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Antonia
Arslan con il Suo libro “la masseria delle allodole” ed.
Rizzoli, si è aggiudicata la terza edizione del Premio
internazionale di Letteratura Religiosa.
La
cerimonia di premiazione, ideata e realizzata dall’Associazione
ex Consiglieri comunali di Pagani si è svolta nella città di
Pagani lo scorso 4 novembre in presenza delle più alte cariche
istituzionali della città, con il contributo del Consiglio
per la Comunità Armena di Roma
Alla
serata ricca di emozioni sono intervenuti, il Senatore Gerardo De
Prisco, Presidente dell’Associazione ex Consiglieri Comunali, Il
Sindaco di Pagani Alberico Gambino, Prof. Ferdinando Castelli,
componete della giuria, il Dr.Raffaele Aufiero segretario generale
del premio mentre l’Ambasciatore Armeno Rouben Shougarian,
impossibilitato a presenziare per impegni, aveva inviato
una missiva, che è stata letta, su invito degli organizzatori, da
Robert Attarian, membro del Consiglio per la Comunità Armena di
Roma.
E’
stato emozionante per tutti, e in particolare per l’autrice e
per gli armeni presenti, sentir eseguire dal coro Polifonico
Alfonsiano ed Orchestra Alfaterna diretti dal Maestro P. Paolo
Saturno, l’inno nazionale armeno in lingua Italiana, arrangiato
per l’occasione dal Maestro
P. Alfonso Vitale come è stato culminante l’esecuzione delle
composizioni inedite, dello stesso Vitale,
ispirate alla Masseria delle allodole ed alle poesie di
Daniel Varujan .
La
serata inoltre è stata allietata da canti armeni eseguiti da
Valentina Karakhanian e Narine Tshaghasbanian.
Dopo
la consegna del Premio, una scultura in tufo locale realizzata da
un artista del luogo, ha avuto luogo una tavola rotonda alla quale
oltre all’autrice hanno preso parte il Prof. Ferdinando
Castelli, il giornalista Raitre Giuseppe Blasi, l’inviata della
sezione armena della Radio Vaticana Sig.ra Sonia Nurpetlian e il
moderatore Prof. Luigi Rossi docente di Storia contemporanea
all’Univ. Di Salerno.
Antonia
Arslan, la bandiera degli armeni in Italia, come l’ha definita
qualcuno, con la sua simpatia, competenza e dolcezza ha saputo
trasmettere ai presenti un messaggio di pace e di fratellanza ed
ha ringraziato gli organizzatori per l’accoglienza e
l’ospitalità dimostrata, mentre annunciava il proseguimento
della storia con un nuovo libro che uscirà a breve e che
auguriamo abbia lo stesso successo del primo.
A
fine serata le autorità sono state invitate ad una cena a base di
delizie armene.
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Lettera
dell’Ambasciatore Armeno
Innanzitutto
permettetemi di ringraziare gli organizzatori di questo evento per
l’invito che mi hanno gentilmente rivolto.
Come
saprete, precedenti impegni mi impediscono di essere presente
personalmente, desidero comunque esprimere i migliori saluti e
auguri a voi tutti e in particolare al Comitato Organizzatore del
Premio Internazionale di Letteratura Religiosa che quest’anno
premia la scrittrice Atonia Arslan per il suo romanzo “La
Masseria delle Allodole”, un romanzo unico nel suo genere, che
pur trattando della triste storia del genocidio del nostro Popolo,
è scevro da vittimismi e riconsegna un futuro colmo di gioiosa
speranza di vita.
Sono
lieto che gli studenti delle scuole di Pagani, dell’Agro
Noverino Sarnese e del Napoletano, siano stati coinvolti, dato che
sono persuaso, che la più alta forma di diplomazia sia quella
messa in opera dai giovani che con la loro capacità di
“visionare la realtà” ci danno il loro prezioso contributo.
Resto
fermamente convinto che questo prestigioso premio contribuirà a
diffondere la conoscenza dell’Armenia, le cui radici risalgono
ad una civiltà antichissima, e sono certo che è grazie
all’opera di coloro che, come voi, svolgono il loro lavoro con
dedizione, passione e competenza che potremo trainare questo
nostro mondo attualmente così disturbato, verso un futuro
migliore.
Con
l’augurio di poter avere l’occasione di salutare e ringraziare
personalmente tutti voi, vi prego di gradire i miei migliori e
cordiali saluti.
Rouben
Shougarian
Ambasciatore
della Repubblica d’Armenia.
Lettera
del Consiglio per la Comunità Armena di Roma inviata agli
organizzatori.
Alcuni
decenni fa in Italia non si sapeva nemmeno chi fossero gli armeni,
figurarsi la loro storia. Nemmeno i libri scolastici ne fanno
cenno.
Premiare
“la masseria delle allodole” al di là dell’indubbio valore
letterario dell’opera e al di là dei grandi meriti
dell’autrice Atonia Arslan significa premiare la memoria di
tutt’un popolo.
Un
popolo fortemente legato alla propria storia, alle proprie radici
e alla propria cultura e che vanta il primato di nazione
cristiana.
Sua
Santità Giovanni Paolo II aveva scritto "
… Le croci, di cui la vostra terra è disseminata, sono di
pietra nuda, come nudo è il dolore dell'uomo … Il popolo armeno
conosce bene la Croce: la porta incisa nel suo cuore. E’ il
simbolo della sua identità, delle tragedie della sua storia e
della gloria della sua rinascita
dopo ogni evento avverso ".
Ne
“La masseria delle allodole” si racconta tutto questo,
con un omaggio alla vita poiché esiste la convinzione e la
certezza che verità e giustizia non potranno essere sconfitti e
questo “premio internazionale di letteratura religiosa” ne è
un’ulteriore prova.
Il
Consiglio per la Comunità Armena di Roma non può che
esprimere soddisfazione nel vedere finalmente riconosciuto un
diritto per tanti anni sottoposto al silenzio per non dire negato:
il diritto alla memoria.
La
masseria delle allodole è la verità che ogni armeno porta nel
proprio cuore e che vorrebbe raccontare con la speranza che
qualcuno ascolti e l’auspicio che la storia, questa storia, non
si ripeta mai più…
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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