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Istanbul, 19 lug. (Apcom-Nuova Europa) - Non ci
sarà nessuna apertura del confine con l'Armenia. Lo ha detto chiaro e tondo il
ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu nel corso di una conferenza di
Kazakhstan, smentendo così una voce che era trapelata sui mezzi di informazione
turchi nei giorni scorsi.
"Non è nelle nostre intenzioni aprire il confine
con l'Armenia - ha detto Davutoglu - Non lo abbiamo in agenda ed è inutile avere
aspettative riguardo a questo argomento. Le notizie riportate sull'argomento
sono quindi false".
Il confine con l'Armenia è chiuso dal 1993. Due
dossier pesano in particolare sui rapporti fra i due stati. Il primo è quello
dei massacri del 1915 condotti dalle armate ottomane ai danni della minoranza
armena che viveva sui territori dell'Impero e che Erevan vorrebbe vedere
riconosciuti come "genocidio". La Turchia ha sempre rifiutato il riconoscimento,
affermando che ci furono dei morti anche da parte turca e che non si trattò di
sterminio premeditato. Lotta anche sui numeri. Per l'Armenia il bilancio è di un
milione di morti, per la Turchia al massimo di 300mila persone.
C'è poi la questione del Nagorno Karabakh,
l'enclave a regione a maggioranza armena nel cuore dell'Azerbaigian, teatro di
una sanguinosa guerra negli anni Novanta dove Ankara ha sempre preso le parti di
Baku. Proprio questo conflitto nel 1993 ha portato alla chiusura del confine.
Lo scorso ottobre a Zurigo con non poca fatica è
stata raggiunta la firma di un protocollo per la normalizzazione dei rapporti,
che però si è arenato poche settimane dopo a firma |