Turchia: 5 giornalisti incriminati in base a stesso articolo con cui perseguito Pamuk (ANSA -REUTERS) 3/12/05

 (ANSA-REUTERS) - ANKARA, 3 DIC - Cinque giornalisti turchi sono stati incriminati per commenti da loro fatti a proposito di una conferenza sui massacri di armeni durante la prima guerra mondiale.

I cinque noti editorialisti rischiano condanne tra i sei mesi e i 12 anni se saranno riconosciuti colpevoli di «cercare di influenzare il processo giudiziario» e «insultare organi giudiziari dello Stato», hanno riferito oggi i media turchi.

Quattro dei cinque giornalisti sono stati incriminati in base all'articolo 301 del codice penale, lo stesso per cui viene perseguito il famoso scrittore Orhan Pamuk, e che stabilisce che è reato insultare istituzioni dello stato o la «turchità ».
L'inizio del processo dei giornalisti è stato fissato per il 7 febbraio prossimo. Quattro di loro lavorano per il giornale liberale Radikal e il quinto per il centrista Milliyet. Tutti e cinque avevano criticato i tentativi di magistrati e avvocati nazionalisti di far proibire a settembre una conferenza in due università di Istanbul dedicata al massacro degli armeni da parte delle forze turche 90 anni fa. Con forte imbarazzo del governo filo-Unione europea la conferenza era stata bloccata su richiesta della procura, ma il divieto era stato aggirato facendola svolgere in una terza università.

La questione degli armeni è un tema molto sensibile in Turchia, con Ankara che ha sempre negato che le forze ottomane abbiano perpetrato un genocidio ma, sotto le pressioni dell'Ue, ha chiesto agli storici di dibattere il tema.

Lo scrittore Pamuk, famoso per i suoi «Il mio nome è rosso» e «Neve», ha suscitato grande emozione quando ha detto mesi fa che la Turchia deve affrontare le proprie
responsabilità per le uccisioni di armeni.

Il ministro degli esteri Abdullah Gul si è detto fiducioso che le accuse contro Pamuk verranno fatte cadere. Ma il suo governo finora non ha ceduto alle pressioni dell'Ue per l'abolizione dell'articolo 301. (ANSA-REUTERS) 

 


 

Per critiche a decisione annullare conferenza su omicidi armeni

 

Istanbul (Turchia), 2 dic. (Ap) - La magistratura turca ha incriminato per oltraggio alla corte cinque dei più importanti giornalisti del Paese, per i quali sono state chieste pene dai sei mesi ai dieci anni di reclusione. Lo riferisce l'emittente televisiva privata Ntv.

I giornalisti avevano criticato la decisione di un tribunale di annullare una conferenza a Istanbul sugli omicidi di massa di armeni commessi dai turchi all'epoca dell'impero ottomano. La Turchia non riconosce le accuse di genocidio nei confronti degli
armeni. Con le critiche alla corte, spiega l'incriminazione della procura, i cronisti hanno commesso i reati di «tentativo di influenzare un processo» e «vilipendio agli organi giudiziari dello stato».

Le accuse arrivano in un periodo in cui Ankara è sotto la lente d'ingrandimento dell'Unione Europea e delle organizzazioni per la tutela dei diritti umani per risolvere le sue violazioni alla libertà di espressione. I cinque giornalisti incriminati sono Murat Belge, Hasan Cemal, Ismet Berkan, Haluk Sahin ed Erol Katircioglu. Un tribunale di Istanbul dovrà ora valutare i capi di imputazione e decidere se i cinque debbano affrontare un
processo. «La Turchia ha senz'altro raggiunto notevoli progressi nel processo di adesione all'Unione Europea, ma non posso dire che abbiamo raggiunto il livello degli standard europei», ha detto Berkan alla Ntv.
Fco