Fazioso servizio dell'emittente televisiva Euronews sulla situazione del Nagorno Karapagh - Febbraio 2010

 

Da alcuni giorni l’emittente televisiva Euronews (che da poco ha cominciato a trasmettere anche in lingua turca)  sta mandando in onda alcuni servizi faziosi  riguardanti la questione del Nagorno Karabagh. Interviste e testimonianze della popolazione azera che capovolgendo il percorso della realtà descrivono gli armeni  come popolo aggressore e carnefice.

Abbiamo ritenuto opportuno inoltrare una lettera di rimostranze alla redazione di  Euronews che alleghiamo di seguito.

Invitiamo tutti i nostri lettori a fare altrettanto nell’intento di contrastare questa vile campagna denigratoria intentata da chi vuole imporre, da sempre, una "verità" di stato, una visione distorta della realtà.

Con preghiera di far avere comunque copia delle lettere inviate alla nostra redazione.

www.comunitaarmena.it 


  • oppure tramite Fax al numero 0033 4 72 18 93 71

 


Link del servizio fazioso: http://it.euronews.net/2010/02/01/nagorno-karabakh-nessuna-soluzione-in-vista-per-i-profughi/


Spettabile Euronews.

Il servizio da voi trasmesso dal titolo “Nagorno Karabakh: nessuna soluzione in vista per i profughi” ci ha lascito alquanto perplessi e ha determinato numerose segnalazioni di protesta anche sul nostro sito.

In particolare la situazione della Repubblica del Nagorno Karabakh è stata presentata ai telespettatori in modo distorto, non rispondente alla realtà e offensivo nei confronti delle istituzioni e della popolazione armena cristiana.

Non sappiamo se tale politica di Euronews sia dettata dalla recente apertura del canale in lingua turca, ma ci aspettiamo che  codesta emittente – da sempre sensibile ad una informazione corretta e completa – abbia modo di far ascoltare ai telespettatori europei (anche di lingua turca!) l’opinione del popolo armeno del Karabakh e delle istituzioni europee che avevano condannato l’approccio aggressivo verso l’inerme popolazione armena del governo di Baku.

Non può sfuggire, neppure al più superficiale dei cronisti, che la situazione della piccola repubblica autonoma è ben diversa da quella rappresentata dai profughi azeri.

Per millenni gli armeni hanno vissuto nell’Artsakh prima che questo venisse incorporato nell’Azerbaigian azero; hanno poi dovuto subire violenze e massacri da parte di una popolazione ostile: proprio i pogrom di Sumgait nel febbraio del 1988 (una caccia all’armeno che produsse decine di vittime, centinaia di feriti e migliaia di sfollati) fu una delle cause scatenanti del conflitto che sarebbe scoppiato di lì a poco.

Per decenni gli armeni del Karabakh sono stati costretti a subire la dittatura di una piccola minoranza azera, senza alcun potere di autonomia, stranieri nella loro terra.

La guerra di liberazione che ne è seguita  è stata l’inevitabile conseguenza di fronte all’ostile atteggiamento delle autorità di Baku.

Ancor più che il Kosovo, il Nagorno Karabakh ha diritto alla propria autonomia che ha saputo conquistare con la propria civiltà ed il proprio coraggio; ma a differenza degli albanesi di Prstina, gli armeni di Stepanakert ancora non hanno goduto del riconoscimento internazionale bloccato da opportunismi politici e pressioni diplomatiche.

Le interviste ai profughi azeri, infarcite di lodi al presidente Aliyev, se possono commuovere per la triste sorte che accomuna gli sfollati di tutte le guerre e di tutte le parti, rischiano tuttavia di far apparire gli armeni cristiani alla stregua di semplici aggressori.

La storia del conflitto nel Karabakh è invero ben diversa!

Ci auguriamo che Euronews sappia e voglia rimediare alla informazione parziale emersa dal citato servizio.

