COMUNICATO STAMPA: UN APPELLO AI GIORNALISTI ITALIANI PERCHE’ NON ABBANDONINO  I   LORO COLLEGHI DI  AGOS - 14.02.2010

 

UN APPELLO AI GIORNALISTI ITALIANI

PERCHE’ NON ABBANDONINO 

I   LORO COLLEGHI DI  AGOS

 

 

Apprendiamo da un lancio di Apcom  (in calce)  con rabbia e sgomento che nuove deliranti e serie minacce sono giunte alla redazione del giornale armeno “Agos” di Istambul, fondato dodici anni fa da Hrant Dink ucciso nel 2007 dal nazionalista turco Ogun Samast.

 

A distanza di tre anni dall’omicidio ancora non è giunto a conclusione il processo a carico dell’assassino e dei suoi complici; è in atto un evidente tentativo di proteggere i mandanti del delitto da ricercare nei circoli ultranazionalisti e negli apparati dello stato turco.

 

Hrant Dink, che pure viene ricordato in Turchia da migliaia di “coraggiosi”, sembra sia stato  lasciato solo dai colleghi occidentali. Le redazioni dei giornali europei, e di quelli italiani in particolare, paiono aver rapidamente dimenticato il suo sacrificio.

 

Dink è stato processato ai sensi dell’art. 301 del codice penale turco (“attentato alla turchità”) per quello che scriveva, è stato condannato ed infine è stato pure giustiziato.

Una settimana dopo il suo assassinio le Comunità armene in Italia organizzarono una manifestazione a suo ricordo in piazza del Campidoglio a Roma: vi parteciparono delegazioni armene, curde e persino turche riunite nella stessa piazza per commemorare un uomo di pace, di dialogo e di tolleranza.

 

Da tre anni il Consiglio per la comunità armena di Roma ha istituito un premio giornalistico a lui dedicato in collaborazione con l’associazione “Reporter senza frontiere” (ultimo premiato lo scorso gennaio il vice direttore del TG5 Toni Capuozzo): a parte qualche lodevole eccezione i colleghi italiani di Dink hanno dimenticato di ricordarlo.

 

Ora arrivano le nuove minacce di morte e gli attacchi  hacker al sito di Agos.

Al settimanale continuano a lavorare professionisti che rischiano ogni giorno la vita per fare ciò che in molte altre parti del mondo, Italia compresa, è considerata una ambita e gratificante professione.

 

Lasciarli soli equivarrebbe ad una condanna a morte.

 

 

redazione

Comunitaarmena.it

 

 

 

 

 

Turchia/ Attacco hacker con foto e minacce a testata lingua armena

Violato sito del periodico fondato da Hrant Dink,ucciso 3 anni fa

Istanbul, 12 feb. (Apcom-Nuova Europa) -

Foto del killer del giornalista armeno Hrant Dink e pesanti minacce ai colleghi che ancora lavorano per la testata. Per la redazione del settimanale Agos, in lingua turca e armena, è stato un pessimo modo di entrare nel settimana. Il periodico è stato fondato da Dink 12 anni fa e rappresenta un punto di riferimento per la comunità armena a Istanbul. E questa mattina alcuni Hackers sono riusciti a mettere sulla home page della testata la foto di Ogun Samast, il giovane fanatico che uccise Dink nel centro di Istanbul tre anni fa.

La foto è accompagnata da un lungo messaggio, che inizia con il saluto islamico a Ogun Samast. Il testo è tutto contro i giornalisti di Agos ed è inquietante. Il gesto di oggi viene descritto come "un'azione che vuole propagarsi come un veleno fra coloro che si oppongono ai poteri attuali".

Nel testo si legge: "Agiamo a nome della bandiera turca, che non era su questo sito, e nel nome della Repubblica Turca. Se non cambiate le vostre parole e i vostri articoli in modo che noi riterremo opportuno, ci saranno ancora nuovi Ogun Samast e nuovi Hrant Dink. Pensare che siate intelligenti è la vostra peggiore ignoranza. Come i traditori che hanno rinunciato alla loro identità turca, un giorno verrete espulsi dai confini di questo Paese".