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UN APPELLO AI
GIORNALISTI ITALIANI
PERCHE’ NON
ABBANDONINO
I LORO
COLLEGHI DI AGOS
Apprendiamo da un lancio di Apcom
(in calce) con rabbia e sgomento
che nuove deliranti e serie minacce sono giunte alla redazione del giornale
armeno “Agos” di Istambul, fondato dodici anni fa da Hrant Dink ucciso nel 2007
dal nazionalista turco Ogun Samast.
A distanza di tre anni dall’omicidio ancora non è
giunto a conclusione il processo a carico dell’assassino e dei suoi complici; è
in atto un evidente tentativo di proteggere i mandanti del delitto da ricercare
nei circoli ultranazionalisti e negli apparati dello stato turco.
Hrant Dink, che pure viene ricordato in Turchia
da migliaia di “coraggiosi”, sembra sia stato lasciato solo dai colleghi
occidentali. Le redazioni dei giornali europei, e di quelli italiani in
particolare, paiono aver rapidamente dimenticato il suo sacrificio.
Dink è stato processato ai sensi dell’art. 301 del
codice penale turco (“attentato alla turchità”) per quello che scriveva,
è stato condannato ed infine è stato pure giustiziato.
Una settimana dopo il suo assassinio le Comunità
armene in Italia organizzarono una manifestazione a suo ricordo in piazza del
Campidoglio a Roma: vi parteciparono delegazioni armene, curde e persino turche
riunite nella stessa piazza per commemorare un uomo di pace, di dialogo e di
tolleranza.
Da tre anni il Consiglio per la comunità armena
di Roma ha istituito un premio giornalistico a lui dedicato in
collaborazione con l’associazione “Reporter senza frontiere” (ultimo premiato lo
scorso gennaio il vice direttore del TG5 Toni Capuozzo): a parte qualche
lodevole eccezione i colleghi italiani di Dink hanno dimenticato di
ricordarlo.
Ora arrivano le nuove minacce di morte e gli
attacchi hacker al sito di Agos.
Al settimanale continuano a lavorare
professionisti che rischiano ogni giorno la vita per fare ciò che in molte altre
parti del mondo, Italia compresa, è considerata una ambita e gratificante
professione.
Lasciarli soli equivarrebbe ad una condanna
a morte.
redazione
Comunitaarmena.it
Turchia/ Attacco hacker con foto e minacce a
testata lingua armena
Violato sito del periodico fondato da Hrant Dink,ucciso 3 anni fa
Istanbul, 12
feb. (Apcom-Nuova Europa) -
Foto del
killer del giornalista armeno Hrant Dink e pesanti minacce ai colleghi che
ancora lavorano per la testata. Per la redazione del settimanale Agos, in lingua
turca e armena, è stato un pessimo modo di entrare nel settimana. Il periodico è
stato fondato da Dink 12 anni fa e rappresenta un punto di riferimento per la
comunità armena a Istanbul. E questa mattina alcuni Hackers sono riusciti a
mettere sulla home page della testata la foto di Ogun Samast, il giovane
fanatico che uccise Dink nel centro di Istanbul tre anni fa.
La foto è
accompagnata da un lungo messaggio, che inizia con il saluto islamico a Ogun
Samast. Il testo è tutto contro i giornalisti di Agos ed è inquietante. Il gesto
di oggi viene descritto come "un'azione che vuole propagarsi come un veleno fra
coloro che si oppongono ai poteri attuali".
Nel testo si
legge: "Agiamo a nome della bandiera turca, che non era su questo sito, e nel
nome della Repubblica Turca. Se non cambiate le vostre parole e i vostri
articoli in modo che noi riterremo opportuno, ci saranno ancora nuovi Ogun
Samast e nuovi Hrant Dink. Pensare che siate intelligenti è la vostra peggiore
ignoranza. Come i traditori che hanno rinunciato alla loro identità turca, un
giorno verrete espulsi dai confini di questo Paese".
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