Il Santo del giorno: 3 febbraio  Biagio e Oscar - Adnkronos 02.02.2010

Roma, 2 feb. - (Adnkronos) - Patrono di Ragusa e ricordato a Salemi in Sicilia con la Festa dei Pani, Biagio era vescovo di Sebaste in Armenia che subi' il martirio nel 316 durante la persecuzione dell'imperatore Licinio. Anscario o Oscar era invece un monaco benedettino nato in Piccardia che predico' il Vangelo in Danimarca e in Scandinavia, divenendo poi il primo vescovo di Amburgo. Mori' il 3 febbraio dell'865.


 

San benedetto oggi 2 febbraio 2010

“Festa dei funai”, ecco il programma

La giornata di mercoledì 3 gennaio sarà densa di eventi, tutti pensati per la ricorrenza di San Biagio: giovani e anziani si incontreranno all'insegna della tradizione sambenedettese

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Generazioni lontane unite dalla “Festa dei Funai”. Giovani e anziani infatti prenderanno parte alla manifestazione ripristinata dall’Amministrazione comunale e in programma per mercoledì 3 febbraio all’auditorium comunale “Tebaldini” a partire dalle ore 10. I “funai” e le “retare” sono stati rintracciati grazie alle testimonianze raccolte in città e su segnalazione di coloro che hanno praticato questa professione, caratterizzante il paesaggio cittadino stesso fino a pochi decenni fa.

Pergamena e medaglia commemorative andranno quest’anno ai funai Pietro Attili, Domenico Capecci, Lino Capriotti, Francesco Cutella, Filippo Grossi, Benedetto Liberati, Giuseppe Rosetti, Antonio Sasso. E inoltre alle “retare” Maria Pia Fiscaletti e Vincenzina Sgariglia. Complessivamente, nelle precedenti tre edizioni della “Festa dei funai” erano già stati “premiati” circa cento persone tra funai e retare. Alla manifestazione sono state invitate naturalmente le autorità civili, militari, religiose e le associazioni cittadine, oltre alla cittadinanza tutta. La giornata del 3 febbraio si concluderà nel pomeriggio, alle 17.30, con una messa celebrata nella cattedrale della Madonna della Marina da parte del parroco don Armando Moriconi.

Il programma della giornata prevede il saluto del sindaco Gaspari alle ore 10, seguito da un intervento dello storico Gabriele Cavezzi, che proietterà anche alcune immagini concernenti il mondo dei funai e delle retare. L’intervento di Cavezzi sarà inoltre intervallato da letture. A seguire, gli alunni della 4ª B della scuola primaria “Bice Piacentini”, ovvero il III° Circolo didattico diretto da Stefania Marini, canteranno due canzoni in dialetto sambenedettese: “Chèssa rete” e “Vòta tónne tónne”, composte per l’occasione dalla maestra Rita Spaletra, che fu molto applaudita già lo scorso anno con la canzone “Sinde”, cantata dai suoi alunni.

Dopo l’esibizione dei giovani studenti, la consegna di medaglie e attestati ai funai e alle retare. Alle 11.30, infine, per tutti i presenti, e in particolare gli studenti della scuola Piacentini e della scuola media Sacconi-Manzoni, verrà ricostruito il sentiero del funaio all’esterno del Comune, a cura di Domenico Nico e Giuliano Zazzetta. La “Festa dei funai” viene organizzata dal Comune di San Benedetto in collaborazione con il Circolo dei Sambenedettesi.

Un po' di storia. Il nome “Biagio”, di origine latina, significa “balbuziente”. È vissuto nel IV secolo in Armenia. Vescovo di Sebaste, morì decapitato durante le persecuzioni dell’imperatore Licinio. Oltre che dei funai, è protettore di medici, scalpellini, pastori, agricoltori, cardatori di lana, suonatori di strumenti a fiato, materassai, laringoiatri. Le prime testimonianze del culto si attestano nel secolo VIII. Rappresentato in abiti vescovili, tra i suoi attributi il pettine per cardare con cui fu torturato e le candele che gli furono portate quando era in carcere. Talvolta è raffigurato con un maiale. San Biagio fu probabilmente decapitato nel 316.


