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4.23
pm: Rischia
quattro anni in base al famigerato articolo 301 -- Ripetizione con titolo
corretto -- Istanbul, 11 dic. (Apcom) - Terzo processo in un anno e mezzo per
Hrant Dink, giornalista armeno e direttore della rivista «Agos».
Dink
domani mattina alle 10 dovrà presentarsi presso il tribunale penale di Sisli,
quartiere di Istanbul, e subire un nuovo processo.
L'accusa
è sempre la stessa: aver infranto l'articolo 301 del nuovo codice penale turco,
che punisce l'offesa all'identità turca, e che Bruxelles ha chiesto più volte
quantomeno di modificare, perché considerato una limitazione alla libertà di
espressione. Dink va sotto processo per aver parlato de genocidio perpetrato dai
turchi contro gli Armeni nel 1915, e che nel Paese della Mezzaluna è ancora un
tabù. Sembra quasi un paradosso, ma Dink va alla sbarra proprio nei giorni in
cui l'Europa potrebbe decidere lo stop ai negoziati di adesione per il Paese
della Mezzaluna, se non verrà trovato un accordo sulla questione Cipro, per un
articolo che l'Europa stessa ha criticato più volte. Ad accusare Hrant Dink è
Kemal Kerencsiz, lo stesso che ha trascinato in tribunale il premio Nobel Orhan
Pamuk e
la scrittrice Elif Shafak
e che a forza di perseguitare intellettuali è diventato uno dei legali più
noti del Paese.
Il
direttore del settimanale Agos nel Paese è noto per la sua personale
opposizione all'articolo 301 del nuovo codice penale.
Per
Dink si tratta del terzo processo. Il 7 ottobre 2005 è stato condannato a 6
mesi di reclusione, pena che è stata successivamente sospesa. Il 6 febbraio di
quest'anno è stato assolto, mentre nel luglio scorso è stato incriminato
nuovamente.
Per
una strana ironia della sorte, il giornalista sarà giudicato nello stesso posto
dove il 16 dicembre dello scorso anno è entrato il Premio Nobel Orhan Pamuk,
anche lui sotto tiro da parte della giustizia turca per aver parlato del
genocidio armeno durante l'intervista a un settimanale svizzero. Il suo calvario
finì il 7 febbraio successivo, quando il ministro della Giustizia turco Cemil
Cicek sospese il procedimento a suo carico, anche a causa dele pressioni di
Bruxelles.
Il
21 settembre scorso è stata la volta di Elif Shafak, incriminata al sesto mese
di gravidanza e che ha subito il processo pochi giorni dopo il parto. La sua
colpa era di aver fatto parlare alcuni personaggi del suo ultimo romanzo «Baba
ve Pic» del genocidio armeno, quindi per una storia di pura finzione. La Shafak
è stata assolta alla prima udienza perché il fatto non sussiste. Il 19
dicembre prossimo sarà la volta di Ipek Calislar, rea di aver offeso la memoria
di Mustafa Kemal Ataturk con il suo libro «Latife Hanim».
4.28
pm Si torna in aula il prossimo 18 aprile Istanbul, 12 dic. (APcom) - Il
processo contro Hrant Dink, giornalista armeno e direttore della rivista Agos,
è stato aggiornato al prossimo 18 aprile. Lo ha reso noto il principale
avvocato dell'accusa, Kemal Kerencsiz, che si è allontanato dal tribunale di
Sisli (Istanbul) senza voler parlare con i giornalisti, ma che prima
dell'udienza, parlando ad Apcom, aveva ipotizzato il rinvio.
Previsione
fatta considerando «il clima generale che si è venuto a creare» ha detto
l'avvocato, lasciando intendere che il delicato momento nei rapporti con l'Ue
non poteva non pesare. Il processo è stato aperto e aggiornato, infatti,
all'indomani dell'accordo a Bruxelles per una parziale sospensione dei negoziati
di adesione con la Turchia. Istruito in base a quell'articolo 301 che l'Europa
vorrebbe abolito, o quantomeno emendato, per Dink è il terzo in pochi anni.
L'accusa
è di aver offeso l'identità turca per aver parlato del genocidio armeno del
1915.
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