Comunitaarmena.it

Roma 05.02.2010


Di seguito riportiamo alcune delle lettere inviate da parte dei nostri lettori alla redazione di Euronews. Altri invece (incluse alcune associazioni) ci hanno comunicato di aver trasmesso la lettera redatta della nostra redazione aggiungendo in calce la propria firma.


Spett. Euronews,

                         Ho visto il Vs. programma sul Nagorno Karabagh e debbo notare che i fatti, così come li avete esposti, sono ben lontani dalla verità. Viene data voce solo agli azeri, senza dare ascolto anche agli armeni; mentre prima di esprimere qualsiasi giudizio è buona norma sentire entrambe le parti.

            Nel Vs. programma gli armeni sono rappresentati come aggressori e gli azeri come vittime, mentre nella realtà è vero tutto il contrario ed affinché sia ben chiaro come stanno le cose sarà bene ricordare che:

-       Il Karabagh, il cui vero nome in armeno è Artsakh, ha sempre fatto parte dell’Armenia, da più di due millenni ed armena è sempre stata la sua popolazione. Questa regione, fino all’annessione alla Russia all’inizio del XIX° secolo ha sempre goduto di un’ampia autonomia sotto la guida di principi armeni.

-       I primi azeri (allora chiamati “tartari”, o “turchi” o “musulmani”) hanno cominciato ad insediarsi in quella regione solo dopo il 1750 ed hanno costituito un’esigua minoranza della popolazione.

-       Questa regione è stata annessa all’Azerbaigian (contro la volontà dei suoi abitanti e nonostante storicamente, geograficamente, culturalmente  ed etnicamente facesse parte dell’Armenia) in seguito ad un sopruso di Stalin che aveva in odio gli armeni e voleva ingraziarsi le popolazioni musulmane.

-       L’Azerbaigian, dopo l’annessione di questa regione, ha attuato una politica di pulizia etnica strisciante, volta soltanto a far diminuire il numero degli armeni (pur sempre maggioritari) ed aumentare il numero degli azeri.

-       Con la dissoluzione dell’URSS questa politica di pulizia etnica, venendo a mancare il freno di Mosca, è divenuta ancora più aggressiva con uccisioni di massa, bombardamenti di centri abitati armeni, pogrom di armeni a Sumgait, Kirovabad e Baku.

-       Gli armeni del Karabagh o dovevano lasciarsi uccidere, o emigrare o resistere. Hanno resistito e sono riusciti a fermare l’aggressore.

Ma mentre per il Kossovo si è mobilitato mezzo mondo, per gli armeni del Karabagh nessuno ha mosso un dito ed ora, con il colmo della sfacciataggine, vengono definiti anche aggressori.

Penso che sarebbe più che giusto, e giornalisticamente corretto, dare voce nel Vs. programma anche agli armeni, affinchè venga ristabilita la verità.

            Distinti saluti

                                                           Gregorio Zovighian,

                              Vice direttore dell’Istituto di Studi Armeni (Monaco di Baviera)


Spett. Euronews,                       

Ho potuto vedere il Vostro programma sul Nagorno Karabagh e devo constatare che i fatti sono ben lontani dalla verità. Viene data voce solo alla parte azera, nessun accenno alle ragioni armene.

Gli armeni non sono gli aggressori ma sono la popolazione autoctona (e in maggioranza) del territorio da molti secoli che hanno subìto ogni sopruso. Sarebbe auspicabile mandare in onda un programma più equilibrato e con cenni storici veritieri.

Cordiali saluti.

 

Vahan Shahbazians


http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=90&id=33262


Spettabile EURONEWS,
un servizio giornalistico correttamente indipendente non può prescindere dal dare voce alla seconda campana se la prima l'accusa di aggressione. Dopo i profughi azeri dal Nagorno Karapagh mi aspetto la replica degli Armeni.
Distinti saluti
Luciano de Socio