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Nel
1919 la corte marziale ottomana condanna a morte in contumacia, con l'accusa di
"sterminio di tutto un popolo", i principali dirigenti politici
turchi, responsabili del genocidio del 1915 ai danni della popolazione armena.
La confusa situazione e i labili equilibri internazionali del dopoguerra fanno
sì che l'oblio scenda sui delitti commessi e le sentenze emesse in quell'estate
del 1919 non vengano mai eseguite.
La
Federazione Rivoluzionaria Armena e i suoi giovani militanti, però, non possono
dimenticare. Si organizzano e si mettono sulle tracce degli assassini. Si
impegnano meticolosamente nell'intento di arrivare là dove la giustizia
nazionale ed internazionale ha fallito: punire i colpevoli.
Arshavir
Shiragian, uno dei "giustizieri" dell'Operazione Nemesis, dà voce in
modo suggestivo e toccante agli anni della fredda vendetta. Shiragian narra
delle sue missioni, delle esecuzioni e di come l'atroce genocidio gli abbia
segnato per sempre la vita.
Pubblicate
per la prima volta nel 1976, ancora oggi, a distanza di anni, queste memorie
offrono una straordinaria testimonianza, portando in sé spunti di riflessione
su temi fondamentali quali giustizia, vendetta, crimini di massa e terrorismo.
Un
libro coinvolgente dove la vita di un singolo uomo, con le sue paure, i suoi
amori, le sue esperienze, si mescola con forza alla grande Storia.
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