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COMUNICATO
Nei
mesi scorsi, il Consiglio per
la
Com
unità
Armena
di Roma ha lanciato una “campagna di monitoraggio” dei testi scolastici
di storia in uso nelle scuole medie superiori italiane.
Scopo
dell’iniziativa – che ha avuto vasta eco anche sui principali quotidiani e
sui siti di settore - era quello di verificare quanti fra i più conosciuti
manuali trattassero l’argomento del Genocidio armeno del 1915.
Nelle
intenzioni dei promotori del progetto, una volta completato il riscontro, si
sarebbe dovuto inviare una comunicazione, ad personam,
per quei singoli testi che ignorassero l’argomento o lo trattassero in
maniera estremamente superficiale.
Purtroppo,
al termine di questo censimento, si è dovuto amaramente constatare come quasi
tutte le opere siano carenti di notizie sul Genocidio di un milione e
cinquecentomila armeni.
I
volumi consultati tralasciano di affrontare l’argomento oppure vi dedicano,
salvo rare eccezioni, pochissime frasi insufficienti a far comprendere agli
studenti la reale dimensione della tragedia consumatasi per mano del regime
turco dell’epoca.
Per
tale ragione, il Consiglio per
la Comunità
armena di Roma, ha ritenuto opportuno indirizzare un appello a tutti i più
importanti editori di testi scolastici per sensibilizzarli alla questione.
Con
la speranza che una maggiore conoscenza di quei terribili eventi, del “Metz
Yeghern” (“Il Grande Male”,
come lo definiscono gli armeni) possa aiutare le giovani generazioni di studenti
a capire anche quelle terribili pagine della storia umana ed ad evitare che
simili orrori si ripetano.
Perché,
come è stato scritto, un Genocidio negato od ignorato finisce con il diventare
“il padre” di un altro Genocidio; come l’olocausto ebraico e le altre
pulizie etniche del ventesimo secolo ci hanno purtroppo insegnato.
Alleghiamo
copia della comunicazione inviata ai seguenti editori: Zanichelli,
Sei, Principato,
La Nuova
Italia
, Loesher, Laterza, Minerva Italica, D’Anna, Cremonese, Le Monnier, Paravia,
Ed. scolastiche Mondatori, Cappelli, Sansoni, Bompiani.
Spett.
Editore,
il
Consiglio per
la
Com
unità
Armena
di Roma ha lanciato una “campagna di monitoraggio” dei testi scolastici
di storia in uso nelle scuole medie superiori italiane.
Scopo
dell’iniziativa – che ha avuto vasta eco anche sui principali quotidiani e
sui siti di settore - era quello di
verificare quanti fra i più conosciuti manuali scolastici trattassero
l’argomento del Genocidio armeno del 1915.
Purtroppo,
al termine di questo censimento, si è dovuto amaramente constatare come quasi
tutte le opere siano carenti di
notizie sul Genocidio di un milione e cinquecentomila armeni.
I
volumi consultati tralasciano di affrontare l’argomento
oppure vi dedicano pochissime frasi insufficienti a far comprendere agli
studenti la reale dimensione della tragedia consumatasi per mano del regime
turco dell’epoca.
Per
tali ragioni ci rivolgiamo a Lei, quale editore di manuali scolastici, per
invitarla alle opportune
integrazioni ed ampliamento dei Suoi testi -d’intesa
con gli autori -, colmando siffatta lacuna didattica.
E’
spiacevole constatare come, nel mentre l’opinione pubblica italiana e mondiale
prende sempre più coscienza di quei terribili eventi, i nostri studenti
dell’ultimo anno delle superiori non
trovino alcun riscontro, o solo pochi cenni,
sui libri deputati all’insegnamento della storia.
Numerosi
stati, l’Onu, l’Unione Europea, anche recentemente hanno approvato
risoluzioni che condannano il
Genocidio del 1915 e che muovono verso un riconoscimento politico di quella
tragedia ormai acclarata dalla Storia.
Anche
il Parlamento Italiano, nel 2000, si è chiaramente espresso in tal
senso.
E’
doveroso che i nostri ragazzi siano informati di quei fatti; una maggiore
conoscenza, del “Metz Yeghern” (“Il Grande
Male”, come lo definiscono gli armeni) può aiutare, infatti, le
giovani generazioni di studenti a capire anche quelle terribili pagine della
storia umana e ad evitare che simili orrori si ripetano.
Perché,
come è stato scritto, <<un Genocidio negato od ignorato finisce con il
diventare “il padre” di un altro Genocidio>>; l’olocausto ebraico e
le altre pulizie etniche del ventesimo secolo ce lo insegnano.
Confidiamo,
dunque, nella Sua sensibilità e rimaniamo a completa disposizione per tutti
quei chiarimenti che ritenesse necessari.
In
attesa di un Suo gradito riscontro, cogliamo l’occasione per inviare i nostri
migliori saluti.
Roma
08.04.2006
Consiglio per
la
Com
unità
Armena
di Roma
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