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Invece
della negazione del genocidio armeno da parte del governo brandeburghese nel
programma scolastico, bisognerebbe rifare i programmi scolastici alla Turchia
neo candidata all'entrata nell'Unione europea: questo quanto chiede
l'Associazione per i popoli minacciati (APM) dopo che questo Ministero della
Repubblica Federale tedesca ha ceduto alle pressioni della Turchia. Per gli
studenti significa conoscere gli avvenimenti che hanno caratterizzato i
sanguinosi anni della fondazione della Repubblica turca, l'annientamento di
oltre 1 milione e mezzo di Armeni, 500.000 Assiro-caldei di lingua aramaica,
diverse centinaia di migliaia di Kurdi e almeno mezzo milione di propri
cittadini greco ortodossi. Senza il chiaro riconoscimento e la netta condanna di
questo genocidio la Turchia non è certo la benvenuta in Europa.
La SPD del Brandeburgo e il governo dello stato federale dovrebbero subito
interrogarsi su che tipo di elaborazione del passato e del presente vogliono che
passi ai propri studenti. Evidentemente si preferisce trasmettere opportunismo e
mancanza di coraggio civile. Il genocidio armeno è stato il primo genocidio del
XX secolo: senza la memoria di questi drammi gli eventi saranno inevitabilmente
destinati a ripetersi.
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N.B.
In data 26/1/05, a seguito dell'intervento del gruppo CDU al parlamento tedesco
la proposta del Ministro dell'Istruzione è stata ritirata.
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