|
Signor
Presidente,
1.
Con grande gioia La colgo e cordialmente La ringrazio per questa gradita sua
visita. L'odierna sua presenza mi richiama alla memoria il nostro primo incontro
che ha avuto luogo qui, in Vaticano, nel marzo del 1999, in occasione
dell'inaugurazione della mostra "Roma-Armena", e quelli svoltosi nel
settembre del 2001 a Yerevan durante il mio pellegrinaggio apostolico in Armenia
per le celebrazioni giubilari dei 1700 anni della conversione al cristianesimo
del Popolo Armeno.
Colgo
volentieri l'occasione per inviare all'intero Popolo armeno un affettuoso
saluto, estendendolo ai milioni di Armeni che, pur sparsi in tante parti del
mondo, restano sempre legati alla loro cultura e alle loro tradizioni cristiane.
2.
Signor Presidente, mi preme manifestare sincero apprezzamento per le buone
relazioni che legano la Santa Sede al governo del suo Paese. So che la
comunità cattolica è ben accolta e rispettata e le sue varie attività
contribuiscono al benessere dell'intera nazione.
Il
vivo auspicio di tutti è che cresca sempre più la collaborazione fra la Santa
Sede e il governo armeno e, là dove siano richiesti dalle situazioni, vengano
posti eventuali perfezionamenti allo status della Chiesa cattolica.
3.
Rapporti di stima e di amicizia intercorrono inoltre la Chiesa cattolica e
la Chiesa Apostolica armena. Tale intesa, resa ancor più attiva grazie
all'iniziativa del Catholicos Karekin II, avrà sicuramente ripercussioni
positive per la pacifica convivenza dell'intero Popolo armeno, chiamato ad
affrontare non poche sfide sociali ed economiche.
Auspicio
poi che sorga una pace vera e stabile nella regione del Nagorno - Karabagh da
cui Ella, Signor Presidente, proviene. Ciò potrà scaturire dal rifiuto
deciso della violenza e da un paziente dialogo tra le parti, grazie pure ad
un'attiva mediazione internazionale.
4.
La Santa Sede, che nel corso dei secoli non ha mancato di denunciare la violenza
e difendere i diritti dei deboli, continuerà a sostenere ogni sforzo teso a costruire
una pace solida e duratura.
Signor
Presidente, assicuro la mia preghiera per la Sua persona, la Sua famiglia e il
Popolo armeno, invocando su tutti le abbondanti benedizioni di Dio.
|