Le
rovine della cattedrale di Zvartnots sono fra i resti più
preziosi e più belli dell’Armenia perché sono testimoni di
una storia e una cultura millenaria.
Quest’opera
dell’architettura armena è stata costruita per volere del
Catholicos Nerses III° secondo alcuni tra il 641 e il 661, ma
sono più corrette (facendo riferimento alle fonti di natura
storica) le date tra il 643 e il 655. Il nome Zvartnots,che
significa allegro, rappresenta,secondo uno storico del 7° sec.
Sebeos, l’immagine di Grigor Lusavorich il quale attraverso un
miraggio vede persone gioiose e felici. Si narra che un
imperatore di Bisanzio nel breve periodo in cui soggiornò in
Armenia rimase talmente estasiato dalla bellezza della
cattedrale che desiderò averne una copia simile anche a
Costantinopoli; sfortunatamente per lui ma anche per l’architettura
in generale l’architetto che progettò la cattedrale , non
arrivò mai a Costantinopoli morendo durante il viaggio.(Il nome
dell’architetto che ha progettato Zvartnots sfortunatamente
non ci è pervenuto).
Ripercorrendo
la storia di questo monumento è necessario sottolineare che la
cattedrale non ha avuto una lunga vita, infatti nel 930 un
terribile terremoto la trasformò in un cumulo di rovine;
pertanto sono gli stessi resti di questo monumento che ci danno
la possibilità di giudicare il suo carattere unico e grandioso.
Oggi
bisogna ricreare nella nostra immaginazione una cattedrale a tre
livelli che si distingue per la particolare armonia delle sue
forme architettoniche e sculture ornamentali. Tutta la
cattedrale era decorata di bassorilievi, ciascuna facciata delle
arcate esterne era ricoperta di ornamenti cesellati e vi erano
32 finestre decorate di cui però non è rimasto più nulla.
L’impressione
prodotta da questa cattedrale era cosi forte che all’inizio
del XI° secolo ad Ani capitale del regno di Shirak, il famoso
architetto armeno Tiridate ha eretto per ordine del re Gaghik
I° la cattedrale di San Gregorio che era una copia simile a
quella di Zvartnots che a quel tempo era già in rovina.
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Tornando
invece all’originale Zvartnots, molti l’hanno definita una
chiesa che colpisce col suo sorprendente splendore ma di cui non
possediamo una sola concreta descrizione. Si è potuto
ricostituire l’aspetto della cattedrale, dopo lunghe ricerche
effettuate dal famoso architetto Toros Toramanian che partecipò
ai lavori di scavo dal 1904. La costruzione si presentava come un
edificio piramidale a 3 livelli sormontato da una cupola e la sua
originalità risiedeva nell’audace architettura poiché inseriva
la croce equilatera non in una forma quadrata bensi in una a
pianta circolare.
Il
palazzo del patriarca era vicino al santuario e dai resti
pervenuti è facile comprendere la sistemazione all’interno:
sale da pranzo, appartamenti privati, luoghi di culto, un
refettorio e persino dei bagni termali.
Un’altra
piacevole scoperta avviene a pochi metri di distanza dalla
cattedrale, dove si trovano dei torchi in pietra per la
macinazione dell’uva: sembra infatti che si trovassero anche
delle botti di terracotta per conservare il vino e la
particolarità di queste consisteva nel fatto che le stesse erano
posizionate per metà sopra il terreno e per metà sottoterra in
modo da avere un vino sempre fresco.
Le
coltivazioni di uva erano un idea del Catholicos Nerses III° il
quale aveva anche pensato ad un sistema di canalizzazione dell’acqua
in modo da portare sul terreno coltivato le acque del vicino fiume
Kasakh.
Un
piccolo museo era stato aperto nel 1937 sull’area delle
rovine,oggi lo stesso museo si è ingrandito e si può vedere un’
inscrizione in greco del Catholicos
Nerses
III° “il costruttore” che attesta proprio la costruzione di
Zvartnots;inoltre vi sono una meridiana scolpita su una lastra di
pietra che decorava la cattedrale, vasellame in argilla dell’epoca
e tanti altri oggetti scoperti dagli archeologi.
Ad
oggi, purtroppo, solo il 10% dello scavo è venuto alla luce e per
questo l’associazione degli armeni uniti (miavorvaz haier) sta
cercando di reperire fondi necessari per ulteriori scavi.
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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