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ASCA-AFP
Erevan, 22 apr - Il presidente
armeno Serge Sarkissian, a seguito delle dichiarazioni del primo ministro turco
Recep Tayyip Erdogan, in un messaggio alla nazione, ha confermato il
congelamento dell'accordo con la Turchia.
La recente dichiarazione del primo ministro Erdogan, secondo cui il partito
turco ''continua a legare il processo di ratifica dei protocolli turco-armeni''
al conflitto del Nagorno-Karabakh ''e' inaccettabile'', si legge su un
comunicato diffuso dai tre partiti della maggioranza parlamentare armena
(repubblicani, Armenia Prospera e Paese della legge), che oggi hanno annunciato
la volonta' dell'Armenia di fermare il processo di ratifica dell'accordo di
normalizzazione dei rapporti con la Turchia.
ANSA
Turchia-Armenia: processo pace va avanti.
Erdogan ribadisce impegno Ankara nei confronti dei protocolli 22 aprile, 18:40
ANKARA,22 APR-Ankara resta impegnata nel processo
di pace con Erevan nonostante il congelamento dell'accordo di normalizzazione
delle relazioni bilaterali. Lo dice il premier turco Erdogan. 'Noi abbiamo piu'
volte espresso il nostro impegno nei confronti dei procotolli a parole e nelle
intenzioni ed il nostro scopo e' quello di metterli in atto'.Il presidente
armeno Sarksyan conferma il congelamento dell'accordo.'Decideremo di andare
avanti quando saremo convinti che vi sara' l'ambiente giusto in Turchia'.
ASCA-AFP
TURCHIA-ARMENIA: EREVAN CONGELA ACCORDO CON ANKARA
- Erevan, 22 apr - I tre partiti della maggioranza
parlamentare in Armenia hanno reso noto oggi che congeleranno il processo di
ratifica dell'accordo di normalizzazione dei rapporti con la Turchia.
''Dal momento che la parte turca si rifiuta di ratificare i protocolli e senza
aver posto delle precondizioni a tempo debito, riteniamo necessario fermare
questo processo'', si legge su un comunicato delle tre fazioni politiche, in cui
si precisa che i partiti armeni indendono rimuovere ''questo punto dall'ordine
del giorno dalle prossime riunioni dell'Assemblea nazionale finche' la Turchia
non sara' pronta a procedere senza porre precondizioni''.
Per ristabilire le relazioni diplomatiche e riaprire le frontiere, Erevan ed
Ankara ad ottobre dello scorso anno(si sono impegnate nella sottoscrizione di un
accordo, che tra le altre cose prevede l'istituzione di un organismo
indipendente di storici che si occupino di studiare gli eventi del massacro
degli armeni ad opera dell'impero ottomano (1915-1917).
Il processo ormai da diverso tempo e' in fase di
stallo ed Ankara ha accusato Erevan di cercare di modificare i termini
dell'accordo.
ANSA
Armenia congela accordo con Turchia
Everan: 'Ankara non ponga questioni preliminari'
22 aprile, 13:55
EREVAN, 22 APR - I 3 partiti di maggioranza in
Armenia hanno congelato il processo di ratifica dell'accordo di normalizzazione
delle relazioni con la Turchia. 'E' necessario fermare il processo' di ratifica
dell'accordo di normalizzazione', hanno dichiarato i tre partiti, 'fino a quando
la Turchia non sia pronta a perseguire il processo senza porre condizioni
preliminari'. 'La Turchia deve mantenere il sangue freddo e non avere reazioni
immediate'', questo il primo commento del governo turco.
Corriere del Ticino
22 apr 2010 13:18
EREVAN - I tre partiti della maggioranza
parlamentare in Armenia hanno reso noto oggi di essere in procinto di congelare
il processo di ratifica dell'accordo di normalizzazione delle relazioni con la
Turchia. L'intesa era stata firmata nell'ottobre scorso a Zurigo (vedi
suggeriti).
«Dato che la parte turca rifiuta di ratificare i protocolli senza porre
condizioni preliminari ed entro tempi ragionevoli, noi riteniamo necessario
fermare il processo» di ratifica dell'accordo di normalizzazione, hanno
dichiarato i tre partiti di governo armeni in una nota, che intendono quindi
«ritirare le discussioni su questo argomento dall'ordine del giorno
dell'Assemblea nazionale (parlamento) fino a quando la Turchia non sia pronta a
perseguire il processo (di normalizzazione) senza porre condizioni preliminari».
