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COMUNICATO STAMPA
Erdogan
minaccia la deportazione di centomila armeni!
Il
"Consiglio per la comunità armena di Roma"
esprime
preoccupazione e condanna.
Ancora una
volta il Governo Turco ricorre a violente dichiarazioni nell’intento di
intimidire e mettere a tacere tutti coloro, istituzioni comprese, che cercano
di aiutare la società civile turca nel percorso intrapreso per fare i conti con
il proprio passato e con la propria storia.
Nel corso di una intervista rilasciata alla BBC il premier turco Erdogan ha
minacciato l'allontanamento di centomila armeni che vivono e lavorano nel paese.
Con toni che richiamano sinistramente quelli usati all'inizio del Novecento e
che ebbero il loro culmine con il Genocidio e l’annientamento di un milione e
mezzo di armeni.
La Turchia –
toccata dalle recenti prese di posizione internazionali di Stati Uniti e Svezia
- ricorre al consueto bagaglio di minacce e ritorsioni.
Ma questa
volta le affermazioni del leader turco sono risultate alquanto gravi e
assolutamente inopportune.
Anche laddove
volessero trovare una qualche giustificazione formale e/o giuridica (la presenza
di "irregolari" armeni in territorio turco ammesso e non concesso che ci siano
solo irregolari “armeni” in Turchia) rappresentano un'offesa al popolo che già
dai turchi ebbe a subire violenze indicibili, fanno riecheggiare gli orrori del
1915.
Le
dichiarazioni di Erdogan sono politicamente scorrette: come reagirebbe il mondo
se il Cancelliere tedesco tuonasse contro "irregolari ebrei"? Quelle parole non
verrebbero interpretate come un tragico seguito delle camere a gas di sessanta
anni fa?
Il Presidente
del Consiglio turco non riesce ad accorgersi, proprio in questo momento delicato
della storia, della gravità delle proprie affermazioni?
La questione è
che la Turchia non riesce ad adottare altra politica che non sia quella della
minaccia della forza e dell’intimidazione con l’unico scopo di posporre le
doverose ammissioni di quanto avvenuto in passato.
Il "Consiglio
per la comunità armena di Roma" si appella a tutte le forze civili e
politiche, chiedendo una ferma condanna dell'Italia e dell'Europa per le
gravissime dichiarazioni di Erdogan e l’attuazione di tutte le azioni politiche
ed umanitarie a difesa dell’inerme popolazione armena sopravvissuta in Turchia.
Con la speranza che la storia, quella tragica, non abbia a ripetersi.
Premier turco avverte: potremmo deportare 100mila
armeni
mercoledì 17 marzo 2010
ANKARA (Reuters) - Il primo ministro della
Turchia ha avvertito che potrebbe decidere la deportazione di circa 100mila
armeni che vivono in Turchia senza averne la cittadinanza, dopo una risoluzione
approvata dal una commissione congressuale Usa e dal Parlamento svedese che
definisce genocidio le uccisioni di armeni da parte degli ottomani nel corso
della Prima guerra mondiale.
Nei giorni scorsi, la Turchia ha ritirato gli
ambasciatori da Washington e Stoccolma dopo l'approvazione delle due
risoluzioni, che non sono vincolanti.
Il governo di Ankara ha anche avvertito che i
documenti votati potrebbero avere un impatto negativo sui passi avanti nel
fragile processo di riconciliazione tra Turchia e Armenia.
Durante un'intervista col servizio in lingua turca
della Bbc realizzata ieri, alla richiesta di esprimersi sulle risoluzioni, il
premier Tayyip Erdogan ha detto: "Attualmente sono 170mila gli armeni che vivono
nel nostro paese. Solo 70mila sono cittadini turchi, ma noi tolleriamo gli altri
100mila. Se necessario, potrei dover dire a quei 100mila di tornare nel loro
paese, perché non sono miei cittadini. Non devo tenerli nel mio paese".
