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Come
volevasi dimostrare, le reazioni agli sproloqui di Erdogan
non si sono fatte attendere. Fino ad oggi, i circa 100 mila
irregolari armeni presenti soprattutto a Istanbul, sono
sempre stati considerati una sorta di riprova della
"tolleranza" e "buona volontà" dei turchi nei confronti dei
vicini armeni. Almeno è questo che sottolineano giornali
come l'Hurriyet e diverse ong turche.
La IHD, la
maggiore associazione per i diritti umani turca, ha bollato
come "una minacciosa discriminazione" le parole del primo
ministro. "Sono affermazioni - ha detto Ozturk Turkdoganal
quotidiano Zaman -che potrebbero essere interpretate come la
versione, in chiave moderna, delle deportazioni".
E,
naturalmente, non si sono fatte attendere le reazioni in
terra armena.
"Le frasi
del premier turco non facilitano il miglioramento dei
rapporti fra Turchia e Armenia e ricordano gli avvenimenti
del 1915. Queste frasi suggeriscono che il problema del
riconoscimento internazionale del genocidio è
particolarmente importante oggi", ha detto il primo ministro
armeno Tigran Sarkissian. |