I protocolli di normalizzazione fra Turchia e Armenia prevedono il
ristabilimento di rapporti diplomatici e la riapertura della frontiera fra i due
Paesi. I protocolli devono essere ratificati dai due parlamenti. Ma di recente
il presidente armeno, Serge Sarkissian, ha accusato Ankara di voler legare la
ratifica ad alcune rivendicazioni sul territorio conteso del Nagorno-Karabakh, a
maggioranza armena, formalmente parte dell'Azerbaigian ma controllato da Erevan.
Per questo l'Azerbaigian, alleato della Turchia, non vede di buon occhio la
normalizzazione fra Erevan e Ankara.
EREVAN - L'Armenia ha congelato l'accordo di
normalizzazione delle relazioni con la Turchia. Lo ha confermato il presidente
armeno Serzh Sarksyan: «Decideremo di andare avanti quando saremo convinti che
vi sarà l'ambiente giusto in Turchia e una leadership ad Ankara pronta a
riprendere il processo di normalizzazione».
In mattinata, i tre partiti della maggioranza
parlamentare in Armenia avevano annunciato di essere in procinto di bloccare il
processo di ratifica dell'intesa, firmata nell'ottobre scorso a Zurigo (vedi
suggeriti).
«Dato che la parte turca rifiuta di ratificare i protocolli senza porre
condizioni preliminari ed entro tempi ragionevoli, noi riteniamo necessario
fermare il processo» di ratifica dell'accordo di normalizzazione, avevano
dichiarato i tre partiti di governo armeni in una nota. I protocolli di
normalizzazione prevedono il ristabilimento di rapporti diplomatici e la
riapertura della frontiera. I protocolli devono essere ratificati dai due
parlamenti. Ma di recente Sarkissian ha accusato Ankara di voler legare la
ratifica ad alcune rivendicazioni sul territorio conteso del Nagorno-Karabakh, a
maggioranza armena, formalmente parte dell'Azerbaigian ma controllato da Erevan.
Per questo l'Azerbaigian, alleato della Turchia, non vede di buon occhio la
normalizzazione fra Erevan e Ankara. Berna ha auspicato che il processo possa
proseguire.
(Aggiornamento notizia: 22 apr 2010 17:21)
Euronews
Torna il gelo fra Armenia e Turchia. Il governo di
Erevan ha annunciato l’intenzione di sospendere la ratificazione degli accordi
siglati lo scorso ottobre con Ankara in vista di una normalizzazione dei
rapporti tra i due Paesi. Per l’esecutivo armeno, una decisione necessaria, dopo
il rifiuto turco di ratificare il protocollo senza condizioni preventive e in un
lasso di tempo ragionevole.
Al centro delle tensioni le divergenze
sull’interpretazione del massacro degli armeni, durante la prima guerra
mondiale, che Erevan definisce un genocidio, ma anche la questione del
Nagorno-Karabakh, regione separatista dell’alleato turco Azerbaigian, che dagli
anni ’90 è sotto il controllo armeno.
Armenia e Turchia sembravano essersi avviate sulla
via della riconciliazione grazie anche due partite di calcio valide per la
qualificazione ai mondiali quando in tribuna d’onore i due presidenti si
strinsero la mano.
(ASCA-AFP)
TURCHIA-ARMENIA: ERDOGAN, LA NOSTRA DETERMINAZIONE
RESTA INVARIATA
22-04-10
Ankara, 22 apr - Il primo ministro turco Recep
Tayyip Erdogan ha dichiarato che resta impegnato ad un riavvicinamento con
l'Armenia, ma ha ribadito che il successo di questo processo dipende dai
progressi tra l'Armenia e l'Azerbaigian su conflitto nel Nagorno-Karabakh. La
dichiarazione e' giunta nel corso di una conferenza stampa del Primo ministro ad
Ankara, dopo che oggi il governo di Erevan ha annunciato il congelamento della
ratifica degli accordi.
''Abbiamo spesso ribadito la nostra volonta' ad impegnarci a rispettare alla
lettera i protocolli di pace con l'Armenia'', ha detto Erdogan, spiegando di
avere espresso in diverse occasioni ''a quali condizioni possa avanzare il
processo di ratifica ed il modo in cui possiamo raggiungere l'obettivo di una
pace globale nella regione. La nostra determinazione resta invariata''.
