LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI ESTERI

 

Il 3 ottobre p.v. è in programma la discussione, da parte della  Commissione Affari Esteri dell'Ue, della bozza  di rapporto sulle relazioni Eu-Turchia. Nella rapporto provvisorio , ancora una volta,  veniva omessa del  tutto la questione armena. Nel frattempo sono state presentate più di 230 emendamenti correttivi del rapporto che passeranno al vaglio della Commissione. Per l'occasione le comunità ed associazioni armene d'italia  hanno voluto lanciare  un appello con una lettera aperta indirizzata ai parlamentari europei italiani, membri della suddetta commissione, che di seguito pubblichiamo

 

LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI

MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI ESTERI

 

Signori parlamentari,

il prossimo 3 ottobre è prevista all’ordine del giorno della Commissione un’ulteriore discussione sulle “Relazioni EU – Turchia” (AFET/6/52096) nel corso della quale verranno, tra l’altro, esaminati 236  emendamenti presentati per il miglioramento del progetto di risoluzione.

Fra questi alcuni sono mirati a tutelare la Nazione Armena affinché convenienze politiche ed economiche non calpestino le legittime aspettative  di un intero popolo che guarda con fiducia all’Europa per vedere tutelati i propri diritti, in primis quello alla memoria.

Non sfugge ad alcuno, infatti, che il mancato riconoscimento del Genocidio armeno perpetrato dai turchi nel 1915, una persistente politica negazionista di Stato ed il blocco delle frontiere con la Repubblica Armena deciso unilateralmente dalla Turchia, nuocciono alla stabilità politica della regione ed all’Europa stessa.

E’ necessario che l’Europa si faccia carico di assecondare quelle istanze che spingono la Nazione Turca ad  un imprescindibile esame del proprio passato ed il suo Governo ad un sereno rapporto di buon vicinato.

Tralasciare tali questioni rappresenterebbe, dunque, una grave offesa ai principi stessi sui quali si fonda L’Unione Europea stessa ed ostacolerebbe quel processo di crescita democratica al quale l’Europa e tutte le forze democratiche guardano con rinnovata  fiducia.

Per tali ragioni, le Comunità Armene in Italia invitano i deputati della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo ad adoperarsi  in tal senso, votando a favore di quegli emendamenti che tutelino il diritto di oltre un milione di armeni già cittadini europei.

Nel 1923, il Trattato di Losanna dimenticò completamente il diritto del popolo armeno al quale era stata promessa una Patria dopo l’orrore del Genocidio e la Turchia potè disattendere tutti gli accordi precedentemente stipulati; quindici anni più tardi, Adolf Hitler, spronando i propri luogotenenti per la Soluzione Finale, rivolse loro ironico la domanda : “E chi si ricorda più degli armeni?”

 

Quel Genocidio negato fu il padre di altri Olocausti!

Non perdano, dunque, i dirigenti Europei l’occasione per spianare la strada ad una integrazione regionale fondata sulla democrazia e la tolleranza.

L’ Europa di oggi può dimenticarsi ancora degli armeni?

 

 

Sottoscritto da

Unione degli Armeni d’Italia, Chiesa Armena Apostolica d'Italia, Pontificio Collegio Armeno, Comunità Armena di Roma, La Voce Armena, Associazione della Comunità Armena di Roma e del Lazio,Associazione Amici dell'Armenia, Associazione di Amicizia Italo-Armena "Zatik", Associazione Italiarmenia, Fondazione Umanitaria "S. Camillo" dell'Ordine dei Camilliani, Redazione Akhtamar On Line, Redazione www.comunitaarmena.it, Associazione Italarmena (Martina Franca), Redazione armena Radio Vaticana.