Nell'Enciclopedia Storica abbinata al quotidiano la Repubblica, l’Istituto Geografico De Agostini e la Utet ricostruiscono la storia a proprio modo e piacimento.  

Riceviamo e divulghiamo una nota inviataci dal Dr. Kuciukian  in relazione ad una gravissima mancanza di due noti Istituti Italiani che hanno ritenuto opportuno ricostruire la storia a proprio modo e piacimento. 

 

"Invito tutti a leggere nei volumi 12 e 13 dell' enciclopedia storica abbinata al quotidiano Repubblica rispettivamente a pagina 712 del volume  12  e da pag. 70 a pag. 73 e pag. 79 del volume 13 , la ricostruzione dei fatti relativi alla "questione armena".

Ritengo necessario e urgente inviare una documentata protesta alla redazione di Repubblica, direttore Ezio Mauro e alla casa editrice De Agostini - UTET, affinché provvedano a una rettifica,  e, nel caso,  facciano uscire una monografia sul genocidio (es. Mutafian o altro) da abbinare al giornale.  (Pietro Kuciukian)"

Di seguito riportiamo alcuni paragrafi estrapolati dal testo e gli indirizzi dove poter inoltrare eventuali lettere, invitandoVi cortesemente a volerci segnalare ogni eventuale sviluppo. 

 

Pag. 72 e 73  - L’invasione greca dell’Anatolia.

…….Il 14 maggio 1919 una flotta di navi da guerra francesi e inglesi sbarcò le truppe greche, che occuparono Izmir e si spiegarono in lungo e in largo, massacrando migliaia di contadini turchi inermi, proprio mentre venivano accolti dalle popolazioni greche del luogo come “liberatori” dal giogo musulmano. Un altro esercito inglese a Samsun provvide a costituire una Repubblica greca del Ponto, e in Cilicia gli occupanti francesi cominciarono ad affidare il servizio di polizia e altre importanti funzioni agli Armeni, che iniziarono pure a massacrare la popolazione musulmana locale. In tale crisi, il popolo si risolve istintivamente all’unico eroe militare ottomano che si era distinto nella guerra  mondiale , Mustafa Kemal.

 

Pag 79 -  L’attacco Turco contro gli Armeni

…Fu a questo punto che, mentre la pressione greca era temporaneamente diminuita, Kazim Karabekir attaccò infine gli Armeni cacciandoli fuori dalla regione di Van e di Kars e poi sospingendoli nell’Armenia propriamente detta, obbligando il governo di Erevan ad accettare la pace di Alessandropoli ( 2- 3 dicembre 1920). Gli Armeni rinunciarono a tutte le loro rivendicazioni sul territorio turco, acconsentirono a ridurre le loro forze armate, e lasciarono che i Turchi restassero ad Alessandropoli. Intanto gli Armeni dovevano prepararsi a fronteggiare l’invasione da parte del bolscevichi. Sebbene i nazionalisti armeni abbiano in seguito accusati i Turchi di collusione con i bolscevichi per distruggere la Repubblica armena, non sembra che le cose siano andate così. I Turchi nazionalisti si volsero contro quest’ultima soltanto dopo che aveva attaccato l’Anatolia, e la sconfissero prima che i bolscevichi la invadessero e la sopraffacessero. Se gli Armeni si fossero accontentati di rimanere nel Caucaso, entro i propri confini, non vi sarebbe stata nessuna guerra con i Turchi, e si sarebbero trovati in una situazione molto più favorevole per combattere i bolscevichi e salvare la propria indipendenza.

 

Pag. 713 - Il crollo dell’impero ottomano durante la prima guerra mondiale

  …La penuria alimentare su larga scala, la carestia, le epidemie e i disordini interni travagliarono l’impero nei due ultimi anni di guerra. Ad aggravare i patimenti dei civili si aggiunse la decisione dell’esercito di deportare dai fronti di guerra consistenti nuclei di popolazione, per evitare il rischio di “quinte colonne”, com’era accaduto con gli Armeni. La popolazione civile dell’impero fu decimata dalla fame, dalla carestia, dalle malattie e dai conflitti civili: morirono ca. 6 milioni di persone, non meno del 25% del totale.

INDIRIZZI:

 rubrica.lettere@repubblica.it direttore Ezio Mauro

ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI, Corso della Vittoria 91- 28100 Novara

UTET Corso Raffaello 28, 10125 Torino

 

 lettere inoltrate all'Istituto De Agostini e alla Utet