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Ankara, 1 mar. (Apcom) - Le relazioni tra Turchia
e Stati Uniti e il riavvicinamento turco-armeno soffriranno se il congresso
americano votasse un testo che riconosce come genocidio i massacri degli armeni
commessi sotto l'impero otomano. E' il monito che ha lanciato il ministero degli
Esteri turco.
Un avvertimento che avviene mentre la commissione
degli affari esteri della Camera dei Rappresentanti americana deve riunirsi
giovedì per discutere una risoluzione sui massacri di armeni, avvenuti dal 1915
al 1917 in Anatolia. "Ci aspettiamo dalla commissione (...) che respinga la
bozza di risoluzione in questione, che nuocerebbe ai rapporti tra Turchia e
Stati Uniti e provocherebbe un'interruzione degli sforzi in vista di una
normalizzazione delle relazioni tra Turchia e Armenia", ha affermato il
ministero in un comunicato, "Vogliamo credere che i membri della commissione
siano coscienti dei danni che la loro bozza di risoluzione provocherà agli
sforzi di pace e di stabilità nel Caucaso sud e che agiranno a questo proposito
con responsabilità", ha proseguito il documento.
La questione del genocidio armeno è fonte di
attrito diplomatico. L'amministrazione americana si astiene dal ricorrere a
questa espressione per non danneggiare le relazioni con la Turchia, membro della
Nato e alleato privilegiata di Washington in Medio Oriente. Il presidente
americano Barack Obama, che aveva promesso durante la campagna elettorale il
riconoscimento del genocidio armeno, ha rinunciato a utilizzare questo termine
mentre gli Stati Uniti hanno sforzi in corso per una normalizzazione dei
rapporti tra Turchia e Armenia, che non intrattengono relazioni diplomatiche e
la cui frontiera comune è chiusa. Gli armeni esercitano pressioni perché siano
riconosciuti come un genocidio i massacri e le deportazioni che, tra il 1915 e
il 1917, hanno ucciso secondo loro più di un milione e mezzo di persone. La
Turchia ammette che sono morte tra le 300mila e le 500mila persone, non vittime
di una campagna di distruzione ma del caos degli ultimi anni dell'impero
ottomano. Contesta la nozione di genocidio riconosciuta - per citate alcuni casi
- da Francia, Canada o Parlamento europeo.
Il testo della bozza di risoluzione americana
parla apertamente di "genocidio armeno" condotto tra il 1915 e il 1923
dall'impero ottomano. La bozza di risoluzione, testo che non ha non forza di
legge, invita il presidente americano a "definire in modo preciso la distruzione
sistematica e deliberata di un milione e mezzo di armeni come genocidio".
Parallelamente Michael Hammer, il portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza
(Nsc), ha precisato che il presidente aveva espresso nel 2009 "la sua posizione
sugli eventi del 1915 e il suo punto di vista non è cambiato" da allora. "Il
nostro interesse resta un riconoscimento pieno, franco e giusto dei fatti", ha
aggiunto, prima di precisare: "Continuiamo a pensare che il modo migliore per
raggiungere questo scopo sia che gli armeni e i turchi considerino i fatti del
passato come una parte del loro sforzo attuale di normalizzazione". |