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Abbiamo spesso lanciato da queste pagine “campagne” a
difesa della verità e della libertà di
informazione.
L'appello odierno assume un significato ancora più
particolare perché riguarda un cittadino non armeno,
ma turco. Un appello che va al di là dell’appartenenza ad una nazione o ad un
popolo. Un appello per la libertà e per il diritto di opinione.
Ragip Zarakoglu,
un intellettuale turco che è stato arrestato qualche giorno fa dalle autorità
del suo paese con la presunta accusa di appartenere ad una cellula terroristica
del PKK.
Zarakolu è
stato in questi ultimi anni uno dei protagonisti del dialogo turco armeno per la
riconciliazione; una voce che si è levata contro i tabù di regime, contro il
negazionismo, per la libertà di espressione. È stato arrestato, unitamente ad
altri intellettuali, per reati di opinione. È accusato di aver scritto libri
“scomodi” (su curdi ed armeni) e di avere in programma conferenze all’estero.
Sul Corriere della Sera del
09.11.2011 il giornalista Gian Antonio Stella ha
lanciato una richiesta d’aiuto prendendo spunto dall’appello lanciato, a favore
della liberazione di Zarakoglu, da Gariwo – la Foresta
dei Giusti. Anche l’International freedom of expression Exchange ha lanciato una
petizione.
Fate girare il più
possibile questo appello. Un piccolo aiuto per la libertà di
informazione che in Italia è un diritto acquisito ed in Turchia ancora
un miraggio.
Siamo per la
libertà di opinione.
Contro ogni
violenza e restrizione.
Per il rispetto dei
diritti fondamentali dell'uomo.
ZarakoGlu Libero!
>>Articolo Osservatorio Iraq del 07.11.2011 "Le vite degli altri": lettera dalle prigioni turche...
>> Petizione International
freedom of expression exchange
>> Appello Gariwo.it
>>Articolo CDS 09.11.2011 Aiutiamo Zarakolu e il dialogo turco-armeno.
Il negazionismo turco:
Nel 1915 e anni seguenti il governo dei Giovani Turchi
sterminò la popolazione armena. Un milione e mezzo di morti nel primo genocidio
del Novecento (sottocommissione diritti umani Onu - 1973). Da allora la Turchia ha sempre negato punendo anche con il
carcere tutti coloro (intellettuali, giornalisti, accademici) osassero
affrontare l’argomento. Il famigerato art. 301 del codice penale turco punisce
il reato di “attentato al turchicità” ed è rivolto verso coloro che parlano di
armeni, curdi, dell’occupazione di Cipro.Un bavaglio alla libertà di
informazione che l’Europa ha più volte censurato.
"La mia detenzione e l'accusa
di essere un membro di un'organizzazione illegale è un'intimidazione verso tutti
gli intellettuali e democratici della Turchia e una manovra della campagna per
isolare i curdi".
Ragip Zarakoglu. |