|
La
dott.ssa Yeghis Keheyan si è laureata in chimica
all’università di Yerevan e all’università “La Sapienza”
di Roma, ed è ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle
Ricerche di Roma.
Ha
redatto numerose pubblicazioni per le più prestigiose riviste
scientifiche (Nature, American Chemical Society, ecc). Ha diretto,
in qualità di coordinatrice, diversi progetti nazionali e
dell’Unione Europea. Viene frequentemente designata come referee
dalla direzione generale della ricerca di Bruxelles per la
valutazione di progetti scientifici europei. E’ appassionata
della divulgazione dell’arte, della storia e della cultura
armena.
Per
molti anni è stata segretario del circolo culturale italo-armeno
Costan-Zarian e segretario dell’Associazione Italia-Armenia.
The personality of
Giacomo Ciamician through his activity in Italian Senate.
Abstract
This
communication is dedicated to the 140th anniversary of
birth of Giacomo Ciamician whose prominent scientific activity is
only known.
For
the first time in this paper will be discussed his parliamentary
activity. He was born in 1857 in Trieste and was of Armenian
origin: He was elected Senator in 1910 and kept his position until
the end of his life, 1922. He gave several speeches in Senate
related to the problems of the science and public instruction.
In
particular he has been active participant to discussions on;
”Application of International Convention of Bern for
interdiction of the use of white phosphorus for match industry”,
budget of public instruction, budget of agriculture, industry and
commerce, “Conferring of university teaching qualification”
bill, “The reform of normal school” bill, “Measures to
elementary instruction” bill.
As
a member of Central Office of Senate, he participated to
“Modifications of the law to the application of taxes on alcohol”
bill.
This
paper points out the multiplicity of his interests and the
versatility of his personality.
1.
Giacomo Ciamician fu nominato senatore il 26 gennaio del 1910.
Partecipò
ai lavori del Senato con grande assiduità, pronunciando
importanti discorsi in materia scientifica e di istruzione.
Il
suo primo discorso in Senato fu la commemorazione di Stanislao
Cannizzaro. Molto emozionato, lo definì un riformatore della
chimica in un periodo, la prima metà del secolo XIX, in cui il
suo sviluppo era pieno di contraddizioni. C’erano le leggi,
c’era l’ipotesi fondamentale, l’ipotesi atomico-molecolare.
Cannizzaro dimostrò che la teoria atomica doveva essere applicata
alla spiegazione generale dei fatti. Ciamician ricordò che
Cannizzaro non era stato soltanto un grande scienziato: ma anche
un grande maestro. Come egli stesso diceva : “L’opera mia è
quella di un maestro di scuola”. Ricordò infine che al
Congresso della Società Italiana per il Progresso delle Scienze (SIPS),
tenuto nel 1909 a Padova, egli era stato chiamato il grande
patriarca della chimica italiana, e si concluse dicendo “Nella
scienza egli è gia immortale”.
2.
Nei primi del novecento scienziati di molti paesi europei presero
atto della pericolosità del fosforo, e nella riunione a Berna il
26 settembre 1906 firmarono una convenzione per l’interdizione
del fosforo bianco. (L’assorbimento di quantità minime di
fosforo bianco provoca la degenerazione del fegato, dei reni, del
sistema vascolare, delle fibre del muscolo cardiaco, dei vasi
cerebrali, altera tutto il sistema nervoso, diminuiscono globuli
rossi, ecc.).
Nel
Senato del Regno si teneva una discussione accesa per adesione o
meno a tale convenzione. Il senatore Giovan Battista Grassi,
biologo, sosteneva che in Italia i casi di malattia dovuti al
fosforo bianco erano rari, mentre la realtà era ben diversa: a
Ivrea erano stati documentati casi di morte.
Intervenendo
nella discussione Ciamician evidenziò il lato chimico della
questione al fine di agevolare la soluzione del problema. Ricordò
anzitutto la distinzione tra fosforo bianco e rosso, di cui il
secondo è più stabile. Il fosforo comune, quello detto fosforo
bianco, è velenoso e spontaneamente infiammabile, mentre invece
quello rosso non è velenoso e non è infiammabile al di sotto dei
260°C. Precisò poi che già dal 1831 l’industria fabbricava
fiammiferi usando fosforo bianco e che appena il fosforo rosso fu
scoperto (1847) si pensò di adoperarlo per i fiammiferi. Janne
Lundstròm in Svezia impiantò su larga scala una fabbrica di
fiammiferi a fosforo rosso noti col nome di svedesi o di
sicurezza.
