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In
occasione della visita ufficiale del Ministro degli Affari Esteri
Vartan Oskanian, l’Ambasciata della Repubblica d’Armenia e
l’Istituto Affari Internazionali hanno organizzato una tavola
rotonda sul tema della stabilità e della sicurezza nella regione
del Caucaso meridionale. All’incontro, svoltosi presso la sala
dell’Associazione Stampa Estera, hanno partecipato il
sottosegretario agli esteri Margherita Boniver, S.E. l’ Amb.
Prof. Luigi Vittorio Ferraris, l’on. Marco Minniti della
commissione difesa della Camera dei Deputati, l’on. Marco
Zacchera presidente della delegazione parlamentare presso
l’assemblea dell’Ueo e nel ruolo di moderatore il Prof.
Stefano Silvestri, presidente dell’Istituto Affari
Internazionali. Alla tavola rotonda hanno inoltre partecipato
molti giornalisti e numerosi armeni.
La
visita del Ministro Oskanian in Italia, si inserisce nella
politica di “dialogo rinforzato” dell'Italia con i paesi del
Caucaso, avviata dal Ministro Franco Frattini con il viaggio
compiuto a Tbilisi nel giugno scorso e proseguita con la visita a
Roma all'inizio di ottobre del ministro degli Esteri dell'Azerbajian.
La recente decisione dell'Unione europea di estendere alla regione
caucasica la sua politica di "nuovo vicinato" rafforza
sensibilmente le relazioni dei paesi della regione con il
continente europeo e costituisce, per l'Italia, un ulteriore
stimolo a intensificare i rapporti bilaterali e lo stesso Ministro
Oskanian ha espresso la sua soddisfazione per il risultato
ottenuto in questa sua visita ufficiale sottolineando il
raggiungimento di concreti accordi con il Ministro Frattini.
Il
fulcro centrale dell’incontro è stato ovviamente il discorso
del Ministro, il quale ha spaziato fra diversi argomenti tra i
quali la politica internazionale, l’economia attuale
dell’Armenia e l’ingresso della Turchia in Europa.
Il
Ministro analizzando la situazione geopolitica del Caucaso
meridionale ha indicato le sfide che attualmente deve affrontare
lo stato armeno. Innanzitutto i confini armeni: infatti le
frontiere armene, sono il punto più critico che vi possa essere
oggi al mondo, per cui se pensiamo alla chiusura ad ovest con la
Turchia e ad est con l’Azerbaijan non rimangono che i passaggi
attraverso Georgia ed Iran. Se da una parte l’Iran, con cui
l’Armenia gode di importanti scambi commerciali, è visto nello
scenario politico internazionale come un paese poco affidabile e
molto pericoloso (soprattutto dagli Stati Uniti), dall’altro la
Georgia offre al suo interno una varietà di situazioni molto
complesse come dimostrano le vicende dell’Ossezia, dell’Ajaria
e dell’Abkhazia per non parlare poi dei problemi delle
minoranze. Per tutta questa serie di motivazioni, l’Armenia deve
guardare sia agli Stati Uniti che alla Russia della quale è
peraltro fedele alleato. Una
maggiore cooperazione con la NATO e un sistema di sicurezza
collettivo
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(insieme
a Russia, Kazakhstan, Bielorussia e Uzbekistan) permetterebbe
all’Armenia di volgere verso un futuro più sereno di cui ne
beneficerebbe la sua politica estera.
Per
quanto riguarda i temi dell’economia, il Ministro Oskanian ha
definito questo periodo come di transizione poiché il paese non
si è ancora definitivamente tirato fuori dall’impasse del dopo
Unione Sovietica. Questa transizione è per il momento portata
avanti grazie soprattutto al settore privato che produce l’80%
del prodotto interno(che include fra l’altro il 30% di export di
gioielli) e che ha portato l’Armenia ad occupare il 44° posto
mondiale nella liberalizzazione del mercato(fonte del Wall Street
Journal); la crescita ha proseguito il Ministro è ormai costante
da diverso tempo e da alcuni anni il tasso di crescita risulta
sempre a due cifre. Le note dolenti vengono dalla disoccupazione
che rimane ancora troppo alta e dalla povertà in cui versa buona
parte della popolazione. Certamente nel medio-lungo periodo anche
l’inflazione dovrà ribassarsi fino al 2-3% e fin da adesso il
governo è all’opera per trovare le adeguate soluzioni per lo
sviluppo del sistema-paese.
Il
Ministro Oskanian, a proposito dell’entrata della Turchia in
Europa, ha osservato come l’attenzione europea si sia
concentrata solo sul problema dell’adulterio all’interno del
codice penale turco mentre vi sono altri articoli che meritano
pari attenzione come ad esempio quello in cui
sostanzialmente si condanna chi afferma o faccia
riferimento al “genocidio armeno”.( Altri articoli
suscettibili di contestazione sono il
215,216,220,285,300,302,306). Infine il Ministro ha parlato anche
del problema del Nagorno Karabakh; è stato firmato il cessate il
fuoco che tutt’ora è in vigore, ma le relazioni tra i due paesi
continuano ad essere tese. L’Italia,che si era posta come
mediatore tra Armenia e Azerbaijan all’inizio degli anni ’90 e
che importa il 40% di petrolio e di gas dallo stato azero, spera
di vedere presto un riappacificamento tra i due paesi, ha
affermato il sottosegretario agli esteri Margherita Boniver. Come
tentativo di costruire un Caucaso più vicino all’Europa, sono
previste in Italia nel 2005 le visite dei capi di governo di
Armenia, Azerbaijan e Georgia e proprio il Presidente armeno
Robert Sedrakovich Kocharyan sarà il primo (a Gennaio) ad
incontrare le autorità italiane
Il
Ministro Oskanian ha partecipato il giorno successivo ad un
incontro svoltosi a Venezia dove ha incontrato le autorità
comunali e provinciali della città lagunare
Indice
akhtamar@comunitaarmena.it
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