Appello della Federazione Euro Armena per la Giustizia e la Democrazia

Cari Amici,

se avete amici o conoscenze di Eurodeputati della Vostra regione o paese, Vi chiediamo cortesemente di trasmettere la nostra lettera di sollecito e chiarimenti, di seguito riportata, insistendo di prendere in considerazione la cancellazione del Paragrafo No. 1 trattino 37 che è fondamentale per l'Armenia e contro l'ingresso incondizionato della Turchia in Europa.

Ringraziamenti anticipati,

 F.E.A.J.D.

       EUROPEAN  ARMENIAN

FEDERATION

FOR JUSTICE  & DEMOCRACY

FORMER A.N.C.E.

    

Egregio Onorevole,

  

Fra breve il Consiglio d’Europa si appresterà a discutere ed adottare una raccomandazione del Parlamento Europeo sulla “politica dell’UE nei confronti del Caucaso meridionale”, proposta dal Suo collega on.le Per Gahrton ed emendata nella Commissione per gli Affari Esteri.

A questo proposito ci permettiamo segnalarLe alcune precisazioni che , pensiamo, possano chiarire meglio la situazione.

Innanzitutto auguriamo un ritorno sul concetto di “Patto di Stabilità per il Caucaso meridionale”. Questa iniziativa dimostra un rinnovato interesse dell’Unione per questa regione del mondo e noi ce ne rallegriamo. Tuttavia Lei converrà che non si possono includere incondizionatamente in questa iniziativa dei paesi notoriamente e continuativamente ostili all’uno o all’altro degli Stati del Caucaso meridionale.

Perciò ci sembra sia prioritario esigere dalla Turchia, prima ancora di includerla in tale patto, l’eliminazione dell’incomprensibile blocco imposto da sempre da quest’ultima all’Armenia. Il realismo ci spinge ugualmente a reiterare le richieste formulate ad Ankara affinché riconosca il genocidio armeno e cessi la sua politica negazionista. Lei converrà ugualmente che questo è il minimo che si possa aspettare da un paese che pretende di entrare in Europa e sarebbe inoltre un mezzo privilegiato per instaurare, finalmente, quella fiducia che manca in questa parte del mondo.

Per quanto sopra La invitiamo a sostenere, o meglio ancora, a rafforzare le disposizioni in questo senso del rapporto all’on.le Gahrton.

L’altro punto sul quale vorremmo attirare la Sua attenzione, riguarda il regolamento della questione del Karabagh. Come Lei sicuramente sa, era stato siglato un accordo globale nel corso del vertice di Key West (aprile 2001). Questo accordo ha costituito la base dei lavori del gruppo di Minsk, prima della denuncia unilaterale presentata da parte azera, che pure lo aveva sottoscritto.

Ecco quindi come ora il progetto di raccomandazione mette in causa la sola parte armena,  che non ha mai abbandonato il tavolo dei negoziati, e pretende di ricompensare l’intransigenza azera chiedendo il ritiro delle sole truppe armene ed il ritorno dei soli profughi azeri.

E’ iniquo e, soprattutto, controproducente. Questa richiesta affosserebbe la timida ripresa dei negoziati in corso e darebbe credito alle posizioni più estremiste. Inoltre è poco realista esigere la risoluzione di un tale conflitto con delle misure settoriali e, per di più, unilaterali, senza risolvere il problema politico di fondo, cioè la questione dello statuto del Karabagh.

Ed è per questo che Le chiediamo di votare a favore della soppressione del paragrafo 1, trattino 37, del rapporto adottato in Commissione. Questa parte del rapporto contraddice le altre disposizioni del progetto di raccomandazione, in particolar modo quella secondo la quale il Parlamento Europeo apporta il suo sostegno agli sforzi dell’OSCE.

Vorremmo inoltre attirare la Sua attenzione sul fatto che questa parte del rapporto è stata, pare, ritenuta la conseguenza di un interversione durante il conteggio dei voti per alzata di mano.

Infine vorremmo segnalarLe un piccolo errore di qualificazione giuridica che converrebbe ugualmente correggere: il paragrafo 1- trattino 22 pone sulla bilancia il principio dell’integrità territoriale e quello dell’autonomia delle minoranze. Orbene, se il primo deriva dal diritto internazionale, il secondo è un concetto di diritto domestico. Quindi al fine di comparare ciò che è comparabile, sarebbe preferibile parlare di diritto dei popoli dell’autodeterminazione. E’ questa, d’altronde, la formulazione adottata dalla carta delle Nazioni Unite.

Speriamo di aver risposto, con la presente, ad alcuni interrogativi che Lei non mancherà di porsi. Comunque non esiti a contattarci per più ampie delucidazioni.    

RingraziandoLa per l’attenzione, La preghiamo, egregio Onorevole, di voler gradire i nostri migliori saluti.

  E.A.F.J.D.

 

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