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Sepolta nel dimenticatoio per
un sacco di tempo, la questione del genocidio del popolo armeno
è stata riscoperta dall'opinione pubblica ed è nuovamente oggetto di discussione
in questi ultimi anni per diverse ragioni. Esiste dapprima una motivazioni
politica e di attualità: dovesse essere invitata in un futuro non lontano a fare
parte dell'Unione Europea, come si augurano in molti, la Turchia
del terzo millennio dovrebbe in primo luogo sentirsi moralmente obbligata ad
assumersi la responsabilità storica del primo, grande olocausto dell'età
contemporanea.
In secondo luogo, le avversità subite dagli Armeni sotto il governo dei Giovani
Turchi negli anni del primo conflitto mondiale sono state di recente rievocate
in una serie di opere divulgative di successo quali ad esempio La masseria
delle allodole di Antonia Arslan, l'omonima pellicola dei
fratelli Taviani o il libro a fumetti Medz Yeghern, Il Grande Male di
Paolo Cossi. Grazie a questi lavori editoriali il pubblico
comincia oggi ad intuire il significato e l'entità di questa tragedia: il
genocidio di quasi un milione e mezzo di Armeni fu un segnale non ascoltato, la
prova generale dei grandi orrori avvenuti in Europa negli anni compresi tra le
due guerre mondiali.
Sulla scia di queste opere arriva ora tra gli scaffali delle librerie
Armenia misteriosa - Masis, la madre degli Armeni dell'esordiente
Azad Vartanian, dato alle stampe per iniziativa della casa editrice
Nuovi Sentieri di Belluno. L'autore, di formazione e residenza veneta con radici
familiari armene, già dalle prime pagine del libro ribadisce con forza la tesi
dell'attualità e dell'importanza della memoria storica degli eventi: «Di
genocidio degli Armeni, come il primo genocidio di epoca moderna si è già
parlato. Ma è bene non smetterne di parlarne, poiché la memoria serva da monito
alle nuove generazioni che popolano la Turchia, futuro membro della Comunità
Europea, ed anche per gli altri popoli».
Dentro Armenia misteriosa non si parla tuttavia soltanto di storia e di
eventi luttuosi. Mediante un'accurata conoscenza diretta dei territori
descritti, unita ad una vasta e completa documentazione fotografica ed
iconografica, Vartanian offre al lettore anche un significativo inquadramento
geografico e culturale dell'Armenia "storica". Si comincia ad esempio dalla
regione del monte Ararat, cuore pulsante della coscienza
nazionale e della cultura armena, la grande montagna già protagonista del
racconto biblico che ospita sui propri fianchi vestigia storiche di popoli
antichissimi; si prosegue con una trattazione della flora e della fauna tipiche
dell'altopiano anatolico, delle risorse naturali e delle caratteristiche
geologiche, per passare infine all'esposizione di usi e costumi propri delle
diverse civiltà che hanno abitato la zona.
L'olocausto armeno rappresenta ad ogni modo la chiave di volta intorno alla
quale Azad Vartanian ha impostato la struttura del libro. Come già anticipato
nelle note di copertina, l'autore ha incluso nel testo numerosi documenti
fotografici inediti che ricostruiscono con serietà storiografica il dramma delle
fosse comuni. Nel testo si fa anche luce sull'indifferenza delle
cancellerie europee nei confronti della tragedia imminente, con
particolare riferimento alla Germania dell'impero guglielmino: «Molti ufficiali
tedeschi, dunque, vedevano! Ma pare che non solo vedessero. Da ciò che si vedrà
in seguito, molti graduati di Guglielmo II, quando anni dopo si ritrovarono a
combattere per il Terzo Reich, avevano ben imparato come ridurre al nulla la
volontà dell'individuo, e come far sparire un intero popolo!»
Dopo un'introduzione firmata dalla scrittrice Antonia Arslan, Armenia
misteriosa ospita anche una presentazione di Padre Gomidas,
del convento dei frati mechitaristi di San Lazzaro a Venezia. «Ma a cosa serve
tutto questo per gli uomini di oggi?», si interroga il religioso nel suo
intervento: «Dopo quasi cent'anni, riusciranno a vedere la propria immagine
oppure continueranno ad immolare i propri simili sugli altari della discordia e
dell'odio?» Concorderebbe forse con questo punto di vista anche il cantante ed
attore di origine armena Charles Aznavour, che in una pellicola
del 2002 ebbe ad esprimere questo interrogativo: «Che razza di umanità è che ci
odia fino a questo punto e con che coraggio insiste nel negare il suo odio,
finendo così per farci ancora più male?»
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Titolo: ARMENIA MISTERIOSA - Masis, la madre degli Armeni
Autore: Azad Vartanian
Editore: Nuovi Sentieri, Belluno, luglio 2009.
Prefazione di Antonia Arslan |