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Il Premier Erdogan non soddisfatto delle
sconcertanti dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa all’emittente televisiva
BBC nelle quali affermava la sua intenzione di “deportare centomila armeni”, nel
tentativo di ammorbidire questa sua uscita non riesce a nascondere le sue vere
intenzioni.
Dichiara questa volta che non era sua
intenzione di prendere immediatamente una decisione di tal genere (circa
l’espulsione degli armeni). Allora ci domandiamo se non è nell’immediato sarà
nel prossimo futuro? Che cosa è questa? Una promessa o una minaccia?
Bontà sua Erdogan afferma di essere stato
frainteso e che il suo scopo era quello di far conoscere al mondo l’approccio
“tollerante della Turchia nei confronti di queste persone” : dovremmo essergli
grati solo per il fatto di aver considerato tali gli armeni?
Purtroppo lo spettro del 1915 ritorna e le
ferite ancora non rimarginate si riaprono di nuovo.
Mentre il mondo sta a guardare, gli
armeni continuano a lottare per il loro diritto alla Memoria con la speranza che
la storia, quella del 1915, non si ripeta.
www.comunitaarmena.it
Turchia/ Espulsione clandestini armeni,Erdogan
fa marcia indietro
Non è questa la sua intenzione
nell'immediato
Istanbul, 20 mar. (Apcom) - Il primo ministro
turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di non aver intenzione
nell'immediato di espellere dal Paese i clandestini
armeni. Una retromarcia, dunque, dopo la minaccia lanciata questa settimana che
ha scatenato l'indignazione in Turchia e all'estero.
Ha però chiesto ai Paesi occidentali di smettere
di condannare Ankara per il "genocidio" del popolo armeno, accusandoli di
"ingerenza" nelle relazioni turco-armene. Erdogan aveva dichiarato martedì al
servizio turco della Bbc che aveva intenzione di espellere i clandestini armeni
se i parlamenti dal mondo avessero continuato a votare risoluzioni sul
"genocidio" degli armeni da parte dei turchi durante la prima guerra mondiale,
come avvenuto nelle ultime settimane negli Stati Uniti e in Svezia.
Il primo ministro ha spiegato, durante una
riunione con gli artisti turchi, che le sue osservazioni miravano in realtà ad
"attirare l'attenzione mondiale sul nostro approccio
tollerante nei confronti di queste persone" (i clandestini armeni) e
non intendevano che "prenderemo immediatamente una
decisione" sull'espulsione.
I massacri e le deportazioni di armeni dell'Impero
ottomano hanno provocato, tra il 1915 e il 1917 circa, un milione e mezzo di
morti secondo gli armeni. La Turchia parla di un numero di vittime compreso tra
250mila a 500mila e contesta apertamente la nozione di "genocidio" riconosciuta
da Parigi, Ottawa e il Parlamento europeo. "Quello che dico, è che coloro che
votano queste risoluzioni senza fondamento (su un genocidio)...dovevano
considerare l'approccio umanitario che abbiamo per quanto riguarda questo
problema...Non dovrebbero interferire nei rapporti che abbiamo con i nostri
vicini", ha aggiunto.
Turchia e Armenia hanno firmato nell'ottobre 2009
due testi che prevedono l'instaurazione di relazioni diplomatiche e la
riapertura della loro frontiera, che devono ancora essere ratificate dai
rispettivi parlamenti. Da allora sono però emersi contrasti, in particolare su
questo tragico passato. |