Per ristabilire le relazioni diplomatiche e riaprire le frontiere, Erevan ed
Ankara ad ottobre dello scorso anno si sono impegnate nella sottoscrizione di un
accordo, che tra le altre cose prevede l'istituzione di un organismo
indipendente di storici che si occupino di studiare gli eventi del massacro
degli armeni ad opera dell'impero ottomano (1915-1917). Ma il processo da tempo
e' in fase di stallo ed Ankara ha accusato Erevan di cercare di modificare i
termini dell'accordo, inoltre, i rapporti tra i due paesi sono instabili da
quando nel 1993 la Turchia, in segno di solidarieta' con l'Azerbaijan, che nel
tentativo di dichiarare indipendenza all'Armenia nel 1991 perse un sesto del suo
territorio compresa la Regione del Nagorno-Karabakh, ha chiuso i confini con
Erevan.
ANKARA
Turchia-Armenia: Erdogan, restiamo impegnati in processo pace
ANKARA - Nonostante l'odierna decisione della coalizione al governo a Erevan di
congelare il processo di ratifica degli accordi di normalizzazione delle
relazioni con la Turchia, Ankara resta impegnata nel processo di pace. Lo ha
detto oggi il primo ministro turco Tayyip Erdogan rispondendo alla domanda di un
giornalista nel corso di una conferenza stampa ad Ankara.
"Noi - ha detto Erdogan - abbiamo più volte
espresso il nostro impegno nei confronti dei procotolli a parole e nelle
intenzioni ed il nostro scopo è quello di metterli in atto".
I due protocolli circa la normalizzazione dei
rapporti fra Turchia ed Armenia - avvelenati da oltre un secolo per i massacri
di armeni compiuti ai tempi dell'impero ottomano - sono stati firmati a Zurigo
lo scorso 10 ottobre.
I documenti prevedevano l'apertura di relazioni
diplomatiche e la riapertura della frontiera tra i due Paesi. Ad essi era
allegata un'appendice che fissava una precisa tabella di marcia per l'attuazione
di entrambi previa approvazione dei rispettivi Parlamenti e dei presidenti della
Repubblica.
Turchia, Erdogan: impegnati per pace con Armenia
giovedì 22 aprile 2010 15:17
ANKARA (Reuters)
- Il primo ministro turco ha detto oggi che il Paese rimane impegnato a
rispettare i protocolli di pace con l'Armenia, nonostante la decisione della
coalizione del governo armeno di sospendere la ratifica degli accordi.
"Abbiamo spesso ribadito la nostra volontà di
impegnarci e di rispettare i protocolli di pace con l'Armenia, nelle
dichiarazioni e nello spirito", ha detto in una conferenza stampa Tayyip Erdogan.
"Il rifiuto turco di onorare le richieste di
ratificare l'accordo senza condizioni in un tempo ragionevole ha portato a un
punto morto il processo di ratifica da parte del Parlamento nazionale", aveva
precedentemente affermato il governo armeno in una nota diffusa oggi.
L'Armenia, a maggioranza cristiana, e la Turchia,
a maggioranza musulmana, hanno firmato accordi epocali lo scorso ottobre
nell'intento di porre fine a un secolo di ostilità. Gli accordi, che prevedono
il rafforzamento dei legami diplomatici e l'apertura del confine, richiedono in
entrambi i Paesi l'approvazione parlamentare.
Apcom-Nuova Europa
Turchia-Armenia/Erevan pronta a bloccare
normalizzazione rapporti
14:19 - ESTERI- 22 APR 2010
Partiti maggioranza vogliono ritirarla dall'odg del
Parlamento
Erevan, 22 apr. - I tre partiti che formano la maggioranza parlamentare in
Armenia hanno chiarito oggi che intendono congelare la ratifica dell'accordo
sulla normalizzazione dei rapporti diplomatici con la Turchia. "Dato che la
parte turca rifiuta di ratificare i protocolli senza porre delle condizioni
preventive e in un tempo ragionevole, noi pensiamo che sia necessario fermare
questo processo", hanno chiarito i tre partiti in una dichiarazione. La
maggioranza intende "ritirare le discussioni su questo tema dall'ordine del
giorno dell'Assemblea nazionale fino a che la Turchia non sarà pronta a
proseguire il processo senza condizioni preventive". Turchia e Armenia sono in
conflitto per la questione dei massacri degli armeni da parte dell'Impero
ottomano tra il 1915 e il 1917, che Erevan identifica come un genocidio. Inoltre
è aperta la questione del Nagorno-Karabakh, la provincia a maggioranza armena
che ha dichiarato unilateralmente l'indipendenza dall'Azerbaigian, paese
fortemente legato ad Ankara. A ottobre scorso Erevan e Ankara hanno firmato due
protocolli che prevedono la ripresa delle relazioni diplomatiche e l'apertura
delle frontiere comuni. I protocolli devono essere ratificati dai parlamenti dei
due paesi. |