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E'
lunga la storia degli Armeni cattolici in Armenia e nei paesi
limitrofi; senza dubbio, le loro radici si prolungano nei secoli
antichissimi, riallacciandosi alla storia delle interminabili e
complesse controversie cristologiche circa le tradizioni
calcedonesi.
Le
Comunità cattoliche attuali si collegano storicamente alle
migrazioni che ebbero luogo nel primo quarto del secolo XIXo,
dopo il trattato russo-turco di Adrianopoli (1829), da
Karin-Erzerum, Alashkert, Mush, ecc…., quando una certa massa di
popolazioni armene scappando dalle disastrose condizioni
dell’Impero ottomano, preferirono cercare asilo sotto la
protezione cristiana dell’Impero russo, creandovi diecine e
diecine di nuovi villaggi. Essi si stabilirono nelle province di
Shirak, Tashir e Lori dell’Armenia attuale, come pure in quelle
di Djavakhk, ora in Georgia, nelle province di Akhaltsikhe,
Akhalkalaki e Bagdanovka-Ninodzminda.
Questi
costruirono chiese, scuole, ospedali; si organizzarono con propri
sacerdoti e parroci; contribuirono alla Gerarchia armena cattolica
con membri diocesani, monaci religiosi famosi, educati nelle
Congregazioni Mechitariste di Venezia e di Vienna, nel Convento
Patriarcale di Bzommar, nel Libano. Hanno avuto cosi un glorioso
passato.
Per
queste regioni e villaggi cattolici, la S. Sede di Roma ha creato,
fin dalla metà del sec. XIXo, delle organizzazioni
ecclesiastiche. E nel 1909 ha nominato come Amministratore
Apostolico, per tutto il Caucaso, il Rev.mo Mgr. Sarghis
Der-Abrahamian, nato in Alexandrapol, ora Ghiumri, nel 1868 (morto
a Roma nel 1952), che ha esercitato la sua missione
ininterrottamente fino l’apparizione del regine sovietico
comunista ateo.
Abbiamo
nelle nostre mani il Calendario-Annuario dell’anno 1916,
stampato a Tbilisi, ristampato poi nel 1918 e 1920), con
l’autorizzazione dell’Amministratore Apostolico
soprannominato, per l’uso delle chiese armene cattoliche
esistenti in tutto l’impero dei Russi. Vi si presenta tutto il
quadro generale in merito (nomi, titoli, città, villaggi, chiese,
parroci, età e moltissimi altri dati statistici).
Vi
si citano, oltre la città di Tbilisi e le province vicine,
7 grandi regioni ecclesiastiche (Alexandrapol=Shirak, Lori,
Akhalkalak, Akhaltsekha, Ardvin, Karin e Crimea), con 86
parrocchie e 71 parroci, distribuiti
complessivamente per 172 villaggi. Numero dei fedeli
61.240, senza contare quelli rimasti fuori dai confini
dell’Armenia e Georgia.
Ora,
con più preciso conteggio da noi stessi verificato, si rilevano
20 villaggi in Georgia, e circa 30 in Armenia, con una notevole
presenza di cattolici armeni, complessivamente circa 200.000
fedeli armeni, compresi quelli sparsi in molte altre città della
Russia (Soci, Adler, Krasnodar, Mosca, S. Peterburgo).
In
tutti questi territori ci furono più di 70 bellissime chiese di
solida costruzione, dedicate a Cristo Salvatore, alla Santa Croce,
alla Vergine Maria Madre di Dio e a diversi Santi.
Circa
40 dei sacerdoti sopraccitati sono caduti vittime durante le
terribili persecuzioni staliniane (1936-39); moltissime chiese e
cappelle sono state demolite o semidistrutte e destinate ad usi
profani.
Onore
a quei nostri numerosi ecclesiastici eroicamente sacrificati in
nome del S. Vangelo, insieme a molti fratelli della Chiesa
Apostolica. I loro parenti o discendenti, oggi in lutto,
benedicono il ricordo dei giusti.