 

Frabosa Sottana: domenica c'è la festa di San Biagio

 

Domenica 7 febbraio, il caratteristico borgo di Miroglio frazione di Frabosa Sottana, celebrerà la Festa Patronale di San Biagio (Vescovo di Sebaste in Armenia), nella parrocchiale dedicata al Santo e alla Vergine Maria. L'antica cappella dedicata a S. Biagio fu costruita nel 1657, è l'impianto originario della chiesa successivamente ampliata con le due navate laterali, elevata al rango di chiesa parrocchiale nel 1850.

I festeggiamenti avranno inizio alle 10 con la celebrazione della Santa Messa Solenne, al termine della quale residenti e turisti del comprensorio del Mondolè riceveranno la benedizione della gola. Seguirà alle 11 sul piazzale antistante la chiesa la distribuzione a tutti i presenti di cioccolata calda. All'interno della chiesa si potranno ammirare le fotografie relative ai Presepi allestiti durante il Natale da turisti e residenti nelle case dell'antico borgo.

Alle 12 si terrà il pranzo sociale presso l'Albergo delle Alpi a Miroglio. Durante il pranzo verrà effettuata l'estrazione di alcuni premi offerti gratuitamente. Al termine del pranzo conviviale (ore 14) verrà consegnato il 'Sanbiagino d'oro' alla persona che nell'anno appena concluso si è distinta per il bene della Chiesa e della comunità mirogliese. Verranno anche premiati con attestati di riconoscimento tutti coloro che hanno realizzato gli addobbi dei presepi durante il periodo del Santo Natale 2009. Durante tutta la giornata sarà presente il 'Coro Monte Zerbion' dell'Associazione Nazionale Alpini Sezione di Genova gruppo di S.Olcese.

Per maggiori informazioni visitate il sito
www.miroglionews.blogspot.com

 


 

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San Biagio, Cesano Maderno riscopre una tradizione millenaria

Marco Mologni - 03 Febbraio 2010

 

Riscoprire il significato della tradizioni, e tramandare il loro messaggio di generazione in generazione. E’ uno degli impegni che il sindaco di Cesano Maderno, Marina Romanò, si è assunta fin dal primo giorno del suo insediamento.

Per questo motivo oggi, mercoledì 3 febbraio, festa dedicata a San Biagio, ad ogni ufficio del palazzo comunale verrà distribuito un panettone che verrà tagliato e mangiato in ricordo delle leggende e dei miracoli tramandati sulla vita del Santo. Un culto molto vivo, quello del protomartire cristiano, che l’amministrazione comunale vuole tutelare

«Anche quello che all'apparenza può sembrare un piccolo gesto – spiega il sindaco - nella realtà può essere un modo per trasmettere un insegnamento».

Biagio di Sebaste fu un vescovo che visse tra il III e il IV secolo in Armenia. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana. per punizione fu straziato con i pettini di ferro, che si usano per cardare la lana. Morì decapitato nel 316 dopo Cristo. Fra i miracoli che gli sono attribuiti, rientra anche il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce. È ancora ricordato per essere stato un medico virtuoso e lungimirante.

Il culto di San Biagio, particolarmente sentito a Milano e in Lombardia, ha un forte seguito tra i fedeli che gli si rivolgono per la cura dei mali fisici e in particolare per la guarigione dalle malattie della gola. Durante la celebrazione liturgica a lui dedicata, sono numerosi i sacerdoti che benedicono le gole dei fedeli accostando ad esse due candele.

«Questo gesto che proponiamo a tutti i nostri dipendenti comunali vuole essere un modo per impegnarsi in prima persona - sottolinea Marina Romanò - quella di San Biagio è, al pari di altre tradizioni popolari, un'eredità del passato che va tutelata, compresa e tramandata ai più giovani. Inoltre, è la dimostrazione che siamo noi i primi a voler mantenere vivo quanto ci è stato trasmesso dai nostri nonni. L'iniziativa sarà infatti estesa non solo ai dipendenti, ma anche a tutti gli assessori. E io personalmente vi aderirò».

Per l'assessore alle Identità e Tradizioni locali, Giorgio Avataneo, «la festa di San Biagio fa parte del nostro bagaglio culturale che deve orgogliosamente essere difeso e vissuto. Usanza tipicamente milanese è quella di conservare fino al 3 febbraio un panettone e di consumarlo alla mattina a digiuno per benedire la gola. È un chiaro esempio di come devozione, senso religioso, tradizioni popolari e credenze talvolta si intersechino fra loro in maniera non facilmente districabile. Eppure, nonostante la loro semplicità, in esse sono contenuti insegnamenti di enorme valore etico, morale e civico».