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“Ciò
che è allora accaduto non è e non può essere il frutto casuale della pazzia o
della criminalità di pochi squilibrati, ma l’estrema conseguenza di un
sistema sociale fondato sull’oppressione e sullo sfruttamento, in pace come in
guerra, ieri in Germania come oggi altrove”
(Dal
libro “ La Casa delle bambole” di Ka-Tzetnik -135663)
Incontro
Per
ricordare le vittime dell’odio razziale,
di
negazione degli altri, dell’intolleranza
Giovedì
19 febbraio 2004 - ore 17.30
Via
Capraia, 72 – Roma
Programma
Presiede:
Picchetti Fabrizio -
Segretario Sezione D.S. Tufello
Coordina:
Avallone Francesco
- Casa delle culture
Intervengono:
Attarian
Robert, Comunità
Armena
Scaglione
Daniele, Amnestey International
Zargani
Aldo, Centro
Culturale Ebraico
Magia
Victor, Scrittore
“La
Giornata della Memoria non è una ricorrenza ebraica, anche se ricorda quel
capitolo della storia umana e specificamente europea che è designata, appunto,
dalla parola ebraica Shoa’ (catastrofe) per far capire e per avere
l’occasione di approfondire il concetto secondo il quale una società che
perseguita una sua propria componente o peggio ancora se progetta
scientificamente lo sterminio, è una società ammalata, e questo suo stato di
malattia finirà per colpire, prima o poi, inevitabilmente, anche altre
componenti della società stessa. “Ricordare” significa pertanto riprendere
in considerazione eventi passati per capire le cause, per verificare se esse
sopravvivono nella nostra società odierna, per ipotizzare infine una nostra
comune azione, qui e oggi, perché questo passato non debba più ripetersi”.
(Amos
Luzzato da Diario del 25.01.2002)
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