La maggioranza degli armeni in Turchia vivono e
lavorano a Istanbul. Molti sono arrivati dopo il terremoto del 1988 e lavorano
illegalmente, spedendo a casa le loro rimesse.
Erdogan ha accusato gli esponenti della diaspora
armena di essere i responsabili delle risoluzioni approvate all'estero, e ha
invitato l'Armenia e altri paesi a non piegarsi alla loro lobby.
"L'Armenia ha un'importante decisione da prendere.
Deve liberarsi dal suo attaccamento alla diaspora. Ogni paese che si preoccupa
per l'Armenia, in particolare Usa, Francia e Russia, dovrebbe prima di tutto
aiutare l'Armenia a liberarsi dall'influenza della diaspora".
La questione dei massacri di armeni è molto
sensibile per la Turchia, che ammette l'uccisione di molti cristiani armeni da
parte degli ottomani ma respinge con forza la cifra di un milione e mezzo di
vittime e che si sia trattato di un genocidio.
La Turchia e l'Armenia si sono accordate nel 2009
per stabilire relazioni diplomatiche e aprire i confini se e quando i rispettivi
Parlamenti avranno approvato gli accordi di pace, ma finora non c'è stato alcun
voto e i due governi si sono accusati reciprocamente di cercare di modificare il
testo.
Turchia: in pericolo irregolari armeni
Premier minaccia espulsione come ritorsione contro
Usa-Svezia
(ANSA) - ANKARA, 17 MAR - Il premier turco
Erdogan ha minacciato di espellere le centinaia di migliaia di irregolari armeni
che lavorano in Turchia.La minaccia e' una ritorsione alle decisioni di Usa e
Svezia di riconoscere come 'genocidio' i massacri di armeni durante l'impero
ottomano. 'Questa gente -ha detto Erdogan riferendosi ai parlamentari Usa e
svedesi- fanno degli spettacoli con le loro risoluzioni. Ma danneggiano gli
armeni e i negoziati (per la normalizzazione Turchia-Armenia) si bloccano'.
Turchia, Erdogan minaccia l'espulsione di migliaia
di armeni
postato da PEACE REPORTER
Il premier turco reagisce duramente alle
risoluzioni di Usa e Svezia sul genocidio - Il premier turco Erdogan ha
minacciato di espellere le migliaia di immigrati irregolari armeni che vivono
nel Paese. Questa la polemica risposta turca alle risoluzioni con cui gli Usa e
la Svezia hanno riconosciuto come genocidio le stragi di armeni avvenute
all'inizio del Novecento. Le risoluzioni approvate recentemente colpiscono
soprattutto gli stessi cittadini armeni, ha dichiarato Erdogan, che si è detto
"non obbligato" a farli rimanere in Turchia. Nelle principali città del Paese
vivono migliaia di armeni, in particolare donne. Erdogan ha fatto anche
riferimento agli sforzi turchi per riavviare rapporti diplomatici con l'Armenia,
lamentando, però, una presunta scarsa disponibilità della controparte.
Turchia: disputa su genocidio, Erdogan minaccia
espulsione armeni irregolari
Londra, 17 mar. - (Adnkronos/Aki) - Il
premier turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato di espellere dal paese le
migliaia di immigrati irregolari armeni che vivono in Turchia, in risposta alle
risoluzioni adottate nelle scorse settimane in Svezia e Usa, che riconoscono
come 'genocidio' le stragi di armeni avvente all'inizio del secolo scorso. "Cosa
faro' domani (con i circa centomila armeni che risiedono in Turchia senza i
necessari documenti, ndr)? -si e' chiesto Erdogan in un'intervista rilasciata
ieri sera alla Bbc e rilanciata oggi con grande evidenza da gran parte della
stampa turca- Se necessario diro' loro 'Via, tornate nel vostro paese', non sono
obbligato a tenerli in Turchia".
