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Preg.mo
Direttore della Stampa,
Nella stampa italiana si legge molto sull'entrata della Turchia
nell'
Unione
Europea, ma nessuno ricorda, fra le condizioni per l'entrata, il
riconoscimento del genocidio armeno.
La
Commissione Europea nel suo rapporto del 9 ottobre scorso non ha
fatto nessuna menzione della questione (già iscritta nel
Parlamento Europeo nel 1987, nel 1997 e nel 2000 come condizione
per l'entrata della Turchia nell' U.E e riconosciuta dall' ONU nel
1985, dal Senato Francese, dal Santo Padre e dal Parlamento
Italiano nel 2000 e da moltissimi altri paesi .)
La
Turchia non soddisfa ancora i criteri politici di Copenaghen ed è
incoraggiata ad "...intensificare il processo di riforme
affinché i diritti umani e le libertà fondamentali siano
garantiti... Cipro, le torture e i maltrattamenti, la situazione
delle persone imprigionate per avere espresso le loro opinioni, il
lavoro minorile, la corruzione, i sindacati..." Da
nessuna parte la questione del genocidio armeno è nominata.
"Un
genocidio non è la tragedia di un solo popolo ma è quella dell'
umanità tutt' intera."
L'
Italia, La Francia e tanti altri paesi riconoscendo il primo
genocidio del XX° secolo hanno consacrato la vittoria della
dignità sull'ignoranza, della verità sull'oscurantismo, della
democrazia sulla barbarie. Come costruire un' Europa del domani se
ignoriamo il negazionismo turco ?
Saremo grati se La Sua rubrica ne parlasse.
Grazie per l' attenzione e cordiali saluti.
ASSOCIAZIONE AMICI DELL' ARMENIA
La presidente
Alice Tachdjian
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