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Scritto da:
Dino Messina alle 11:44
In trasferta a Padova per le elezioni, non posso
non registrare una bella intervista alla scrittrice di origine armena Antonia
Arslan, l'autrice de "La masseria delle allodole" e "La strada di Smirne",
pubblicata oggi dal "Gazzettino". L'intervista realizzata da Sergio Frigo, sul
modello del "questionario di Proust", è una collazione di flash su ogni aspetto
della vita. Su quello pubblico, la Arslan tira una inaspettata stoccata, a
proposito del voto favorevole al riconoscimento del genocidio armeno espresso
dal Senato americano.
"La forte comunità armena americana - dice Arslan
- sta cercando di ottenere il sospirato traguardo di una inequivocabile
dichiarazione del Presidente, in occasione del giorno della memoria armeno, il
24 aprile. Obama lo aveva promesso in campagna elettorale, ma già adesso si sta
muovendo per bloccare quel voto. La Turchia purtroppo continua nella sua cieca
politica di negazionismo".
Prevarranno le ragioni della realpolitik e
dell'economia o quelle ideali nel riconoscimento che un milione e mezzo di
armeni furono massacrati negli anni attorno alla prima guerra mondiale? Perché
nemmeno l'America non può usare la parola genocidio? |