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PER
NON DIMENTICARE
24
aprile giornata di commemorazione del genocidio armeno
Il 24 aprile 2004 la Comunità Armena
di Roma si raccoglie per un atto di commemorazione nella Chiesa di S. Biagio
degli Armeni in Via Giulia 63. Alle ore 18.00 sarà celebrata una S. Messa in suffragio di un milione e mezzo di
martiri seguita dalla funzione di “Requiem”. Sarà inoltre allestita una
mostra sull’argomento.
Il
popolo armeno subì nel passare dei secoli, anche per via della propria fede
cristiana, invasioni, massacri e persecuzioni culminate nel 1915 con il
genocidio dove perirono più di 1.500.000 di armeni.
“Il
Genocidio dimenticato” l’ha intitolato qualche giornalista. “Il Genocidio
negato” l’ha descritto un’ altro. “Il Crimine senza nome” l’ha
etichettato un altro ancora. Il “Medz Yeghern” che in armeno significa
“Grande Male” è il termine con il quale gli armeni chiamano il genocidio.
Il
24 Aprile è la data simbolica per ricordare questo atto disumano compiuto
dall’uomo contro il proprio simile. Una data per non dimenticare. La data
della “Memoria”.
Per
non dimenticare, per mantenere viva la memoria, si deve ripartire dalla stessa
memoria e ad essa si deve ricorrere perché fatti atroci che hanno
caratterizzato il XX secolo non si ripetano più.
Il
17 novembre del 2000 il Parlamento italiano basandosi su mozioni approvate da più
di 33 comuni Italiani riconosceva a sua volta, con una risoluzione, la validità
storica ed inconfutabile del Genocidio del 1915, sulla scia di altre istituzioni
internazionali ed europei quali la Francia la Grecia il Vaticano e tanti altri.
Il
21 aprile 2004 anche Il Parlamento Canadese ha riconosciuto il genocidio armeno:
la mozione approvata con 153 voti contro 68 recita: Questo
Parlamento riconosce il Genocidio Armeno del 1915 e condanna questo atto come
crimine contro l’umanità
Chi
parla oggi del massacro degli Armeni? Era stata la retorica domanda che Hitler aveva rivolto ai suoi
ufficiali, prima di attuare il suo piano diabolico nei confronti degli Ebrei.
Una
domanda che se avesse avuto una risposta all’inizio del XX secolo
probabilmente non avremmo dovuto assistere ad un altro devastante crimine contro
l’umanità.
Roma,
22/4/2004.
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