Nei
giorni della caduta del regime sovietico, il Papa di Roma,
felicemente regnante, S.S. Giovani Paolo IIo, ha
ricostituito già nel 1991 la Gerarchia cattolica dell’Armenia,
Georgia ed Europa Orientale (Russia e Ucraina), nominando loro
capo il Rev. P. Nerses Der-Nersessian, Mechitarista di Venezia,
consacrandolo poi Vescovo (17.11.1992).
Contemporaneamente
si inaugurò l’Ospedale “Redemptoris Mater” di Ashotsk,
(06.10.1991), dono del Papa al popolo armeno, con l’intento di
alleviare i gravissimi disagi creati dall’immane terremoto del
07.12.1988.
Ora
la Comunità armena cattolica è ufficialmente registrata in
Armenia fin dall’anno 1992, con proprio Regolamento riconosciuto
dallo Stato, basato sui diritti umani di libertà di coscienza. E
a Ghiumri, fin dal settembre del 1993 è fissata la Sede ufficiale
dell’Ordinariato (rue Atarbekian 82).
Una
seconda registrazione è stata effettuata il 30 maggio dell’anno
2000, con precisazioni giuridiche e ulteriore elaborazione dello
Statuto, con evidente titolo dell’Ente: Chiesa Armena Cattolica.
Le
chiese dei villaggi Panik, Arevik, Lantchik, Azatan, Tzithhankov e
Medz-Sepasar, oggi tutte nella Regione di Shirak, sono legalmente
operanti conclusi i restauri necessari.
Però
restano ancora molte chiese, specialmente nelle province di Tashir
e di Ashotsk, che attendono il loro turno per un restauro solido;
non sono pochi poi i villaggi, che hanno bisogno di una chiesa da
costruire dalle fondamenta.
Al
fianco dell’Ordinario, sono impegnati nel lavoro pastorale,
pochi sacerdoti: 4 in Armenia e 4 in Georgia. Un gruppo di Suore,
9 della Congregazione Armena dell’Immacolata Concezione, 3
Eucaristine, 6 Salesiane, 6 dell’Istituto di Carità di Madre
Teresa di Calcutta sia in Armenia che in Georgia, sono dedicate
molto attivamente all’educazione cristiana dei figli di famiglie
cattoliche, all’organizzazione di colonie estive, alla cura di
orfani handicappati e alla creazione di piccoli centri per lavori
manuali.
Due
piccole sorelle di Gesù, impegnate nell’Ospedale di Ashotsk,
sono esempi di generosa dedizione cristiana, a favore dei malati e
dei poveri.
Le
figlie di Madre Teresa di Calcutta operano in Armenia fin
dall’anno 1989, prima a Erevan, oggi a Spitak, a favore dei
bambini handicappati, con esemplare povertà evangelica.
‘E
oggetto di seria preoccupazione la questione di educare futuri
candidati al sacerdozio; a tale scopo è stato inaugurato nel 1994
un piccolo Seminario. a Ghiumri, che accoglie oggi una diecina di
aspiranti. Altri, più maturi, frequentano corsi di filosofia e
teologia, a Roma, alloggiati nel Pont. Collegio Armeno.
Dai
tempi del Katolicos Vazken Io, di venerata memoria
(morto nel 1994), le relazioni delle nostre Comunità armene
cattoliche con i Capi e i membri della sorella Chiesa Apostolica,
hanno carattere di stretta amicizia e di rispetto. Nel gennaio del
1992, l’Ordinario nostro Mgr. N. Der-Nersessian trovò ospitalità
fraterna nel monastero di Etchmiadzin per 40 giorni.
‘E nostro dovere sottolineare qui, che S. S.
il Katolikos Vazken Io, nei giorni in cui nel novello
Parlamento del governo armeno era oggetto di discussione la
questione di libertà di religione e di coscienza (novembre 1991),
in un suo lungo intervento ufficiale, ha elencato, al fianco della
Chiesa Armena Apostolica – di cui fece il grande elogio –
anche “la presenza della Chiesa Armena Cattolica in Armenia, da
antichi tempi, con proprie Comunità e luoghi di culto”. Simili
espressioni ha avuto anche S. S. Karekin Io, agli inizi
della sua elezione (1995).