TURCHIA: ERDOGAN MINACCIA DI ESPELLERE IRREGOLARI
ARMENI
(AGI/AFP) - Ankara, 16 mar. - Il primo
ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato di espellere i circa 100.000
lavoratori irregolari armeni. Si tratta dell'ultima ritorsione allo studio di
Erdogan dopo che Stati Uniti e Svezia hanno riconosciuto ufficialmente la
responsabilita' di Ankara nel genocidio armeno. Cio', ha detto il premier alla
Bbc, mina i tentativi di allentare la tensione con Erevan. "Se necessario diro'
a loro, 'tornatavene nel vostro Paese'...non sono obbligato a tenerli nel mio
Paese", ha detto Erdogan riferito agli armeni .
TURCHIA: ERDOGAN MINACCIA DI ESPELLERE 100. 000
ARMENI
(AGI) - Londra, 17 mar. - Il primo ministro
turco, Tayyip Erdogan, passa alla linea dura sulla questione del genocidio e
delle risoluzioni approvate da Usa e Svizzera e minaccia di espellere 100mila
armeni da Paese. In un'intervista alla Bbc, Erdogan ha spiegato che nel Paese ci
sono 170.000 armeni di cui 70.000 sono cittadini turchi. "Per quanto riguarda
gli altri 100.000 io potrei domani dire loro di tornare nel loro paese, se cio'
sara' necessario". Dopo l'approvazione da parte della Commissione Affari Esteri
Usa della risoluzione sul genocidio degli armeni la Turchia ha richiamato il suo
ambasciatore a Washington entrando in una seria crisi diplomatica con gli Usa.
Nei giorni successivi anche la Svizzera aveva votato la stessa risoluzione.
Intanto dall'Armenia il primo ministro Tigran Sarksyan ha risposto a Erdogan
affermando che il comportamento del premier "riporta immediatamente alla memoria
gli eventi del 1915". Le dichiarazioni di Erdogan a questo punto rischiano di
mettere a rischio anche le relazioni con l'Armenia ricucite con anni di accordi
storici per riprendere i legami diplomatici tra i due paesi e aprire le
frontiere.
Turchia/ Erdogan alza toni su genocidio 1915:
espelleremo armeni
La minaccia: fuori dalla Turchia almeno 100mila
irregolari
Istanbul, 17 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Le risoluzioni in America e in
Svezia sul "genocidio" armeno ad opera dei turchi non vanno proprio giù ad
Ankara. E mentre gli Usa fanno aleggiare la possibilità del riconoscimento come
genocidio dei massacri del 1915 anche in plenaria alla Camera, dopo il sì della
Commissione Esteri, il premier turco ipotizza l'espulsione dei lavoratori armeni
che vivono in Turchia senza regolare permesso. Centomila persone secondo lo
stesso Erdogan. "Varie volte di più nella realtà", sottolinea subito il collega
armeno Tigran Sarkisian. Comunque una prospettiva da pesante crisi tra i due
Paesi che in teoria dovrebbero lavorare per l'annunciata "normalizzazione" dei
rapporti bilaterali. Il capo dell'esecutivo turco ha fatto planare la minaccia
durante un'intervista alla Bcc. Con evidente riferimento agli svedesi e agli
americani il premier ha detto: "Questa gente fa degli show con queste
risoluzioni. E fomenta anche gli armeni. Che cosa dovrei fare io un domani? Se
sarà necessario dirò loro di tornarsene a casa. Non sono obbligato a tenerli nel
mio Paese. Purtroppo queste risoluzioni hanno impatti negativi sulle nostre
sincere attitudini". Una decisione, quella americana e svedese, avversata dai
rispettivi governi. Almeno fino ad ora, visto che a Washington oggi il
sottosegretario Philip Gordon ha pubblicamente dichiarato che non c'è alcun
accordo con i leader democratici al Congresso per bloccare la risoluzione alla
Camera, dopo il tentativo di stopparla in sede di Commissione Esteri. La Turchia
ha comunque richiamato per consultazioni gli ambasciatori a Washington e
Stoccolma e ha dichiarato "a rischio" il processo di pace avviato con l'Armenia,
con la firma del protocollo per la normalizzazione dei rapporti, siglato lo
scorso ottobre a Zurigo.
