|
Yerevan,
4 lug. - (Adnkronos/Dpa) - Migliaia di armeni sono scesi in piazza nella
capitale Yerevan per protestare contro le politiche del presidente, Serzh
Sarkisian, e per chiedere l'immediato rilascio degli arrestati nei violenti
scontri del primo marzo che hanno provocato la morte di 9 persone. Secondo Levon
Surabian, dell'opposizione, con la manifestazione non autorizzata si dara' il
via a un sit-in di 28 giorni: "non possiamo andare a casa -ha detto- mentre i
nostri amici restano in carcere". I manifestanti hanno denunciato il rifiuto di
Sarkisian ad ogni tentativo di dialogo con l'opposizione dal 19 febbraio, data
delle contestate elezioni. Alla protesta hanno partecipato 30 mila persone,
secondo gli organizzatori, mentre sono circa 5 mila secondo la polizia. Per
osservatori locali, ci sono stati moltissimi arresti nei 20 giorni di stato di
emergenza decretato dopo gli scontri di marzo.
EQUILIBRI.NET
Armenia: il rischio inflazionistico e la lotta
alla corruzione
L’economia armena continua la positiva tendenza di
crescita a tassi elevati degli ultimi sei anni. Si accentuano perņ i rischi di
una frenata causata dall’aumento dei prezzi. La rimozione dei sussidi
sull’acquisto del gas va infatti ad aggiungersi alle pressioni inflazionistiche
esercitate da energia e alimentari. Gli Stati Uniti hanno sottolineato come gli
aiuti economici siano legati all’impegno di Yerevan nell’implementare politiche
di sviluppo democratico, e che sono necessari risultati in tal senso. Anche per
questo il governo ha varato un programma ambizioso per contrastare la corruzione
e l’evasione fiscale.
Francesco Visconti
|