I
nostri parroci, le nostre Suore collaboratrici, sia in Armenia che
in Georgia, s’impegnano al lavoro della predicazione cristiana,
al consolidamento della santa fede, alla propagazione del Vangelo,
all’amministrazione dei Sacramenti, nelle nostre comunità
armene cattoliche, senza mai perseguire intenzioni di
proselitismo, con spirito fraterno autenticamente ecumenico.
La
fede è ancora viva nel cuore della nostra popolazione cattolica.
Gli anziani spesso ci raccontano con lacrime le memorie
terrificanti del passato e i frutti amari del regime ateista;
ringraziano il Signore che sono state riaperte le chiese, e i
bambini possono ora sentire e studiare, oltre la nostra
tradizionale storia di eroiche gesta, l’insegnamento sacro della
religione cristiana e la voce del Vangelo.
Nel
settembre del 1996 abbiamo celebrato il primo centenario della
nascita del celebre Cardinale armeno S. Em. R. Gregorio-Pietro
Aghagianian, Patriarca degli Armeni cattolici e poi Prefetto della
Congregazione di Propaganda Fide, con grande solennità, nella sua
città nativa ad Akhaltsike, in Georgia, e poi nel vicino
villaggio armeno cattolico di Skhvilisi, con grande partecipazione
di fedeli; mentre poi a Ghiumri, in Armenia, abbiamo onorato la
memoria di questo insigne prelato di fama internazionale, con una
seconda solenne celebrazione a livello accademico-culturale, nella
grande sala del teatro comunale. Un vero miracolo.
Era
per la prima volta che veniva pubblicamente venerata la figura di
Aghagianian, così duramente maledetta nel periodo di dominazione
atea, nei giornali, riviste e nelle enciclopedie.
In
fine, nel 1997, nella stessa sala è stato celebrato il 50o
anniversario di attività religioso-spirituale e
filologico-letteraria dell’Ordinario Arciv. degli Armeni
cattolici, Mgr. Nerses Der-Nersessian, che ricevette ufficialmente
gli auguri e la lettera di benedizione di S. S. il Papa Giovanni
Paolo IIo, e del Katolicos di tutti gli Armeni S. S.
Karekin Io, tra gli applausi gioiosi dei numerosi
presenti.
Il
16 nov. 2000, è stato celebrato, in una riunione privata, l’80o
compleanno dell’Arcivescovo Ordinario, che ricevette una lettera
beneaugurante dall’attuale Catolicos di tutti gli Armeni S. S.
Karekin IIo, che ne eloggiava la lunga attività
culturale, letteraria ed ecclesiale.
E
con il nuovo Millenio si schiudono nuovi orizzonti luminosi di
vive speranze per tutta l’Armenia.
Si
celebra solennemente il 1700o anniversario della
conversione e battesimo dell’Armenia, per opera di S. Gregorio
Illuminatore, primo Patriarca – Catolicos
degli Armeni, e della proclamazione della religione
cristiana come religione di Stato in Armenia: primo avvenimento
nella storia della Chiesa. Anno 301.
‘E
il grande Giubileo degli Armeni, che irradia infinite grazie
celesti, alle falde del biblico monte Ararat, riempiendo di gioia
gli spiriti degli Armeni, sparsi per il mondo.
Dal
Vaticano, il Santo Padre invia in
Armenia le reliquie di S. Gregorio Illuminatore, custodite
gelosamente a Napoli per oltre 500 anni.
La
luce di S. Gregorio si diffonde da Khor – Virap per tutta
l’Armenia e la Diaspora.
E
l’attesa della visita imminente di S.S. il Papa di Roma in
Armenia è generale.
Nuovo
Millennio, nuova luce, nuova vita, nuove grazie e benedizioni.
Indice
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