Comunicato Stampa: La Rai censura il film sugli armeni

Ararat”, ultima celebre pellicola del regista  Atom Egoyan, una delle più significative opere cinematografiche sul Genocidio degli armeni, è stato programmato dalla Rai (che ne aveva acquistato i diritti televisivi), nel cuore della notte di lunedì 17 ottobre,  alle ore 01,45 .

 

La messa in onda della pellicola in tale orario ha sconcertato le Comunità armene in Italia (che già avevano dovuto prendere nota del disinteresse dimostrato dalla Rai in occasione del novantesimo anniversario del Genocidio) al punto che il Consiglio per la Comunità armena di Roma ha ritenuto doveroso inoltrare protesta formale all’azienda  e, per quanto di competenza, alla Commissione di vigilanza  dei servizi radiotelevisivi

 

Si allega, per opportuna informazione, copia della lettera.

                                                  Consiglio per la Comunità armena di Roma

                                                                        Ufficio stampa


Roma, 18.10.05

 

 

                        Spett. le

                        RAI  radiotelevisione italiana

                        Viale Mazzini 14

                        00195 Roma

 

                        Presidente del Consiglio di Amministrazione

                        Claudio Petruccioli

 

                        Direttore generale

                        Alfredo Meocci

 

                        Direzione  Palinsesto tv

                        Carlo Nardello

 

                        Direzione Rai Tre

                        Paolo Ruffino

 

                        Spett.le

                        Camera dei Deputati

                        COMMISSIONE  DI VIGILANZA

                        SERVIZI RADIOTELEVISIVI

                        Piazza del parlamento

                        00187 Roma

 

                        Presidente

                        Paolo Gentiloni Silveri

 

                        Vice Presidenti

                        Davide Caparini

                        Giampaolo Vittorio D’Andrea

 

                        Segretari

                        Giuseppe Gianni

                        Alfonso Pecoraro Scanio

 

 

Oggetto: trasmissione film “Ararat

       La RAI ha ritenuto opportuno mandare in onda il film “Ararat” del regista Atom Egoyan – in prima visione – nella notte di lunedì 17 ottobre, alle ore 01,45.     

       La pellicola in questione , premiata in numerosi festival, confortata dal successo di critica e pubblico, affronta – come da anni non avveniva cinematograficamente -  il tema del Genocidio armeno, denunciando quel crimine perpetrato nel 1915  che causò la morte  di un milione e cinquecentomila armeni  e  la conseguente diaspora dei sopravissuti.

       La Comunità Armena si chiede per quali motivi un film di tale pregevole fattura ed impegno civile sia stato trasmesso, nonostante si trattasse di una prima visione, nel cuore della notte, praticamente accantonato (quantunque ne siano stati comprati i diritti televisivi),  sottratto all’interessata visione di un pubblico più vasto e, soprattutto, privato di quel ruolo educativo ed  informativo  che pure avrebbe potuto avere se diffuso in ore di maggior ascolto.

       Tale programmazione deve ritenersi una assoluta mancanza di  sensibilità nei confronti di tutti gli armeni, proprio mentre in Italia, come nel resto d’Europa, si moltiplicano le prese di posizione a favore del definitivo riconoscimento del Genocidio. 

       La Rai ha dimostrato  la più completa indifferenza verso la tragedia   armena come già avvenuto nella scorsa primavera allorché, inutilmente, fu richiesta – in occasione del novantesimo anniversario del Genocidio – la programmazione del film Mayrig di H. Vernuel ed un programma di approfondimento storico e giornalistico sull’argomento.

       Ha umiliato  (anzi sbeffeggiato  con la messa in onda a quell’ora della notte) il diritto alla memoria del popolo armeno ed ha offeso tutti coloro che considerano il riconoscimento un impegno civile e morale, prima ancora che un dovere storico.

       Ci attendiamo dalla Rai adeguate spiegazioni per siffatto comportamento e l’indicazione delle iniziative più opportune che intende adottare per riparare a tale incresciosa situazione.

       Voglia altresì valutare la Commissione di vigilanza per i servizi radiotelevisi se  non sussistano motivi di un suo intervento (giusto anche quanto disposto dalla legge 103/75)  in merito al comportamento dell’azienda.

       Distinti saluti.

     

                                            Consiglio per la Comunità Armena di Roma