Premier armeno: "Le sue parole ricordano il
genocidio"
Istanbul, 17 mar. (Apcom) - Le parole di
Erdogan sulla possibile espulsione degli armeni irregolari hanno sollevato molte
reazioni in Turchia e all'estero. Se alcuni media nel Paese della mezzaluna
hanno riportato con enfasi l'intervista alla Bbc, alcuni giornali di
opposizione, primo fra tutti Hurriyet, hanno fatto notare come la minaccia si
potrebbe rivoltare contro lo stesso Erdogan.
I 100mila armeni irregolari in Turchia infatti
sono da sempre "un vanto" per il Paese. Sono la dimostrazione che, nonostante i
rapporti diplomatici interrotti fra i due Paesi l'atteggiamento ufficiale della
Turchia nei confronti degli Armeni è di sostanziale apertura. La rottura
ufficiale fra i due Paesi avvenne non solo per i fatti del 1915, ma anche per la
guerra in Caucaso fra Armenia e Azerbaigian, dove Ankara prese con forza le
parti di Baku. Il confine fra Armenia e Turchia fu chiuso nel 1993.
La reazione dell'Armenia, con cui la Turchia a
ottobre aveva firmato un protocollo di intesa per la normalizzazione dei
rapporti, non si è fatta attendere. "Noi non cambiamo la nostra politica ogni
volta che la Turchia fa una dichiarazione" ha detto il primo ministro armeno
Tigran Sarkissian riferendosi al processo di pace in corso, secondo alcuni ora
molto compromesso. Ma ha anche aggiunto: "Le frasi del premier non facilitano il
miglioramento dei rapporti fra Turchia e Armenia e ricordano gli avvenimenti del
1915. Queste frasi suggeriscono che il problema del riconoscimento
internazionale del genocidio è particolarmente importante oggi".
Turchia/ Erdogan minaccia espulsione di armeni
irregolari
Reazione a decisioni del congresso Usa e del
parlamento svedese
APCOM
Istanbul, 17 mar. (Apcom) - Gli armeni irregolari?
Potrebbero essere espulsi dalla Turchia, parola di Recep Tayyip Erdogan. Il
premier turco durante un'intervista riportata dal quotidiano Hurriyet ha detto
chiaro e tondo che il clima di tensione provocato dalle votazioni in Svezia e
negli Usa sul genocidio armeno potrebbero portare a conseguenze estreme.
"Questa gente fa degli show con queste
risoluzioni. E fomentaa nche gli armeni - ha detto Erdogan, che parlando dei
100mila armeni illegali sul suolo turco ha detto - che cosa dovrei fare io un
domani? Se sarà necessario dirò loro di tornarsene a casa. Non sono obbligato a
tenerli nel mio Paese. Purtroppo queste risoluzioni hanno impatti negativi sulle
nostre sincere attitudini".
Nelle ultime due settimane il massacro compiuto
dai turchi ai danni degli armeni nel 1915 è stato riconosciuto ufficialmente
come genocidio dalla Commissione affari esteri del congresso Usa e dal
Parlamento svedese. Ankara ha sempre rifiutato questa versione, che parla di un
milione di morti sterminati con premeditazione, dicendo che le vittime furono
molte meno, che non si trattò di sterminio premeditato e che morirono anche
migliaia di turchi.
Nonostante il governo svedese e americano abbiano
preso le distanze dalle due votazioni, la Turchia ha richiamato per
consultazioni l'ambasciatore in entrambi gli Stati. A ottobre era stato firmato
un protocollo per la normalizzazione dei rapporti fra le due nazioni, ma
l'approvazione di queste due mozioni potrebbe mettere il processo di pace a
serio rischio.
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