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E’
nato a Gudinia, in Turchia il 26 settembre 1869.
Dal
1876 al 1880 studiò nella scuola del paese natio.
Nel
1881 il monaco Giorgio Terzaghian lo condusse a Etchmiadzin, ove
studiò per circa 10 anni.
Nel
1896 si recò a Berlino, ove sotto la guida del Maestro Richard
Smith, professore al Conservatorio Regale, studiò musica e si
diplomò. In seguito frequentò anche il Conservatorio di Parigi.
Sono rimasti celebri i suoi concerti polifonici dati a Zurigo, Berna, Losanna, Ginevra, Parigi, Venezia…..
Nel
1899 ritornò a Etchmiadzin, ove ricevette l’abito monacale l’
8 luglio 1890 e fu ordinato Arcidiacono e l’11 settembre del
1893 fu ordinato sacerdote dal Patriarca Chrimian.
La
Sua celebrità è dovuta alla sua vena artistica. Egli era poeta,
musicista, compositore… Ebbe il merito di trascrivere,
salvandoli dall’obliò, gran parte dei canti popolari armeni e
non solo. Si occupò anche della compilazione di una Messa
Polifonica sin dall’epoca in cui era direttore della Cappella
Catholicossale a Etchmiadzin fino agli ultimi anni della sua
attività atistica.
Le
melodie sono quelle cantate tradizionalmente dai monaci del
convento di Etchmiadzin e dai parroci delle campagne, il maestro
li considerava come le più genuine ed autentiche.
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Un’apposita
Commissione formata a Parigi sotto gli auspici degli ammiratori ed
amici dell’incomparabile maestro, curò nel 1933 la stampa della
detta Messa.
Fece
uso anche delle melodie esistenti a Istambul e nell’Asia Minore,
ripulendole dagli elementi greci e turchi. Le melodie non sono
quindi sua composizione, ma sono a lui attribuite.
Egli
si distacca dai Suoi predecessori per il fatto che pur conoscendo
a fondo le regole della musica europea moderna, tuttavia non le
seguì ciecamente, ma le adattò alle esigenze caratteristiche e
ritmiche dei canti armeni e così creò una armonia tutta propria,
la quale differisce non poco da quella occidentale.
In
effetti era suo abitudine girovagare da villaggio in villaggio per
raccogliere il materiale. Ascoltava gli abitanti del luogo cantare
e trascriveva melodia e parole. Purtroppo non potè terminare
questa Sua sublime e grandiosa opera a causa delle persecuzioni
perpetrate dai Turchi prima, durante e dopo la I guerra mondiale
culminate con il genocidio del 1915.
Gomidas
morì nel 1935 a Parigi nell’Ospedale di Ville Juife le
persecuzioni subite dal Suo popolo lo avevano segnato
profondamente fino a condurlo ad una infermità mentale.
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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