COMUNICATO STAMPA

 

LA TURCHIA CON LE SPALLE AL MURO! COSA DIRA’ ORA?

IL PRESIDENTE USA OBAMA PARLA ESPLICITAMENTE  

DI  “MEDZ YEGHERN

 

Nel tradizionale discorso rivolto alla comunità armena statunitense nel Giorno della Memoria ed atteso dagli armeni di tutto il mondo, il nuovo presidente statunitense Barak Obama non ha tradito le aspettative.

Dopo la sua visita in Turchia agli inizi del mese durante la quale aveva chiaramente ribadito il proprio pensiero, Obama ha riconfermato una posizione già nota, ripetutamente esposta nei mesi passati, e che solo una sorta di prudenza diplomatica non consente di esternare appieno.

 

Come già anticipato dalle colonne del nostro bollettino “Akhtamar on line” (numero 71 del 1.4.09), Obama, pur non utilizzando il termine inglese “Genocide” si è ripetutamente rivolto con il termine “MEDZ YEGHERN” (“Il Grande Male”) con il quale gli armeni indicano il genocidio del 1915.

 

Si tratta di un passaggio importantissimo, anche se si attendono nell’immediato futuro ulteriori incisive iniziative, a cominciare dall’approvazione delle mozioni in corso di discussione al Senato ed al Congresso USA.

La Turchia si trova ora con le spalle al muro; il presidente del più importante stato suo alleato ha chiaramente riaffermato la propria convinzione che gli eventi del 1915 vanno inquadrati come “genocidio” e per farlo ha usato proprio  l’espressione utilizzata dal popolo armeno per tale circostanza.

Un ennesimo atto di accusa ad una nazione, quella turca, che – ormai -  può solo aggrapparsi a qualche virgolettato per difendere una posizione indifendibile.

I turchi di allora sono stati chiaramente ed a più riprese indicati come genocidiari; solo i turchi di oggi continuano a non vedere od a fingere di non vedere!

 

 Il Medz Yeghern deve vivere nella nostra memoria così come vive nei cuori del popolo armeno. Barak Obama

 

 

CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA

00187 Roma – Salita di S. Nicola da Tolentino, 17

Tel.: 3472526327  Fax Nr.: 06233221838

E-mail email@comunitaarmena.it  

 

www.comunitaarmena.it

 

 

 

Statement of President Barack Obama on Armenian Remembrance Day

Below is the text of President Obama’s Statement on Armenian Remembrance Day, released by the White House on April 24, 2009.

 Ninety four years ago, one of the great atrocities of the 20th century began. Each year, we pause to remember the 1.5 million Armenians who were subsequently massacred or marched to their death in the final days of the Ottoman Empire. The Meds Yeghern must live on in our memories, just as it lives on in the hearts of the Armenian people.

History, unresolved, can be a heavy weight. Just as the terrible events of 1915 remind us of the dark prospect of man’s inhumanity to man, reckoning with the past holds out the powerful promise of reconciliation. I have consistently stated my own view of what occurred in 1915, and my view of that history has not changed. My interest remains the achievement of a full, frank and just acknowledgment of the facts.

The best way to advance that goal right now is for the Armenian and Turkish people to address the facts of the past as a part of their efforts to move forward. I strongly support efforts by the Turkish and Armenian people to work through this painful history in a way that is honest, open, and constructive. To that end, there has been courageous and important dialogue among Armenians and Turks, and within Turkey itself. I also strongly support the efforts by Turkey and Armenia to normalize their bilateral relations. Under Swiss auspices, the two governments have agreed on a framework and roadmap for normalization. I commend this progress, and urge them to fulfill its promise.

Together, Armenia and Turkey can forge a relationship that is peaceful, productive and prosperous. And together, the Armenian and Turkish people will be stronger as they acknowledge their common history and recognize their common humanity.

Nothing can bring back those who were lost in the Meds Yeghern. But the contributions that Armenians have made over the last ninety-four years stand as a testament to the talent, dynamism and resilience of the Armenian people, and as the ultimate rebuke to those who tried to destroy them. The United States of America is a far richer country because of the many Americans of Armenian descent who have contributed to our society, many of whom immigrated to this country in the aftermath of 1915. Today, I stand with them and with Armenians everywhere with a sense of friendship, solidarity, and deep respect.


(traduzione a cura di comunitaarmena.it)

 

Novanta quattro anni fa, ebbe inizio una delle più grandi atrocità del ventesimo secolo. Ogni anno noi ci fermiamo a ricordare un milione e mezzo di vittime armene che furono una dopo l’altra massacrate o indirizzate alla loro morte negli ultimi giorni dell’Impero Ottomano.  Il “MEDZ YEGHERN” deve vivere nelle nostre memorie, così come vive nei cuori del popolo armeno.

La storia, non acclarata, può essere un peso enorme. Proprio mentre i terribili eventi del 1915 ci ricordano il lato oscuro della crudeltà umana, fare i conti con il passato offre la forte speranza di riconciliazione. Io ho coerentemente esposto il mio punto di vista su quanto accaduto nel 1915, e la mia opinione di quei fatti non è cambiata. La mia premura rimane il raggiungimento di un pieno, esplicito e corretto riconoscimento di quei fatti.

In questo momento, il miglior modo per progredire verso questo obiettivo è per il popolo armeno e quello turco rivolgersi agli avvenimenti del passato come espressione dei loro sforzi per andare avanti. Io fermamente sostengo gli sforzi compiuti da turchi  ed armeni di lavorare su questa dolorosa storia in un modo che sia onesto, aperto e costruttivo. A tal fine, è in atto un coraggioso ed importante dialogo tra armeni e turchi, ed all’interno della stessa Turchia. Io anche fermamente sostengo gli sforzi di Turchia ed Armenia di normalizzare le loro relazioni bilaterali. Sotto gli auspici della Svizzera i due governi hanno raggiunto un accordo per un piano ed una tabella di marcia per la normalizzazione. Io elogio questo progresso e li incito a mantenere la promessa.

Insieme, Armenia e Turchia possono creare un rapporto che sia pacifico, produttivo e prosperoso. E insieme, armeni e turchi, nel conoscere la loro storia comune e nel riconoscere la loro comune umanità, saranno più forti.

Niente può essere restituito di quello che è andato perduto nel MEDZ YEGHERN. Ma i contributi che gli armeni hanno dato negli ultimi novanta quattro anni si ergono come un testamento al talento, dinamismo ed alla capacità di recupero del popolo armeno e come estremo biasimo a coloro che hanno provato a distruggerli.

Gli Stati Uniti d’America sono un paese di gran lunga più ricco grazie a molti americani di discendenza armena che hanno contribuito alla nostra società, molti dei quali immigrati in questo paese in conseguenza del 1915. Oggi io sto con loro e con gli armeni di ogni luogo con un sentimento di amicizia, solidarietà e profondo rispetto.


La delusione di Ankara.

Prime pagine di alcuni giornali 25.04.09:

 

VATAN: Parole Pesantissime. Non ha usato il termine Genocidio ma…. Medz Yeghern

 

Hurriet: Non ha detto Genocidio ma Medz Yeghern (due volte)

…. ha stupito tutti pronunciando la parola in Armeno …. Parole troppo pesanti.

 

Milliyet: Il gioco di parole di Obama. Ha usato il termine genocidio in Armeno.

…ha ricordato un milione e mezzo di armeni deportati e massacrati 94 anni fa…

 

Sabah: (filo governativo) Non è Genocidio ma Medz Yeghern … però ha confermato il suo punto di vista…. Ankara è delusa.

 

Taraf: Omicidio e morte...