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Vodka
lemon, film per palati fini prodotto da Italia, Francia, Svizzera
e Armenia, è l’ennesima dimostrazione che si può essere
sconosciuti e comunque bravi. Un applauso, infatti, oltre che al
regista, alla toccante interpretazione di Romik Avanian, Iala
Sarkissian e Ivan Franek.
L’Armenia
post sovietica rappresentata da Hiner Saleem stravolge, scuote
l’animo. Perfino la libertà, sommo obiettivo di ogni essere
umano, di ogni popolo, si riassume drammaticamente in un fardello
insostenibile nella storia dell’Armenia.
In
un paesaggio desolato e desolante alcune famiglie si trascinano in
un’esistenza fatta di stenti, di amarezza, di rassegnazione e
per qualcuno, di vaghe speranze che si sciolgono rapidamente nella
distesa di neve che invece perdura in modo sconfortante. Il freddo
incessante non dà tregua, la monotonia di quello sconfinato manto
bianco viene interrotta qua e là da abitazioni ridotte in un tale
stato di degrado che sembrano non prevedere spazio per la dignità
umana.
Hamo,
un brillante vedovo sessantenne è un ex ufficiale dell’armata
rossa. La sua misera pensione, i sacrifici e le rinunce non
bastano comunque a soddisfare le esigenze di una vita basata
sull’essenzialità.
Così,
con il tempo si trova costretto a vendere le ultime cose che gli
rimangono: un vecchio armadio, la divisa militare e un televisore
poco funzionante.
In
un vivere dominato da incertezze e precarietà, Hamo trova una
ragion d’essere nel quotidiano appuntamento alla tomba della
moglie. E’ a lei, solo a lei che fedelmente si racconta e a cui
confida nei momenti di disperazione e di profonda tristezza, la
difficoltà di sopravvivere ad una irrimediabile povertà. Durante
uno dei suoi soliloqui con la consorte defunta, l’uomo incontra
Nina, una bella cinquantenne, anche lei vedova, intenta a spazzar
via la neve dalla tomba del marito.
Tra
i due nascerà una tenera amicizia: solitudini, lacrime e timori
verranno compresi e condivisi e il tempo darà loro modo di
riscoprirsi capaci di sentimenti facenti parte di una
memoria solo apparentemente perduta.
Vodka
lemon è un film delicato, d’atmosfera, i dialoghi, pochi, sono
un distillato di intensità esistenziale che raggiungono momenti
di rara intensità. E’ un inno alla caparbietà dei
protagonisti, con la loro capacità di non soccombere, di
resistere a qualsiasi forma di strazio, di correre al riparo lì
dove perfino la “libertà” diventa una forza annientatrice e
nella scena finale trionfa l’amore con un pezzo di pellicola
degno del miglior Kusturica.
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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