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Roma, 16 mar. (Apcom-Nuova
Europa) - L'Armenia accusa la Turchia di mettere a serio
rischio il processo di normalizzazione dei rapporti
bilaterali, creando nuovi "difficoltà ed ostacoli". Ma in
realtà il problema che torna a citare il ministro degli
Esteri Edward Nalbandyan non è affatto nuovo: il mancato
riconoscimento del genocidio armeno e relativi problemi in
Turchia con i Paesi di diverso avviso.
L'ultimo episodio che ha
rinfocolato le tensioni sull'argomento è stato il voto della
Commissione Esteri della Camera Usa. "Le dichiarazioni
infondate da parte turca sul fatto che la risoluzione
all'esame o adottata presso la Camera dei rappresentanti
Usa, dal parlamento svedese e in altri Paesi potrebbe
danneggiare la normalizzazione turco-armena sono solo uno
scudo per coprire il fatto che la stessa Turchia non
risparmia sforzi per creare precondizioni che generano
difficoltà e ostacoli nel processo di normalizzazione",
sostiene il capo della diplomazia di Erevan, come riporta
Interfax.
Il pubblico auspicio di
Nalbandyan è che "le autorità turche comprendano la gravità
delle conseguenze che il perserverare di questa politica
potrebbe avere".
Il voto della Commissione
Esteri della Camera Usa di una risoluzione che riconosce
come genocidio i massacri di armeni in Turchia durante la
Seconda guerra mondiale ha portato Ankara e Washington
sull'orlo della crisi diplomatica e i vertici turchi hanno
esplicitamente paventato anche il fallimento del processo di
normalizzazione nei rapporti con l'Armenia. |