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Il
prossimo 24 ottobre è in programma la discussione e relativa votazione su le “Dichiarazioni
del Consiglio e della
Com
missione (in merito ai) progressi compiuti dalla Turchia in vista
dell’adesione”.
Le
difficoltà che sta incontrando la Turchia nel suo lento cammino di
avvicinamento all’Unione Europea, con oggettivi problemi di un inserimento
ostacolato peraltro dall’atteggiamento, spesso poco incline al dialogo, da
parte del Governo di Ankara sono ben note a tutti.
Lo
stesso Parlamento Europeo ha più volte sollevato, sin dal 1987, il tema dei
rapporti tra Turchia ed Armenia, con particolare riferimento al mancato
riconoscimento del genocidio armeno del 1915 ed alla chiusura unilaterale della
frontiera da parte turca.
Accanto
a coloro che ritengono fermamente che sia immorale sorvolare sulla politica
negazionista turca a discapito dei principi di diritto e di etica sui quali si
fonda il Consesso europeo, vi sono taluni settori del Parlamento che credono sia
opportuno agevolare il percorso turco di adesione alla UE omettendo di inserire
nell’agenda politica dei colloqui argomenti che suscitino l’irritazione di
Ankara: fra questi, appunto, il riconoscimento del Genocidio armeno.
Tale
politica, definibile di “opportunità”, rischia tuttavia di scavare un solco
incolmabile tra le aspirazioni turche e
la
Com
unità Europea
: non è, infatti, nascondendo la propria storia, o rinnegandola, che la
Turchia potrà entrare a far parte della storia d’Europa, anzi siamo
convinti che accondiscendere all’intolleranza dei negazionisti, significa
togliere alla società turca il diritto di maturare democraticamente verso
quegli standard richiesti a tutti i paesi membri dell’Unione.
Riteniamo
pertanto necessario che in sede di votazione sui progressi compiuti da Ankara in
vista dell’adesione non si dimentichi di ricordare con forza
all’interlocutore turco come fra i requisiti richiesti per l’ingresso
nell’ Unione Europea vi sia anche quello dell’abbandono della politica
negazionista e aggressiva sin qui seguita dalla Turchia.
Tralasciare
completamente ogni riferimento alla questione armena, rappresenterebbe, come
detto un ostacolo, dal punto di vista politico e morale, all’adesione turca,
ed un tradimento di quei valori per i quali è stata costituita l’Unione
Europea stessa.
Le
Com
unità, le istituzioni e le associazioni armene firmatarie guardano con fiducia
al senso di responsabilità dei deputati italiani al Parlamento Europeo ed alla
loro sensibilità sul tema.
Unione
degli Armeni d’
It
alia (Milano);
Com
unità armena di Roma (Roma), Casa Armena (Milano), Congregazione dei Padri
Mekhitaristi (Venezia), Pontificio Collegio Armeno (Roma), Chiesa Apostolica
Armena in
It
alia (Milano), Amministrazione della Chiesa Apostolica Armena in
It
alia (Milano), Associazione
It
aliarmenia (Padova), Unione Generale Armena di Beneficenza (Milano), Centro
Studi e documentazione della cultura armena (Venezia), Associazione della
Com
unità Armena di Roma e del Lazio (Roma), Associazione “Padus-Araxes”
(Venezia), Associazione di Amicizia
It
alo-Armena “Zatik” (Roma), Associazione “Amici
dell’Armenia” (Bagnacavallo), Associazione Arcobaleno (Padova), Redazione
Akhtamar On Line (Roma),
Com
itato dei Giusti “GARIWO” (Milano), Associazione
It
alarmena (Martina Franca),
La Voce Armena
(Venezia), Fondazione Umanitaria “San Camillo” dell’Ordine dei Camilliani,
Associazione “Zizernag” (Udine), Associazione “Amici di Panik” (Camponogara),
Associazione “Bergamo-Spitak” (Bergamo),
Redazione www.comunitaarmena.it
(Roma).
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