Le tensioni non fermano turisti armeni: è boom arrivi in Turchia Apcom 06.08.2010

Fra le mete preferite Antalya, ogni anno 30% in più di presenze

I rapporti diplomatici fra Armenia e Turchia rimangono tesi, ma il turismo, si sa, non conosce frontiere e per il Paese della Mezzaluna il risultato è che quest'estate c'è un vero e proprio boom di turisti provenienti dalla Repubblica Caucasica tradizionalmente in rapporti tesi con Ankara. A dirlo sono proprio i tour operator armeni, intervistati dal quotidiano Hurriyet. Il più importante degli operatori, Tez Tour, non ha dubbi: gli armeni amano sempre più la Turchia come terra di vacanza, nonostante gli inviti della stampa locale a boicottare le spiagge e i mari della Mezzaluna. Nel 2009 il totale dei turisti armeni in Turchia è arrivato a quota 50mila presenze. E quest'anno, nonostante la crisi e la situazione diplomatica critica fra i due Paesi, si stima un aumento del 30%, in linea con una tendenza ormai in voga da tre anni. La sola Tez Tour quest'anno ha portato in Turchia 7.000 persone. La meta preferita è Antalya, la località della costa meridionale, regina delle vacanze anche per i russi e, prima della crisi fra Ankara e Tel Aviv, anche dei turisti provenienti da Israele. La stagione si protrae fino a ottobre, quando i prezzi sono più bassi. Gli armeni in vacanza in Turchia spendono da un minimo di 500 dollari a un massimo di 2.000. La Mezzaluna nelle preferenze armene arriva persino prima di altre mete più a buon mercato, come Sharm el-Sheikh in Egitto o Dubai.


Istanbul, 5 ago. (Apcom-Nuova Europa) - Fra le preferenze dei turisti dalla repubblica caucasica non c'è solo il mare. Molti infatti si dirigono nell'Est del Paese, dove si trovano alcuni monumenti armeni. E dove svetta il Monte Ararat, sacro alla religione armena, simbolo nazionale, ma per una tragica ironia della sorte in territorio turco. Particolarmente gettonata la città di Ani, vicino a Kars e al confine con la repubblica caucasica, oltre alla chiesa sull'isola di Akdamar, il più importante monumento armeno in terra turca.

Turismo a parte, i rapporti fra Turchia e Armenia restano tesi, fondamentalmente per due motivi. Il massacro del 1915, che Erevan vorrebbe vedere riconosciuto come "genocidio" e che Ankara non vuole ammettere. Secondo l'Armenia nel 1915 morirono oltre un milione di armeni, sterminati in modo premeditato dalle truppe ottomane. Secondo la Turchia le vittime furono al massimo un milione di persone, e non vennero uccise seguendo un preciso piano.

I rapporti sono tesi anche per la questione del Nagorno Karabakh, regione a maggioranza armena, ma nel cuore dell'Azerbaigian, teatro di una sanguinosa guerra negli anni Novanta, dove la Turchia ha sempre preso le parti di Baku. Nell'ottobre dello scorso anno è stato firmato un protocollo per la normalizzazione dei rapporti che era stato accompagnato da grandi speranze. Ma dopo quasi un anno i lavori sono praticamente fermi.