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Governo armeno, interessati a modello pmi lombardo
(ANSA) - YEREVAN (ARMENIA), 8 GIU - Gemellaggio a
Yerevan, in Armenia, tra la Provincia di Milano e la Regione di Kotayk, la piu'
dinamica del paese caucasico.
L'obiettivo e' quello di studiare ed adottare il modello delle Pmi lombarde.
L'intesa conclude un percorso di avvicinamento segnato dal riconoscimento da
parte del consiglio provinciale di Milano del genocidio armeno dei primi del
'900 che la Turchia non ha mai riconosciuto, considerando quei fatti le
conseguenze di una guerra civile.
Italia-Armenia, gemellaggio della Provincia di Giannino
della Frattina Il Giornale 08.06.2010
Scambi economici e culturali alla base degli
incontri ufficiali della delegazione della Provincia guidata dal presidente
Dapei ricevuto dal governo locale. Palazzo Isimbardi è stato tra i primi enti a
riconoscere il genocidio
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Studiare e adottare il modello delle piccole e
medie industrie lombarde: è questo l'obiettivo del gemellaggio sancito ad
Yerevan, alla presenza del primo ministro armeno, Tigran Sargysan, tra la
Provincia di Milano e la Regione di Kotayk, la più dinamica e sviluppata del
paese caucasico. «Questo modello di piccole e medie imprese e di aziende
familiari - ha detto il primo ministro alla delegazione del consiglio
Provinciale di Milano invitata dal governo locale in Armenia e guidata dal
presidente Bruno Dapei - è molto adatto per l'Armenia, dove c'è voglia di
lavorare ed un buon grado di istruzione».
L'intesa conclude un percorso di avvicinamento segnato dal riconoscimento da
parte del consiglio provinciale di Milano del genocidio armeno dei primi del
'900 che la Turchia non ha mai riconosciuto, considerando quei fatti le
conseguenze di una guerra civile.
Alta tecnologia, turismo, costruzioni, ma anche restauro del grande patrimonio
artistico armeno, sono i campi nei quali la Repubblica di Armenia auspica
collaborazione, formazione e joint venture. «Siamo convinti che esiste un
potenziale per lo sviluppo dei rapporti italo-armeni - ha detto il primo
ministro Sargysan - non ancora utilizzato. Negli ultimi tempi diverse aziende
italiane sono venute a lavorare in Armenia ma c'è spazio per nuove opportunità».
Il Pil armeno, ha evidenziato l'ambasciatore italiano a Yerevan, Bruno Scapini,
dopo una flessione nel 2009, è tornato a crescere a due cifre nel corso del 2010
che dovrebbe chiudersi con un più 10 per cento. «La nostra è una missione
politica - le parole del presidente Dapei alla guida di una delegazione
ufficiale - ma ci sono tutte le premesse per poter avviare una collaborazione
proficua con la regione del Kotayk». Possibili progetti e collaborazioni nel
campo del turismo, dell'edilizia e dell'innovazione tecnologica con l'Armenia,
Paese in via di sviluppo e crocevia di importanti traffici commerciali verso
altrettanti mercati emergenti.
Una tre giorni fitta di incontri per i consiglieri provinciali che, prima della
firma del gemellaggio, affidata al governatore del Kotayk, Kovalenko Shahgaldyan
e al presidente Dapei nella sede del governo armeno, sono stati ricevuti dal
primo ministro, Tigran Sargsyan e dai ministri dello Sviluppo territoriale e
degli Esteri, Edward Nalbandian.
Il tutto per mettere nero su bianco una collaborazione che nasce dal forte
legame tra la Provincia di Milano e la comunità milanese, la più numerosa
d'Italia con oltre mille armeni, e dall'amicizia anche personale tra il
presidente Dapei e l'ambasciatore armeno in Italia Ruben Karapetian, presente
gli incontri assieme al collega italiano Bruno Scapini. Già a settembre l'arrivo
a Milano di una delegazione di imprenditori armeni. "Questo accordo - ricorda
Dapei - apre la strada a una collaborazione concreta sul piano economico con un
Paese come l'Armenia che può contare su una posizione strategica per gli scambi
commerciali con mercati in via si sviluppo e su un grande potenziale di
crescita".
Oltre agli aspetti economici, le autorità milanesi e armene si sono impegnate a
portare avanti collaborazioni di tipo culturale per favorire lo scambio di
conoscenze e conoscenza tra due popoli che "pur se lontani geograficamente -
commenta ancora Dapei - sono molto vicini e affini culturalmente e socialmente". |