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“Non
siamo più soli” è stata questa una delle frasi toccanti
del discorso pronunciato dal Rev. Padre Mikael Mouradian durante
la cerimonia di Requiem del 24 aprile avvenuto a Roma di fronte al
Memoriale del Khatc’kar.
Non
siamo più soli come 90 anni fa
quando un mondo intero aveva lo sguardo altrove...
Quello
stesso mondo sembra essersi svegliato da un letargo durato fin
troppi anni. Giornali, tv, radio si sono scatenati e finalmente
senza indugio hanno pronunciato una parola diventata quasi tabù
“il genocidio degli armeni”. Si, perché di genocidio si
tratta, checché dicano
i negazionisti.
La
data del 24 aprile è stata promossa così di fatto e di diritto a
“giornata internazionale della memoria”, di quella memoria che
per lungo tempo era stata trascurata, soffocata, quella memoria
che è diritto di ogni essere umano e di ogni nazione.
Il
24 aprile 2005 la comunità armena italiana non era più sola a
combattere una battaglia contro l’indifferenza e la negazione. La comunità armena era conscia di essere più forte, più
speranzosa in un mondo migliore, che prometta verità e giustizia.
Manifestazioni
di solidarietà sono state celebrate ovunque, da Palermo passando
per Roma arrivando a Brescia. I Consigli comunali hanno risposto
prontamente alla
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richiesta
del “Consiglio per la Comunità armena di Roma” di osservare
un minuto di silenzio, qualcuno ha osato fare
di più: votare mozioni di riconoscimento, per dare ancora
più forza e provare, come se ce ne fosse ancora bisogno, che
quello che è avvenuto 90 anni fa è una realtà incontestabile.
La
Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, su richiesta del
Rettore del Pontificio Collegio Armeno, ha invitato tutte le
Chiese Italiane a unirsi, il 24 aprile, in preghiera con il “popolo
martire”.
I
vari “comunicati stampa”, no, questa volta no, non sono stati
archiviati in “cestini” sparsi nelle redazioni delle sedi
delle testate giornalistiche.
Forse
non siamo più soli... e l’impegno preso con i nostri martiri lo
stiamo mantenendo e lo manterremo, costi quel che costi, goccia
dopo goccia, e se non basteranno questi novant’ anni ci
adopereremo per altri novanta e novanta ancora, perché siamo
fermamente convinti della verità e crediamo fermamente nella
giustizia, e la memoria si sa, non dura solo un giorno,
probabilmente è eterna e qualcuno, forse,
ha cominciato a intuirlo e non riesce più a sfuggire al
proprio passato…
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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