|
COMUNICATO
STAMPA
TURCHIA, GIOVENTU’ EUROPA: DOPO RECENTI
FATTI SULLA VISITA DI BENEDETTO XVI L’EUROPA PRENDA ATTO DELL’INCOMPATIBILITA’
DELLA TURCHIA CON L’UNIONE EUROPEA.
Minacce,
manifestazioni, proteste, spari contro il consolato italiano ad Istanbul, questo
è quello che sta precedendo il viaggio del Pontefice in Turchia.
Un
viaggio divenuto a rischio ma che Benedetto XVI ha deciso di compiere nonostante
tutto, considerando anche che non incontrerà il premier turco Tayyip Erdogan,
impegnato in un vertice a Riga, anche se sembrerebbe che in agenda l’incontro
era previsto per il 28 novembre.
“Tutto
questo non fa che confermare la nostra posizione che ci vede nettamente contrari
all’ingresso delle Turchia nell’Unione Europea. Questo paese ha dimostrato
ancora una volta di essere incompatibile con la nostra cultura e la
nostra civiltà”. Lo dichiara Federico
Rocca responsabile nazionale di Gioventù
Europea.
“Nessuno
ha dimenticato l’uccisione di Don Andrea Santoro, le persecuzioni di cui sono
oggetto ogni giorni i cristiani in Turchia, le confische dei beni della chiesa,
l’impossibilità di edificare nuove chiese ed il fatto che esse siano
considerate patrimonio dello stato turco.
Insomma
le libertà individuali, religiosi o politiche che siano, in Turchia non sono
rispettate così come dovrebbero, per non parlare dei diritti civili. In molti
casi le donne godono di libertà limitate e molti detenuti vengono ancora
torturati.
A
tutto ciò si aggiungono questioni storiche come l’occupazione militare di
Cipro ed il riconoscimento del genocidio del popolo armeno da sempre negato
dalle autorità turche che anzi reprimono ogni tentativo di verità storica nel
paese con condanne e censure a scrittori, poeti, storici e politici che osano
parlarne.
La Turchia
è inoltre uno dei paesi più indebitati all'interno del Fondo Monetario
Internazionale e dal momento che non può pagare i suoi debiti, è comprensibile
che cerchi qualcuno che lo faccia al suo posto, vale a dire l'Unione Europea.
Riflettendo
su questo quadro non si può non prendere atto dell’impossibilità politica,
storica, culturale ed economica di far entrare
la Turchia
nella UE e chi continua ad ostinarsi lo fa solamente per altri interessi che
non sono quelli europei.
Ecco
perché è giusto che il Papa compia questo viaggio
- prosegue la nota del movimento - con la speranza del dialogo e per dar
voce ai tanti cristiani che ogni giorno soffrono il loro essere fedeli non
musulmani in Turchia, ma se questo è un fatto di religioni, il mondo e
l’Europa riflettano su tutto il resto che è altrettanto grave e pericoloso
per il nostro futuro.
I
movimenti europei contrari all’ingresso turco nella UE scendano in piazza per
manifestare questo dissenso, è giunto il momento di farlo in tutte le città
d’Europea, difendiamo la nostra civiltà e non facciamo in modo che in piazza
ad incendiare le nostre ambasciate e le nostre chiese ci siano solo dei fanatici
integralisti convinti che il nostro continente sia ormai una facile terra di
conquista.
Nei
nostri giovani dobbiamo far rinascere lo spirito di appartenenza ad una comunità
– conclude Rocca - la forza e
l’orgoglio di difendere i valori e le radici della propria terra, è con la
consapevolezza e l’affermazione di tutto ciò
che noi potremo vincere la sfida contro l’islam integralista e
fondamentalista.
|