili ed occhi falsi?
Pensavo
ti avessero catturato,
ma
come una fenice infuocata
arderai
con gli occhi il tuo nido infetto.
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