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"Chi
credeva che il cristianesimo fosse per noi come un abito, ora saprà
che non potrà togliercelo come il colore della nostra
pelle".
Con
queste parole il generalissimo Vartan Mamigonian animò i suoi
compagni, Vartanank, invitandoli a combattere per la difesa del
proprio credo religioso: il cristianesimo non è una veste che si
può cambiare, come il colore della pelle, esso è parte
inscindibile dell'Armeno.
Gli
Armeni, per ricordare i loro martiri e ringraziarli di aver
sacrificato la loro stessa vita per la fede, non possono che
riunirsi in preghiera prima di qualsiasi altra forma di
commemorazione della storica battaglia di Avarayr, in quanto se è
vero che allora essi persero sul campo di battaglia contro un
esercito decisamente più numeroso e meglio equipaggiato, quale fu
quello persiano, vinsero però la loro battaglia ideologica: il
nemico riconobbe
agli Armeni il diritto alla libertà religiosa intendendo
questa nell'accezione più ampia che include la configurazione
etnica e socio-culturale.
Nonostante
siano trascorsi più di millecinquecento anni da quello che fu
definito il battesimo di sangue della Nazione armena, gli Armeni
continuano a ricordare ogni anno quest'eroica battaglia “La
battaglia di Avarair” del 451.
Giovedì
27 febbario 2003, la Comunità armena di Roma si è riunita alle
ore 18 nella Chiesa di S. Nicola da Tolentino per assistere alla
S. Messa celebrata dal Rettore del Pontificio Collegio Armeno, il
Reverendo P. Hovsep Bezezian.
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Alla
S. Messa è seguito il messaggio di benvenuto del Vicerettore del
Pontificio Collegio Armeno, Rev. P. Ghevont Kendirdjian, rivolto a
tutti i presenti ed in particolare a Sua Eccellenza Gaghig
Baghdassarian, Ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia,
e alla sua gentile consorte d.ssa Lilit Melikian.
Prima
di concedere la parola al conferenziere Mons. Elia Kilaghbian, Abate Generale
della Congregazione dei Padri Mekhitaristi,
il Rev. Padre Kendirdjian ha invitato il coro, composto dagli
alunni del Pontificio Collegio Armeno, dalle novizie della
Congregazione delle Suore dell'Immacolata Concezione e da alcuni
giovani armeni della comunità di Roma diretti da Robert
Attarian ed accompagnati all'organo dalla signorina Christine
Jeangey, ad intonare l'inno nazionale armeno e due canti dedicati
a S. Vartan e ai suoi Compagni:
"Blbuln Avarairi" e "Lrez". Le Suore
Armene hanno poi recitato la poesia “Khorhurt Vartananz”.
Le
toccanti parole pronunciate da Mons. Elia Kilaghbian sono state
seguite con particolare interesse dai presenti ai quali egli ha
posto una significativa domanda che riassume l'eroico sacrificio
dei Vartanank: "Chi tra di noi sarebbe oggi
disposto a sacrificare la vita per la propria fede?"
Alla
sobria cerimonia organizzata dal Pontificio Collegio armeno e dal
Consiglio per la Comunità Armena di Roma è seguito un
ricevimento nel cortile del Collegio.
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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