In
questo sistema, il combustibile a base di fosforo rosso e di
solfuro di antimonio, si trova in uno strato aderente alla scatola
ed il comburente composto di cromato e clorato potassico, biossido
di manganese e poco zolfo costituisce la capocchia: i fiammiferi
si accendono solo se sfregati sopra la loro scatola. Citò infine
l’esempio della Francia, dove si usa il fosforo rosso ed il
sesquisolfuro di fosforo, ricordando che il relativo brevetto era
stato acquistato in Italia nel 1898 [diventerà di pubblico
dominio nel 1913]. Di conseguenza, secondo Ciamician, il problema
dal punto di vista chimico ed anche industriale era stato risolto.
Egli suggerì che il governo avrebbe potuto far studiare nei
laboratori dello Stato una pasta adatta a sostituire quelle a base
di fosforo bianco e cederla gratuitamente alle fabbriche italiane.
L’industria, in virtù delle risorse che possedeva, doveva
essere in continua evoluzione, poiché la sua stessa esistenza è
legata ad un continuo progresso. Concludendo il discorso,
Ciamician affermò come i fiammiferi non rappresentavano un
sistema ideale di accensione, auspicando un futuro importante per
gli accendini automatici. Pur convenendo con il senatore Grassi
che la necrosi dovuta al contatto del fosforo con la pelle fosse
una malattia relativamente rara, Ciamician affermò che il fosforo
ordinario era una sostanza altamente tossica e concluse con queste
parole: “ lasciamo il fosforo alla terra, .dove nella forma di
acido fosforico viene assorbita dalle piante e trasformato in quei
composti complessi che formano il sostrato materiale della vita
organica”.
3.
Come direttore del Laboratorio di chimica agraria dell’Università
di Bologna, Ciamician si occupò anche di ricerche di chimica
vegetale e quindi si interessò delle sorti della patologia
vegetale in Italia. Nella seduta dell’11 gennaio 1912 egli
disse: “Ho saputo che dove è stato costruito l’edificio del
Ministero dell’agricoltura, vi era un orto che serviva per gli
esperimenti di patologia vegetale , orto ora distrutto”. Chiese
che all’Istituto di patologia vegetale fosse annesso un campo
sperimentale ed una piccola serra. Il ministro dell’agricoltura,
dell’industria e del commercio Francesco Saverio Nitti acconsentì
al progetto consigliando però che la serra fosse costruita fuori
Roma.
4.
Fra le numerose attività in cui si impegnò Ciamician vanno
ricordate le discussioni parlamentari sull’insegnamento
universitario e le sue richieste per una maggiore libertà
amministrativa e didattica da parte degli atenei.
Nella
tornata del 12 giugno 1912 egli si soffermò sul disordine della
sessione primaverile d’esami, dichiarando di ritenere necessario
dividere l’anno accademico in due periodi. Egli sostenne la
libertà didattica da concedere agli atenei poiché non tutte le
università del regno debbono essere uniformate alle stesse
disposizioni di legge e allo stesso regolamento in quanto un
modello unico per tutti gli atenei risulterebbe piuttosto
“antipatico”, e così concluse: “Autonomia è uno dei
termini più usati in aula, ma questa sebbene si ricorda
continuamente non viene attuata e resa in maniera concreta perché
dopo averla tanto ricordata la si è vincolata a leggi e
regolamenti che la mutano radicalmente”.
Nella
discussione del 30 gennaio 1914 l’onorevole Ciamician sottolineò
come lo Stato potesse migliorare i suoi conti con una oculata
gestione patrimoniale. Ricordò poi che un amico inglese gli
faceva notare che l’Italia avrebbe avuto un lieto avvenire
economico se avesse saputo organizzarsi; aggiungendo a proposito
dell’amministrazione statale che, per il lavoro che veniva
compiuto in Inghilterra da un solo impiegato, ce ne volevano due
in Germania, quattro in Francia e sei in Italia.
Un
altro punto su cui Ciamician si soffermò è stato il
travalicamento dei limiti della libertà, sottolineando come molti
professori nelle università insegnassero e dettassero principi
sovversivi che offendevano la costituzione dello Stato. Egli
riteneva necessario fermare tale anarchismo che creava facili
illusioni soprattutto nei giovani, e che occorresse denunciare
questi fatti, poiché su quello che accadeva nelle università
nessuno voleva intervenire, tanto meno il ministro e il Consiglio
superiore.
