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Passo storico proprio
nel mezzo di tensioni su genocidio armeni
Istanbul, 25 mar. (Apcom-Nuova
Europa) - La Turchia compie un passo storico. La chiesa armena di Surp Hac (la
Santa Croce) sull'isola di Akdamar, in mezzo al lago di Van, il più importante
monumento armeno in terra turca, verrà riaperta al culto una volta all'anno. Lo
ha reso noto lo stesso ministero della Cultura tramite un comunicato stampa.
La chiesa era stata riaperta
nel 2007 dopo un restauro che aveva lasciato spazio a qualche polemica. Dalla
sommità della Chiesa infatti era stata tolta la croce e ancora oggi si dibatte
se rimetterla o meno. Da momento della riapertura, il patriarca armeno Mesrob II
aveva ripetutamente chiesto al governo un gesto simbolico, la possibilità per i
fedeli armeni di poter tornare a pregare in quel luogo almeno una volta
all'anno.
A gennaio il ministro della
Cultura Gunay aveva annunciato l'avvicinarsi della conclusione dell'iter legale
per fare riaprire il luogo al culto. La chiesa infatti è classificata come
museo, quindi non avrebbe potuto essere adibita alla preghiera.
La riapertura della chiesa fu
il primissimo passo del riavvicinamento fra Turchia e Armenia, che proprio in
questi giorni sembra essere messo a repentaglio dalle votazioni della
Commissione Affari esteri del Congresso Usa e del parlamento svedese di
riconoscere come genocidio i massacri subiti dai turchi ai danni degli armeni
nel 1915. Un eccidio che la Turchia ha sempre negato, contrapponendo la sua
versione dei fatti. |