UN APPELLO PER RAGIP ZARAKOGLU 10.11.2011

Abbiamo spesso lanciato da queste pagine “campagne” a difesa della verità e della libertà di informazione.

L'appello odierno assume un significato ancora più particolare perché riguarda un cittadino non armeno, ma turco. Un appello che va al di là dell’appartenenza ad una nazione o ad un popolo. Un appello per la libertà e per il diritto di opinione.

Ragip Zarakoglu, un intellettuale turco che è stato arrestato qualche giorno fa dalle autorità del suo paese con la presunta accusa di appartenere ad una cellula terroristica del PKK.

Zarakolu è stato in questi ultimi anni uno dei protagonisti del dialogo turco armeno per la riconciliazione; una voce che si è levata contro i tabù di regime, contro il negazionismo, per la libertà di espressione. È stato arrestato, unitamente ad altri intellettuali, per reati di opinione. È accusato di aver scritto libri “scomodi” (su curdi ed armeni) e di avere in programma conferenze all’estero.

Sul Corriere della Sera del 09.11.2011 il giornalista Gian Antonio Stella ha lanciato una richiesta d’aiuto prendendo spunto dall’appello lanciato, a favore della liberazione di Zarakoglu, da Gariwo – la Foresta dei Giusti. Anche l’International freedom of expression Exchange ha lanciato una petizione.


Fate girare il più possibile questo appello. Un piccolo aiuto per la libertà di informazione che in Italia è un diritto acquisito ed in Turchia ancora un miraggio.

 

Siamo per la libertà di opinione.

Contro ogni violenza e restrizione.

Per il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo.

ZarakoGlu Libero!


>>Articolo Osservatorio Iraq del 07.11.2011 "Le vite degli altri": lettera dalle prigioni turche...

>> Petizione International freedom of expression exchange

>> Appello Gariwo.it

>>Articolo CDS 09.11.2011 Aiutiamo Zarakolu e il dialogo turco-armeno.


Il negazionismo turco:

Nel 1915 e anni seguenti il governo dei Giovani Turchi sterminò la popolazione armena. Un milione e mezzo di morti nel primo genocidio del Novecento (sottocommissione diritti umani Onu - 1973). Da allora la Turchia ha sempre negato punendo anche con il carcere tutti coloro (intellettuali, giornalisti, accademici) osassero affrontare l’argomento. Il famigerato art. 301 del codice penale turco punisce il reato di “attentato al turchicità” ed è rivolto verso coloro che parlano di armeni, curdi, dell’occupazione di Cipro.Un bavaglio alla libertà di informazione che l’Europa ha più volte censurato.


"La mia detenzione e l'accusa di essere un membro di un'organizzazione illegale è un'intimidazione verso tutti gli intellettuali e democratici della Turchia e una manovra della campagna per isolare i curdi".

 Ragip Zarakoglu.