Papa: il rispetto della natura parte da quello per l’uomo con tutti i suoi diritti - Agi 11.12.2010

Nel discorso al corpo diplomatico Benedetto XVI ricorda le sofferenze dei cristiani in Iraq, Pakistan ed Egitto e torna a lanciare un appello per una pace giusta tra israeliani e palestinesi. L’auspicio che il Libano prosegua sulla via della concordia e per l’Iran, perché trovi “soluzioni condivise, sia a livello nazionale che sul piano internazionale”. E fa cenno all'accordo tra Armenia e Turchia.
 

 "In questa stessa parte del mondo - ha detto ancora il Pontefice - sono lieto del riavvicinamento intrapreso da Colombia ed Ecuador, dopo parecchi mesi di tensione". "Piu' vicino a noi - ha elencato - mi compiaccio dell'intesa conclusa tra Croazia e Slovenia a proposito dell'arbitrato relativo alle loro frontiere marittime e terrestri. Mi rallegro, altresi', dell'accordo tra Armenia e Turchia, in vista della ripresa delle loro relazioni diplomatiche, ed auspico che attraverso il dialogo, i rapporti fra tutti i Paesi del Caucaso meridionale migliorino. E lo stesso mi auguro che si realizzi in Guinea ed in Madagascar, con l'aiuto effettivo e disinteressato della comunita' internazionale". Tra i fatti positivi, ha segnalato anche le piene relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Federazione Russa e le aperture del Vietnam verso la Chiesa Cattolica. Il Papa ha invece deplorato che "la produzione e l'esportazione di armi - che nei diversi contesti sottraggono risorse ai piu' poveri - contribuiscano a perpetuare conflitti e violenze, come quelli nel Darfur, in Somalia e nella Repubblica Democratica del Congo". "All'incapacita' delle parti direttamente coinvolte di sottrarsi alla spirale di violenza e di dolore generata da questi conflitti, si aggiunge - ha rilevato - l'apparente impotenza degli altri Paesi e delle Organizzazioni internazionali a riportare la pace, senza contare l'indifferenza quasi rassegnata dell'opinione pubblica mondiale". "Non occorre sottolineare - ha continuato il Pontefice - come tali conflitti danneggino e degradino l'ambiente". Le gravi violenze che ho appena evocato, unite ai flagelli della poverta' e della fame, come pure alle catastrofi naturali ed al degrado ambientale, contribuiscono ad ingrossare le fila di quanti abbandonano la propria terra". "Di fronte a tale esodo, invito le Autorita' civili, che vi sono coinvolte a diverso titolo, ad agire con giustizia, solidarieta' e lungimiranza". In particolare, Benedetto XVI - che ha dedicato anche oggi un passaggio all'aggressione del 6 gennaio ai cristiani copti dell'Egitto - ha voluto menzionare i cristiani del Medio Oriente, "colpiti in varie maniere, fin nell'esercizio della loro liberta' religiosa, essi lasciano la terra dei loro padri in cui si e' sviluppata la Chiesa dei primi secoli. E' per offrire loro un sostegno e per far loro sentire la vicinanza dei fratelli nella fede, che - ha spiegato - ho convocato, per l'autunno prossimo, l'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi sul Medio Oriente". (AGI) .