5.
Nella tornata del 27 febbraio 1918 l’onorevole Ciamician si
associò ai suoi colleghi parlamentari nel compianto per la morte
di Pietro Blaserna, professore nell’Università di Roma, persona
autorevole e suo grande amico, concludendo il discorso con queste
parole:
“Il
suo nome rimarrà sempre connesso alla scienza in quanto ci ha
lasciato tracce nel campo dell’elettrologia, dell’ottica e
dell’acustica. Il lavoro eseguito dall’onorevole Blaserna
merita di essere particolarmente apprezzato perché egli riuscì
non solo ad organizzare in modo esemplare l’istituto di fisica,
ma seppe instaurare l’insegnamento pratico che prima non
esisteva; ovvero, adesso gli studenti avranno modo di completare
l’insegnamento orale attraverso le esercitazioni pratiche”.
Ciamician
è stato eletto commissario di vigilanza sul chinino, commissario
per l’esame della tariffa doganale, commissario per il comitato
talassografico italiano, intervenne come relatore, sulla
convalidazione del Regio decreto che ammette al dazio di lire 4 il
quintale d’olio di arachide destinato alla fabbricazione del
sapone, sul disegno di legge, modificazioni e aggiunte al testo
unico delle leggi sui telefoni, ecc..
Il
24 giugno 1920 prese la parola per commemorare Augusto Righi a
nome dell’Università di Bologna e della facoltà di scienze,
nella quale erano stati colleghi per 32 anni. Ricordato che la
morte di Augusto Righi fu un grave lutto per tutta la città di
Bologna, concluse con queste due affermazioni: “E’ stato uno
dei dolori più grandi della mia vita”; “Lo sviluppo della
fisica degli ultimi cinquanta anni si rispecchia nei suoi
lavori”.
Durante
la prima guerra mondiale ebbe sempre fede incrollabile nelle sorti
della patria, di cui si rese altamente benemerito prestando la sua
illuminata opera nello studio dei mezzi di difesa. Fu allora che
il suo robusto organismo cominciò ad affievolirsi, ma certamente
non diminuì la sua operosità: continuò a dedicarsi ai suoi
studi, ed intervenne in Senato fino all’ultimo giorno.
Commemorando
la sua morte avvenuta il 2 gennaio del 1922, il Presidente del
Senato lo definì “Purissima gloria della scienza chimica”,
“un audace di molti principi e delle leggi”.
Appendice
Interventi di Ciamician alle discussioni
Parlamentari del Senato del Regno
1910.
Commemorazione del senatore Cannizzaro l’11 maggio, (p.2363)
1911.
Discussione “Stato di previsione della spesa del ministro
dell’istruzione pubblica per l’esercizio finanziario 1910-1911
(N.407). 30 gennaio, (p.4171).
1912.
Richiesta di costruzione di un campo sperimentale per
l’Istituto di patologia vegetale, 11 giugno, (p.8477).
Alcuni
problemi dell’insegnamento universitario, (p.8589).
1913.
”Trasformazioni di istituti d’istruzione e di educazione”
(p.10360).
Emendamento
“L’abilitazione alla libera docenza è concessa per una
determinata disciplina a chi dia prova, ecc.”, 7 maggio,
(p.10383, p.10366).
Discussione
del disegno di legge “Modificazioni alla legge per
l’applicazione della tassa sugli spiriti” (N.1023) (p.11269).
1917.
Discussione del disegno di legge: “Modificazione ed aggiunte al
testo unico di leggi sui telefoni”(N.329).
1918.
Commemorazione del senatore Blaserna, prof. dell’Università di
Roma, p.4103, “Riforma della scuola normale”, (p.4360, 4394,
4430), “Provvedimenti per l’istruzione media”, (p.1008,
1018),
“Modificazioni
e aggiunte al testo unico delle leggi sui telefoni”, (p.3629).
commissario
per l’esame della tariffa doganale, (p.4698).
Parla
come relatore, sulla convalidazione del Regio decreto che ammette
dazio di lire 4 il quintale l’olio di arachide destinato alla
fabbricazione del sapone, (796, 801).
1919.
Nominato commissario di vigilanza sul servizio del chinino,
(p.131).
commissario
per il comitato talassografico italiano, (p.146).
1920.
Commemorazione del defunto senatore Righi dell’Università di
Bologna, (p.883 del 24 giugno).
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
|