Turchia, altri 28 arresti per l’affare Ergenekon Osservatorio Iraq, 19 marzo 2010

Sono 28 le persone arrestate oggi in otto città della Turchia nell’ambito dell’indagine su “Ergenekon”, la presunta rete ultra-nazionalista che avrebbe tentato di mettere in atto un golpe contro il governo del Partito di giustizia e sviluppo (Akp).
I fermati, tra cui figurano anche militari in servizio e in pensione, sarebbero tutti coinvolti a vario titolo nella “cospirazione”.
In particolare, alcuni degli arrestati sarebbero stati in contatto con Ibrahim Sahin, un capo della polizia in pensione, incriminato l'anno scorso per eversione nell'ambito della stessa inchiesta.
Finora sono 278 le persone accusate ufficialmente nell’ambito dell’inchiesta Ergenekon, avviata nel 2007 quando il ritrovamento di esplosivi e detonatori in un appartamento di Istanbul portò al fermo di un centinaio di persone legate ad ambienti ultra-nazionalisti. 
Circa cento sono le persone che si trovano attualmente in carcere con l’accusa di far parte della rete golpista, che metterebbe assieme politici, ex militari, servizi segreti e mafiosi. 
L’inchiesta Ergenekon - e le altre indagini emerse nelle ultime settimane a proposito di presunti golpe contro l’Akp - hanno suscitato aspre polemiche in Turchia.
L’opposizione kemalista, guidata dal Partito repubblicano del popolo (Chp), ha più volte accusato il governo di utilizzare le inchieste per colpire i propri oppositori.
[c.m.m.] (fonte: Ansa)


Euronews

 

Nuovi arresti in Turchia nell’ambito dell’inchiesta sulla rete golpista Ergenekon. Altre ventotto persone, tra cui anche militari in servizio ed in pensione, sono finite in carcere.

Sono accusati di avere cospirato per rovesciare il governo filo-islamico del premier Recep Tayyp Erdogan progettando una serie di attentati soprattutto a chiese e moschee nel paese. Finora 200 le persone arrestate, tra queste avvocati giornalisti, e soprattutto alti ufficiali dell’esercito, da sempre una categoria di intoccabili in Turchia.

L’opinione pubblica è spaccata. Sono alla sbarra nomi importanti del panorama istituzionale turco. I cittadini si dividono tra innocentisti e colpevolisti, ma c‘è anche chi contesta la legittimità stessa dell’inchiesta.