"Condannato a Uccidere - memorie di un patriota armeno" di Arshavir Shiragian, prefazione di Marcello Flores - Guerini e Associati- 2005

Nel 1919 la corte marziale ottomana condanna a morte in contumacia, con l'accusa di "sterminio di tutto un popolo", i principali dirigenti politici turchi, responsabili del genocidio del 1915 ai danni della popolazione armena. La confusa situazione e i labili equilibri internazionali del dopoguerra fanno sì che l'oblio scenda sui delitti commessi e le sentenze emesse in quell'estate del 1919 non vengano mai eseguite.

La Federazione Rivoluzionaria Armena e i suoi giovani militanti, però, non possono dimenticare. Si organizzano e si mettono sulle tracce degli assassini. Si impegnano meticolosamente nell'intento di arrivare là dove la giustizia nazionale ed internazionale ha fallito: punire i colpevoli.

Arshavir Shiragian, uno dei "giustizieri" dell'Operazione Nemesis, dà voce in modo suggestivo e toccante agli anni della fredda vendetta. Shiragian narra delle sue missioni, delle esecuzioni e di come l'atroce genocidio gli abbia segnato per sempre la vita.

Pubblicate per la prima volta nel 1976, ancora oggi, a distanza di anni, queste memorie offrono una straordinaria testimonianza, portando in sé spunti di riflessione su temi fondamentali quali giustizia, vendetta, crimini di massa e terrorismo.

Un libro coinvolgente dove la vita di un singolo uomo, con le sue paure, i suoi amori, le sue esperienze, si mescola con forza alla grande Storia.