APPELLO AI   DEPUTATI   ITALIANI  DEL  PARLAMENTO  EUROPEO  - 22.10.2007

Il prossimo 24 ottobre è in programma la discussione e relativa votazione su le “Dichiarazioni del Consiglio e della Com missione (in merito ai) progressi compiuti dalla Turchia in vista dell’adesione”.

 

Le difficoltà che sta incontrando la Turchia nel suo lento cammino di avvicinamento all’Unione Europea, con oggettivi problemi di un inserimento ostacolato peraltro dall’atteggiamento, spesso poco incline al dialogo, da parte del Governo di Ankara sono ben note a tutti.

 

Lo stesso Parlamento Europeo ha più volte sollevato, sin dal 1987, il tema dei rapporti tra Turchia ed Armenia, con particolare riferimento al mancato riconoscimento del genocidio armeno del 1915 ed alla chiusura unilaterale della frontiera da parte turca.

 

Accanto a coloro che ritengono fermamente che sia immorale sorvolare sulla politica negazionista turca a discapito dei principi di diritto e di etica sui quali si fonda il Consesso europeo, vi sono taluni settori del Parlamento che credono sia opportuno agevolare il percorso turco di adesione alla UE omettendo di inserire nell’agenda politica dei colloqui argomenti che suscitino l’irritazione di Ankara: fra questi, appunto, il riconoscimento del Genocidio armeno.

 

Tale politica, definibile di “opportunità”, rischia tuttavia di scavare un solco incolmabile tra le aspirazioni turche e la Com unità Europea : non è, infatti, nascondendo la propria storia, o rinnegandola, che la Turchia potrà entrare a far parte della storia d’Europa, anzi siamo convinti che accondiscendere all’intolleranza dei negazionisti, significa togliere alla società turca il diritto di maturare democraticamente verso quegli standard richiesti a tutti i paesi membri dell’Unione.

 

Riteniamo pertanto necessario che in sede di votazione sui progressi compiuti da Ankara in vista dell’adesione non si dimentichi di ricordare con forza all’interlocutore turco come fra i requisiti richiesti per l’ingresso nell’ Unione Europea vi sia anche quello dell’abbandono della politica negazionista e aggressiva sin qui seguita dalla Turchia.

 

Tralasciare completamente ogni riferimento alla questione armena, rappresenterebbe, come detto un ostacolo, dal punto di vista politico e morale, all’adesione turca, ed un tradimento di quei valori per i quali è stata costituita l’Unione Europea stessa.

 

Le Com unità, le istituzioni e le associazioni armene firmatarie guardano con fiducia al senso di responsabilità dei deputati italiani al Parlamento Europeo ed alla loro sensibilità sul tema.

 

 

Unione degli Armeni d’ It alia (Milano); Com unità armena di Roma (Roma), Casa Armena (Milano), Congregazione dei Padri Mekhitaristi (Venezia), Pontificio Collegio Armeno (Roma), Chiesa Apostolica Armena in It alia (Milano), Amministrazione della Chiesa Apostolica Armena in It alia (Milano), Associazione It aliarmenia (Padova), Unione Generale Armena di Beneficenza (Milano), Centro Studi e documentazione della cultura armena (Venezia), Associazione della Com unità Armena di Roma e del Lazio (Roma),  Associazione “Padus-Araxes” (Venezia), Associazione di Amicizia It alo-Armena “Zatik” (Roma),   Associazione “Amici dell’Armenia” (Bagnacavallo), Associazione Arcobaleno (Padova), Redazione Akhtamar On Line (Roma), Com itato dei Giusti “GARIWO” (Milano), Associazione It alarmena (Martina Franca), La Voce Armena (Venezia), Fondazione Umanitaria “San Camillo” dell’Ordine dei Camilliani, Associazione “Zizernag” (Udine), Associazione “Amici di Panik” (Camponogara), Associazione “Bergamo-Spitak” (Bergamo), Redazione www.comunitaarmena.it  (Roma).