Rischia quattro anni di prigione in base al famigerato articolo 301 - Apcom 12.12.06

4.23 pm: Rischia quattro anni in base al famigerato articolo 301 -- Ripetizione con titolo corretto -- Istanbul, 11 dic. (Apcom) - Terzo processo in un anno e mezzo per Hrant Dink, giornalista armeno e direttore della rivista «Agos».

Dink domani mattina alle 10 dovrà presentarsi presso il tribunale penale di Sisli, quartiere di Istanbul, e subire un nuovo processo.

L'accusa è sempre la stessa: aver infranto l'articolo 301 del nuovo codice penale turco, che punisce l'offesa all'identità turca, e che Bruxelles ha chiesto più volte quantomeno di modificare, perché considerato una limitazione alla libertà di espressione. Dink va sotto processo per aver parlato de genocidio perpetrato dai turchi contro gli Armeni nel 1915, e che nel Paese della Mezzaluna è ancora un tabù. Sembra quasi un paradosso, ma Dink va alla sbarra proprio nei giorni in cui l'Europa potrebbe decidere lo stop ai negoziati di adesione per il Paese della Mezzaluna, se non verrà trovato un accordo sulla questione Cipro, per un articolo che l'Europa stessa ha criticato più volte. Ad accusare Hrant Dink è Kemal Kerencsiz, lo stesso che ha trascinato in tribunale il premio Nobel Orhan Pamuk e la scrittrice Elif Shafak e che a forza di perseguitare intellettuali è diventato uno dei legali più noti del Paese.

Il direttore del settimanale Agos nel Paese è noto per la sua personale opposizione all'articolo 301 del nuovo codice penale.

Per Dink si tratta del terzo processo. Il 7 ottobre 2005 è stato condannato a 6 mesi di reclusione, pena che è stata successivamente sospesa. Il 6 febbraio di quest'anno è stato assolto, mentre nel luglio scorso è stato incriminato nuovamente.

Per una strana ironia della sorte, il giornalista sarà giudicato nello stesso posto dove il 16 dicembre dello scorso anno è entrato il Premio Nobel Orhan Pamuk, anche lui sotto tiro da parte della giustizia turca per aver parlato del genocidio armeno durante l'intervista a un settimanale svizzero. Il suo calvario finì il 7 febbraio successivo, quando il ministro della Giustizia turco Cemil Cicek sospese il procedimento a suo carico, anche a causa dele pressioni di Bruxelles.

 

Il 21 settembre scorso è stata la volta di Elif Shafak, incriminata al sesto mese di gravidanza e che ha subito il processo pochi giorni dopo il parto. La sua colpa era di aver fatto parlare alcuni personaggi del suo ultimo romanzo «Baba ve Pic» del genocidio armeno, quindi per una storia di pura finzione. La Shafak è stata assolta alla prima udienza perché il fatto non sussiste. Il 19 dicembre prossimo sarà la volta di Ipek Calislar, rea di aver offeso la memoria di Mustafa Kemal Ataturk con il suo libro «Latife Hanim».  

 


4.28 pm Si torna in aula il prossimo 18 aprile Istanbul, 12 dic. (APcom) - Il processo contro Hrant Dink, giornalista armeno e direttore della rivista Agos, è stato aggiornato al prossimo 18 aprile. Lo ha reso noto il principale avvocato dell'accusa, Kemal Kerencsiz, che si è allontanato dal tribunale di Sisli (Istanbul) senza voler parlare con i giornalisti, ma che prima dell'udienza, parlando ad Apcom, aveva ipotizzato il rinvio.

 

Previsione fatta considerando «il clima generale che si è venuto a creare» ha detto l'avvocato, lasciando intendere che il delicato momento nei rapporti con l'Ue non poteva non pesare. Il processo è stato aperto e aggiornato, infatti, all'indomani dell'accordo a Bruxelles per una parziale sospensione dei negoziati di adesione con la Turchia. Istruito in base a quell'articolo 301 che l'Europa vorrebbe abolito, o quantomeno emendato, per Dink è il terzo in pochi anni.

L'accusa è di aver offeso l'identità turca per aver parlato del genocidio armeno del 1915.