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Dopo la caduta dei regni nella madrepatria (XI
secolo) e in Cilicia (1375) gli Armeni rimasero privi di ogni forma di
indipendenza politica sino al 1918. Per secoli, dunque, la loro esistenza si
svolse all’interno del contesto politico e culturale musulmano, soprattutto
turco e persiano, in condizioni di insicurezza e discriminazione. L’insieme dei
tentativi di rifondare un proprio regno – dapprima con l’aiuto dell’Europa
cattolica, quindi con quello della Russia ortodossa – costituisce l’oggetto
principale di questo volume, che ne descrive essenzialmente la fase pre-moderna,
precedente cioè la diffusione del nazionalismo ottocentesco. Tali tentativi,
caratterizzati da uno specifico sentimento messianico, vennero promossi
soprattutto da esponenti della residua nobiltà armena, preservatasi quasi
esclusivamente in alcune regioni del Caucaso meridionale, in particolare nel
Łarabał. Sin dai tempi di Pietro il Grande l’avanzata russa verso il Caucaso
sembrò poter favorire questo progetto e consentì comunque la liberazione dei
territori nord-orientali dell’Armenia. La politica imperiale di Pietroburgo
seguì infine una via differente, ma soprattutto alla luce della tragedia degli
Armeni dell’impero ottomano l’incontro tra l’espansionismo zarista ed il
progetto di un regno armeno rinnovato appare quanto mai importante per aver
creato i presupposti storici della nascita dell’odierna Repubblica Armena.
Scheda personale
Aldo Ferrari insegna Lingua e Letteratura Armena e
Storia del Caucaso presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. E’ inoltre
responsabile dei Programmi di Ricerca “Russia/Vicini Orientali” e “Caucaso/Asia
Centrale” dell’ISPI di Milano e vice-presidente dell’Associazione per lo Studio
in Italia dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC). Tra le sue pubblicazioni
principali: Alla frontiera dell’impero. Gli Armeni in Russia 1801-1917
(2000); La foresta e la steppa. Il mito dell’Eurasia nella cultura russa
(2003); L’Ararat e la gru. Studi sulla storia e la cultura degli Armeni
(2003); Il Caucaso. Popoli e conflitti di una frontiera europea (2005);
Breve storia del Caucaso (2007). |